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Golf
PILLOLE DI GOLF/181: SUPER FRANCESCO MOLINARI, SECONDO AL PGA CHAMPIONSHIP

A Charlotte l'azzurro protagonista nel torneo dei pro Usa


TREVISO - Si è concluso il 13 agosto il 99° PGA Championship giocato al Quail Hollow Club di Charlotte, un lunghissimo Par 71 di 7.000 metri, nel North Carolina. Non potevamo trascurare questo evento, il quarto e ultimo major della stagione, con 156 giocatori, i più grandi del...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/180: MATSUYAMA "SGOMMA" CON UN TERZO GIRO RECORD

Il giapponese vince la sfida tra campioni al Wgc Bridgestone Championship


TREVISO - Si gioca al Campo Sud del Firestone CC, un Par 70 di Akron nell’Ohio, il Wgc Bridgestone Championship Invitational, terzo dei quattro tornei stagionali del World Golf Championship che anticipa di una settimana il PGA, il Campionato Professionisti Americano, che sarà...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/179: THE OPEN

Il trionfo di Jordan Spieth che vice il terzo major stagionale


GRAN BRETAGNA - The Open Championship o semplicemente The Open, è il British Open, che così vien chiamato solo fuori del Regno Unito. È la competizione golfistica tra le più importanti, la più longeva, ha storia di tre secoli. È l’unico dei quattro...continua

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AUDIO Intervista ai curatori Luigi Latini e Simonetta Zanon

PAESAGGIO E CONFLITTO, LA FRONTIERA INDAGATA DA FONDAZIONE BENETTON

Domani e venerdì le Giornate Internazionali di Studio sul Paesaggio


TREVISO - Parlare di frontiere, confini territoriali e dei conflitti da essi generati. Questa è l'idea di Fondazione Benetton Studi Ricerche per l’undicesima edizione delle giornate internazionali di studio sul paesaggio.L'incontro seminariale annuale con cui Fondazione Benetton vuole promuovere un confronto di idee e un aggiornamento critico legato alla linea di ricerca della Fondazione, è previsto quest'anno per domani giovedì 12 e venerdì 13 febbraio 2015, negli spazi Bomben di Treviso.

Il tema di quest’anno 2015, Paesaggio e conflitto. Esperienze e luoghi di frontiera, emerge dalla volontà di studiare e ricavare da luoghi vicini e lontani che sperimentano questa condizione indizi, segni di speranza, testimonianze di processi di cambiamento, in attesa o in atto, che proprio a partire da uno stato di conflittualità e di margine si muovono in direzione di esperienze nelle quali riconoscere una nostra visione di paesaggio.
Nel corso delle giornate si confronteranno esperienze di natura diversa e riflessioni appartenenti a differenti ambiti di studio e di indagine. Dal punto di vista delle scienze naturali e agrarie, che da sempre studiano questi fenomeni, a quello geografico e paesaggistico, sino allo sguardo che indaga le realtà urbane per loro natura spesso terreno di frontiera, o di confine, comprendenti il vasto mondo delle periferie e le molte contraddizioni sociali che esse rappresentano.
Il tema appena affrontato nel 2014, Curare la terra, prosegue dunque esplorando territori nei quali il senso di appartenenza, la misura del tempo e il desiderio di adesione a un luogo si sviluppa proprio a partire da una condizione di conflitto, in luoghi di frontiera nei quali si avverte il desiderio di tener vivo, o negare, un legame, e interrogarsi sul valore che il paesaggio assume in questo momento.

