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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Treviso, il Coisp: "Nulla viene fatto per metterci in condizione di lavorare"

LA QUESTURA PERDERĀ A FINE ANNO 20 TRA POLIZIOTTI E IMPIEGATI

Molti sono prepensionamenti, organico ridotto all'osso


TREVISO - Entro la fine del 2015 la Questura di Treviso perderà, per prepensionamento, almeno venti tra impiegati e poliziotti: quasi la metà sono attualmente impegnati presso l'ufficio immigrazione. Negli ultimi due anni sono stati una quarantina i prepensionamenti e solo metà del personale è stato sostituito. A lanciare questa denuncia è il segretario del sindacato Coisp di Treviso, Berardino Cordone. "Da un periodo di tempo leggiamo continuamente di allarmi sociali -dice Cordone in un comunicato- Siamo passati dall’allarme terrorismo all’allarme sicurezza ma nulla viene fatto per metterci in condizioni di lavorare .. anzi .. sempre meno risorse, garanzie di sicurezza e soprattutto garantismo … dove vogliamo arrivare??? Le continue emergenze ed allarmi sociali fanno tornare in mente Mostri del Passato come BR e sodalizi criminali che sono stati sconfitti con enorme dispendio di lacrime e sangue. Ancora oggi ricordiamo le stragi, i morti che sono cessati solo grazie ad una politica non garantista che, consapevole delle norme preventive e dell’importanza del lavoro delle Forze dell’Ordine ha fatto in modo che noi poliziotti potessimo lavorare con la massima tranquillità e soprattutto con una, seppur minima, tutela. Infatti i risultati non sono mancati e oltre a debellare la criminalità organizzata, la Polizia Italiana era tra le più invidiate da tutto il mondo. Oggi, purtroppo l’inversione di rotta della Politica Italiana che con i continui tagli delle risorse delle Forze dell’Ordine, chiusure degli istituti penitenziari e soprattutto, con il decreto svuota carceri e la depenalizzazione dei reati, siamo arrivati al punto che non si è sicuri nemmeno in casa. Ciò che fino a pochi anni fa era sporadico lo vediamo quotidianamente tramite gli organi di stampa. Seppur le statistiche divulgate dalle Istituzioni affermano che i reati sono in calo, di fatto gli assalti nelle abitazioni, rapine, omicidi sono ormai all’ordine del giorno.  Cosa dire, è normale che le statistiche affermano l’opposto, basti considerare che molte persone non presentano denunce o al momento in cui vanno per presentarle non vi è personale per riceverle.
Leggiamo ogni giorno esponenti politici o sindacali che espongono i propri pensieri per risolvere la problematica. Il Dirigente della IV Zona Polizia di Frontiera di Udine ha addirittura armato fino ai denti i poliziotti (giubbotto e mitra) a seguito delle minacce antiterrorismo e il Questore di Treviso ancora non sappiamo cosa vuole fare. Per conto del COISP, non basta disporre che il personale indossi giubbotto antiproiettile e mitra o aumentare gli organici per dare più controllo del territorio, bisogna risolvere i problemi dalla radice ossia eliminare il garantismo che è stato dato e ripristinare la garanzia della pena. Non è possibile che pluripregiudicati, addirittura espulsi dal territorio nazionale, continuino a girare liberi nel nostro Paese aggredendo persone, depredando abitazioni, ferendo e mettendo in pericolo di vita persone con la certezza di non essere puniti come invece giustamente succede in altri Stati. Forse i nostri politici dovrebbero fare in modo di vedere realmente quali sono i veri motivi per cui la delinquenza è diventata più cruenta e la smettessero di giustificare i criminali".