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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Uno dei due condannati per incendio doloso, in aula "assolve" Leopoldo Vanzetto

ROGO AL VECCHIO MULINO: UN "TESTIMONE" SCAGIONA IL TITOLARE

L'avv. Alberini: "Il mio assistito non è il mandante ma la vittima"



FONTE
– (gp) Leopoldo Vanzetto, il titolare del ristorante “Vecchio Mulino” di Onè di Fonte distrutto da un rogo il 3 ottobre 2011, non sarebbe il mandante ma soltanto la vittima di quanto commesso dai piromani. I due, che per l'ipotesi di reato di incendio doloso erano stati condannati a due anni e otto mesi ciascuno con rito abbreviato, sono stati chiamati a testimoniare nel processo che vede Vanzetto, difeso dall'avvocato Renato Alberini, imputato per la stessa ipotesi di reato in concorso.

Uno si è avvalso della facoltà di non rispondere mentre il secondo, rispondendo alle domande di pm e difesa, ha affermato che sarebbe stato il primo a coinvolgerlo in quanto Vanzetto avrebbe rifiutato di elargire al 59enne un prestito di 20 mila euro per aprire un'attività. A quel punto avrebbe deciso di vendicarsi. Il secondo piromane ha parlato di un progetto estemporaneo nato in una notte e male organizzato, tanto che entrambi sono rimasti feriti. Le intenzioni sarebbero state quelle di procurare qualche danno al locale per punirlo ma sicuramente non di struggerlo, tant'è che è stata scritta anche una lettera di scusa a Vanzetto e alla moglie per scusarsi di quanto accaduto.

In aula è stato anche sentito un consulente della difesa, un tributarista, che ha riferito al giudice che l'attività di Vanzetto era in equilibrio, e pur essendo fisiologicamente esposta con le banche aveva una buona situazione patrimoniale. Testimonianza che farebbe cadere l'ipotesi accusatoria secondo cui Vanzetto avesse assoldato i due per dar fuoco al suo locale allo scopo di riuscire a incassare i soldi dell'assicurazione. Secondo l'avvocato Alberini il processo si è sgonfiato ed è stato dimostrato che il suo assistito è soltanto una vittima di quanto accaduto e non di certo il mandante.