Le giornate
Le giornate di studio saranno articolate in quattro sessioni di lavoro.
La prima – “Natura” – indaga il tema del conflitto dal punto di vista dei territori e dei luoghi di frontiera nei quali il mondo naturale assume particolare rilevanza: partendo dal concetto di frontiera che nello sguardo dell’uomo si è sviluppato rispetto al mondo vegetale, di per sé estraneo a categorie come, ad esempio, quella di “autoctono”, e dalle diverse percezioni culturali che oggi accompagnano il libero sviluppo dei vegetali nel nostro mondo. In questo contesto è divenuto centrale il punto di vista dell’ecologia, che guarda con particolare interesse alle aree di margine chiamate “ecotono” (da Oikos-casa e Tonos-tensione) considerate da questa disciplina aree conflittuali, ma al tempo stesso di grande importanza per garantire la biodiversità e più in generale la salute dell’ambiente. Il concetto di “ecotono” immesso dall’ecologia, attraversa i diversi temi delle giornate e contribuisce a guardare in modo univoco le diverse interpretazioni che i casi studio danno della parola “frontiera”.
Il paesaggio agrario sperimenta questa condizione di criticità nella realtà che oggi appartiene a molte aree periurbane, aree nelle quali la presenza residua di terreni ancora agricoli e le diverse percezioni che la società urbana ha di essi, costituiscono un’evidente espressione del conflitto tra città e campagna, ma anche un campo di sperimentazione di nuovi paesaggi che oggi si guarda con interesse. Il tema dell’agricoltura periurbana e del rapporto città-campagna prelude al tema delle “periferie” e dei mondi nei quali l’espansione della città ha provocato momenti di rottura con i contesti paesaggistici di riferimento, invadendo territori oggi relegati a condizione di marginalità. Si tratta di periferie sottoposte a processi di diversa natura: urbanistica, per il dilagare degli insediamenti; sociale, per l’invasività di regole che sovvertono e capovolgono precedenti equilibri; politica, per la presenza di domande di nuove forme decisionali.
Nella seconda sessione – “Città e periferie” – questi temi oscillano toccando casi che vanno da San Paolo in Brasile con le diverse forme di segregazione subite dai contesti naturali investiti dall’urbanizzazione, alla periferia di Palermo, nella quale gli ultimi terreni coltivati della “Conca d’oro” ritrovano, ai margini della città, una prospettiva di nuova vita in un contesto di possibile cambio di guardia nel contesto politico e sociale.
Il concetto di frontiera, visto come sede di conflitto, ma anche come opportunità per disegnare scenari e innescare, proprio da una condizione conflittuale, nuovi processi vitali, viene esteso nella terza sezione – “territori” – a ambiti geografici più ampi, che investono sopratutto il senso di appartenenza ai luoghi di passaggio, il significato delle migrazioni e dei segni che questi passaggi depositano, o cancellano, nel paesaggio. Lampedusa, terra di frontiera, assume in questo senso un significato palpabile; la testimonianza sulle vicende delle minoranze etniche in Iraq ci avverte poi di come il paesaggio non sia nel mondo contemporaneo solo uno scenario di corredo a monumenti isolati minacciati da devastazioni, ma sia esso stesso oggetto di distruzione a opera di chi vuole negare un senso religioso di appartenenza che trova proprio nel paesaggio le sue coordinate principali.
Senso di appartenenza e luoghi di frontiera in realtà territoriali che nella percezione degli abitanti possiedono un grado di conflittualità ancora aperto è il tema della quarta e ultima sezione – “terre vicine” –, dedicata a ambiti geografici prossimi. Si parlerà di territori di frontiera che esprimono la memoria di un conflitto ma che portano in sé gli indizi di una possibile trasformazione, i segni di un cambiamento nei quali il paesaggio assume un ruolo decisivo. Esempi evidenti ci vengono nel programma delle giornate dalla linea di frontiera goriziana, con la concatenazione di manufatti, spazi, terreni dismessi collocati lungo di essa, e dai margini del Piave, tra il Montello e i bordi del quartier del Piave, in un luogo come l’“Isola dei Morti” dove la memoria di un passaggio della guerra ma anche la commistione di usi, paesaggi e sistemi naturali suscitano una discussione e annunciano prospettive di cambiamento.

Nel corso delle giornate saranno anche presentati al pubblico i risultati del workshop internazionale Isola dei morti. Il Piave e i paesaggi della Grande Guerra, condotto dalla Fondazione nel novembre 2014. L’esperienza sarà ripercorsa nella comunicazione di Juan Manuel Palerm (architetto e docente presso l’Università di Las Palmas de Gran Canaria, coordinatore didattico del workshop) mentre alcuni pannelli allestiti nell’androne di palazzo Bomben illustreranno, in modo sintetico, i materiali e i documenti utilizzati, il metodo di lavoro e gli indirizzi propositivi suggeriti dai partecipanti.


