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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

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PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

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CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Ma i critici insistono: "Privatizzata Santa Caterina"

"VALORIZZATI GLI EDIFICI E RILANCIATO IL PROGETTO CULTURALE PER LA CITTÀ"

Il sindaco Manildo soddisfatto del programma di grandi mostre


TREVISO - Il sindaco Giovanni Manildo è soddisfatto del programma di esposizioni pluriennali messo a punto dal Comune insieme a Marco Goldin: “Avevamo degli obiettivi precisi – conferma il primo cittadino -: valorizzare al massimo alcuni contenitori di proprietà comunale, ridare all'amministrazione la regia della politica culturale per la città, restituire a Treviso una ribalta internazionale. Pensiamo di averli raggiunti: credo abbia un significato simbolico non trascurabile che la mostra si svolga a Santa Caterina, ma contemporaneamente venga inaugurato anche il museo Bailo”.
Goldin organizzerà una prima grande rassegna tra il 2015 e il 2016 all'ex convento di Santa Caterina: abbandonata l'ipotesi iniziale di creare un'esposizione basata su dipinti in prestito dal museo di Detroit, l'ex "Golden boy" trevigiano dell'arte punterà su un gruppo di opere più numeroso, almeno un'ottantina di quadri, provenienti da svariate istituzioni internazionali. Il tema della kermesse rimane per ora top secret, ma verrà svelato entro febbraio in occasione della presentazione ufficiale.  All'evento principale, poi, verrà affiancata anche una serie di mostre collaterali, collegate anche ad altri luoghi della città, sulla falsariga del progetto avviato in questi anni anche a Vicenza. Non solo, l'impegno del curatore e della sua società, Linea d'Ombra, dovrebbe proseguire con una cadenza biennale. Gli investimenti per la realizzazione delle mostre sarà in massima parte a carico della società dello stesso Goldin, Linea d'Ombra, e del pool di sponsor che tradizionalmente lo affianca. Un contributo, inoltre, dovrebbe giungere da un consorsio di enti locali ed associazioni di categoria trevigiani, già costituito. I contenitori, comunque, non resteranno vuoti anche negli anni di "intermezzo" assicurano da Ca' Sugana: sarà la stessa amministrazione, magari in collaborazione con altri curatori, a promuovere un'altra mostra tra novembre 2016 e la primavera 2017: "Avrà lo stesso filo conduttore della prima - rivela il sindaco -. Lo sveleremo a febbraio, ma posso dire che il bellissimo titolo scelto da Goldin “Treviso e il mondo” già sintetizza la nostra idea”. Nessuna privatizzazione di Santa Caterina, assicura Manildo, rispondendo all'obiezione più frequente mossa al progetto in questi mesi: per le esposizioni temporanee verrà utilizzata l'ala liberata dal trasferimento al Bailo delle opere dell'Ottocento e del Novecento, più ulteriori 300 metri quadrati recuperati in sale oggi non utilizzate. E le mostre, garantiscono da Ca' Sugana, non interferiranno in alcun modo con le consuete attività svolte nel complesso museale: anche durante le rassegne, si potranno visitare l'auditorium dove sono ospitate le Storie di Sant'Orsola di Tommaso da Modena o gli spazi della sezione archeologica e continueranno ad essere effettuati i laboratori didattici rivolti alle scuole. “Il nostro intento è valorizzare al massimo il nostro patrimonio - sottolinea il leader dell'amministrazione municipale trevigiana -, Goldin ci darà una grande mano, perchè, al di là delle sue competenze artistico-scientifiche, è innegabile la sua capacità di comunicazione. Non c'è alcun appalto ad un unico soggetto: lo dimostra il fatto che già nel 2016 sarà direttamente il Comune a gestire questi spazi, mettendoli a disposizione di altri curatori”. Anzi, ribandisce il sindaco, le mostre sarannno un veicolo per far conoscere a nuovi visitatori il patrimonio artistico del capoluogo della Marca e l'intera città, predisponenendo degli itinerari ad hoc.



IL FRONTE DEI CONTRARI NON CEDE
Alcuni consiglieri temono per il futuro di S. Caterina

Proprio su questi aspetti, però, non si arrestano le critiche, anche da parte di esponenti della stessa maggioranza, aderenti al gruppo "Santa Caterina, bene comune. Ad esempio Daniela Zanussi, consigliera comunale del Partito democratico, dopo aver esaminato i progetti di adeguamento dell'ex convento, non nasconde le sue perplessità, in un lungo commento sulla sua pagina Facebook: “Santa Caterina da sede museale principale civica, pubblica, luogo sacro, simbolo per l’identità della città, in quanto custode di gran parte dei gioielli del suo patrimonio storico- artistico - scrive -, diventerà sede espositiva, destinata ad accogliere iniziative private, con loro legittimo fine di lucro”. 
Neppure le parole di Marco Goldin, l'hanno rassicurata, anzi: “Ora so quale politica culturale ha abbracciato la nostra amministrazione; intorno a chi e a cosa ruoterà, su cosa si concentreranno gli sforzi e le attenzioni anche economiche, a chi andrà alla fine la gestione “di fatto”, dati i programmi già delineati, delle due sedi cittadine più prestigiose: Santa Caterina e il nuovo Bailo, chi ne stabilirà i tempi e il calendario”.
Anche Said Chaibi, consigliere comunale di Sel, attacca: “Goldin dice che il suo è un progetto per la città? Ben venga. Ma noi poniamo un altro tema all'amministrazione: Goldin è un 'mercenario dell'arte', molto bravo e capace, ma non può spettare a lui il ruolo di progettare la cultura in città. Non si risolve la questione stanziando un milione e mezzo e dicendo: “Fai tu””. Non siamo rassicurati sugli investimenti, né sul fatto che Santa Caterina rimanga, come oggi, agibile a tutti, con costi d'accesso calmierati e una didattica per le scuole. Quando si vogliono montare pareti in cartongesso nella sala dei Teleri, la si snatura. La nostra proposta è di spostare la mostra di Goldin, che – intendiamoci - è di grande valore, al Bailo: i cittadini avrebbero così anche un riscontro dei milioni spesi per quella sede in questi anni”.