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Golf
PILLOLE DI GOLF/181: SUPER FRANCESCO MOLINARI, SECONDO AL PGA CHAMPIONSHIP

A Charlotte l'azzurro protagonista nel torneo dei pro Usa


TREVISO - Si è concluso il 13 agosto il 99° PGA Championship giocato al Quail Hollow Club di Charlotte, un lunghissimo Par 71 di 7.000 metri, nel North Carolina. Non potevamo trascurare questo evento, il quarto e ultimo major della stagione, con 156 giocatori, i più grandi del...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/180: MATSUYAMA "SGOMMA" CON UN TERZO GIRO RECORD

Il giapponese vince la sfida tra campioni al Wgc Bridgestone Championship


TREVISO - Si gioca al Campo Sud del Firestone CC, un Par 70 di Akron nell’Ohio, il Wgc Bridgestone Championship Invitational, terzo dei quattro tornei stagionali del World Golf Championship che anticipa di una settimana il PGA, il Campionato Professionisti Americano, che sarà...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/179: THE OPEN

Il trionfo di Jordan Spieth che vice il terzo major stagionale


GRAN BRETAGNA - The Open Championship o semplicemente The Open, è il British Open, che così vien chiamato solo fuori del Regno Unito. È la competizione golfistica tra le più importanti, la più longeva, ha storia di tre secoli. È l’unico dei quattro...continua

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Uno dei due condannati per incendio doloso, in aula "assolve" Leopoldo Vanzetto

ROGO AL VECCHIO MULINO: UN "TESTIMONE" SCAGIONA IL TITOLARE

L'avv. Alberini: "Il mio assistito non è il mandante ma la vittima"



FONTE
– (gp) Leopoldo Vanzetto, il titolare del ristorante “Vecchio Mulino” di Onè di Fonte distrutto da un rogo il 3 ottobre 2011, non sarebbe il mandante ma soltanto la vittima di quanto commesso dai piromani. I due, che per l'ipotesi di reato di incendio doloso erano stati condannati a due anni e otto mesi ciascuno con rito abbreviato, sono stati chiamati a testimoniare nel processo che vede Vanzetto, difeso dall'avvocato Renato Alberini, imputato per la stessa ipotesi di reato in concorso.

Uno si è avvalso della facoltà di non rispondere mentre il secondo, rispondendo alle domande di pm e difesa, ha affermato che sarebbe stato il primo a coinvolgerlo in quanto Vanzetto avrebbe rifiutato di elargire al 59enne un prestito di 20 mila euro per aprire un'attività. A quel punto avrebbe deciso di vendicarsi. Il secondo piromane ha parlato di un progetto estemporaneo nato in una notte e male organizzato, tanto che entrambi sono rimasti feriti. Le intenzioni sarebbero state quelle di procurare qualche danno al locale per punirlo ma sicuramente non di struggerlo, tant'è che è stata scritta anche una lettera di scusa a Vanzetto e alla moglie per scusarsi di quanto accaduto.

In aula è stato anche sentito un consulente della difesa, un tributarista, che ha riferito al giudice che l'attività di Vanzetto era in equilibrio, e pur essendo fisiologicamente esposta con le banche aveva una buona situazione patrimoniale. Testimonianza che farebbe cadere l'ipotesi accusatoria secondo cui Vanzetto avesse assoldato i due per dar fuoco al suo locale allo scopo di riuscire a incassare i soldi dell'assicurazione. Secondo l'avvocato Alberini il processo si è sgonfiato ed è stato dimostrato che il suo assistito è soltanto una vittima di quanto accaduto e non di certo il mandante.