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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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A processo per circonvenzione d'incapace un 23enne di origini napoletane

LA SEDUCE, SI FINGE MALATO E RIESCE A SPILLARLE 180 MILA EURO

La vittima, costituitasi parte civile, ora vuole mezzo milione di danni


TREVISO – (gp) Non solo sedotta e abbandonata, ma anche alleggerita di ben 180 mila euro. Tutto per essersi innamorata della persona sbagliata. Ma di mezzo ci sono anche le condizioni psico-fisiche della vittima (ora assistita da un amministratore di sostegno) che hanno fatto finire a processo per circonvenzione d'incapace Alberto Errico, un ragazzo di 23 anni residente a Napoli difeso in aula dall'avvocato Fabio Venturino. La vittima, assistita dall'avvocato Anna Zampieron, si è costituita parte civile chiedendo un maxi risarcimento danni: mezzo milione di euro. Era il 2009 quando il giovane, che disse di chiamarsi Fabio, incontrò la vittima e, con il suo fare seducente, riuscì a far breccia nel suo cuore. Si sarebbero scambiati i numeri di telefono e per un primo periodo tra loro ci fu un fitto scambio di messaggi molto espliciti con vere e proprie dichiarazioni d'amore. La donna aveva ormai perso la testa per quello che credeva potesse diventare l'amore della sua vita e sperava che lasciasse Napoli per trasferirsi a Treviso. Col passare delle settimane, dai messaggi d'amore si passò alle richieste di denaro. “Fabio”, ottenuta la fiducia della donna, sostenne di avere un tumore al cervello e, per curarsi, aveva bisogno di denaro. Lei non ci pensò sopra e cominciò a inviare soldi tramite vaglia postali che venivano incassati a Napoli da un certo Alberto Errico: “Fabio” le aveva infatti detto che aveva un amico che si occupava di lui e che, non potendo muoversi dall'ospedale, non poteva andare a ritirare i soldi di persona. Fu la direttrice delle Poste di Preganziol a nutrire i primi sospetti su quei continui passaggi di denaro e avvertì le autorità, che fecero scattare le indagini. Per prima cosa venne sentita la vittima, la quale raccontò la vicenda nel dettaglio. Essendo seguita dal centro di salute mentale, gli inquirenti avevano da subito sospettato che potesse essere stata circuita. Le indagini, a quel punto, divennero più serrate e vennero coinvolti i colleghi della polizia partenopea per capire chi fosse “Fabio”. Anche in questo caso non fu difficile identificare l'imputato: la scheda sim del telefono con cui venivano mandati i messaggi alla donna e il destinatario dei vaglia postali corrispondevano alla stessa persona.