Le giornate di studio sono progettate dal Comitato scientifico della Fondazione Benetton
Studi Ricerche, in particolare da Luigi Latini (presidente) e Simonetta Zanon.
Fanno parte del Comitato scientifico: Giuseppe Barbera, Hervé Brunon, Paolo Bürgi,
Luigi Latini (presidente), Monique Mosser, Joan Nogué, Lionello Puppi, José Tito Rojo, Massimo Venturi Ferriolo; partecipano ai lavori del Comitato scientifico: Patrizia Boschiero,
Francesca Ghersetti, Massimo Rossi, Simonetta Zanon, e il direttore della Fondazione,
Marco Tamaro.


Informazioni
La partecipazione alle giornate è libera, fino a esaurimento dei posti disponibili.
Per ragioni organizzative si prega ugualmente di comunicare la propria adesione tramite
e-mail all’indirizzo fbsr@fbsr.it oppure telefonicamente al numero 0422.5121 (lunedì-venerdì ore 9-13,14-18) o anche via fax al numero 0422.579483.
È prevista la traduzione simultanea in italiano delle relazioni tenute in altra lingua.
Le giornate saranno disponibili in diretta streaming nel sito della Fondazione: www.fbsr.it.




Programma

giovedì 12 febbraio 2015
ore 9.30
Apertura delle giornate, Luigi Latini e Massimo Venturi Ferriolo

ore 10-13
Natura, coordina Hervé Brunon
José Tito Rojo, Conflitti, confini e frontiere nel mondo vegetale
Almo Farina, Il significato di ecotono in ecologia
Davide Marino, Agricoltura periurbana. Conflitti e sinergie tra città e campagna

ore 14.30-17.30
Città e periferie, coordina Massimo Venturi Ferriolo
Vladimir Bartalini e Arthur Simões Caetano Cabral, Abitare i margini. I casi di São Paulo
Monique Mosser, Post-modernizzazione, contestazione ecologica e rivendicazioni
democratiche nella Francia di oggi
Giuseppe Barbera e Fabrizio Tagliavia, Palermo, dal paradiso all’inferno: la Favarella
nella Conca d’Oro

ore 18
Paesaggio, beni comuni, conflitto, conferenza di Ugo Mattei


venerdì 13 febbraio 2015
ore 9.30-13
Territori, coordina Giuseppe Barbera
Joan Nogué, Senso del luogo, paesaggio e conflitto
Giovanni Fontana Antonelli con Mahmood Khalaf Ahmed Al-Bomahdi, Persecuzione, sradicamento e distruzione del paesaggio nel nord dell’Iraq
Giusi Nicolini, Lampedusa terra di frontiera

ore 14.30-17.30
Terre vicine, coordina Simonetta Zanon
Francesco Vallerani, L’agire territoriale nel Veneto postmoderno: localismo vandalico,
retoriche pastorali, conflitti negati
Moreno Baccichet, Lungo la soglia goriziana. Archeologie del confine
Juan Manuel Palerm, Isola dei Morti, il Piave e i luoghi della guerra

ore 17.30
Chiusura delle giornate e discussione,
coordina Luigi Latini con il Comitato scientifico della Fondazione.

Relatori
Mahmood Khalaf Ahmed Al-Bomahdi;
Moreno Baccichet, Università di Udine;
Giuseppe Barbera, Università di Palermo;
Vladimir Bartalini, Universidade de São Paulo;
Arthur Simões Caetano Cabral, Universidade de São Paulo;
Almo Farina, Università di Urbino;
Giovanni Fontana Antonelli, Ufficio Unesco per l’Iraq;
Davide Marino, Università degli Studi del Molise;
Ugo Mattei, Università di Torino;
Monique Mosser, Scuola superiore di architettura di Versailles, CNRS, Comitato
internazionale per il giardino storico e il paesaggio dell’icomos;
Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa e Linosa;
Joan Nogué, Osservatorio del Paesaggio della Catalogna, Università di Girona;
Juan Manuel Palerm, Universidad de Las Palmas de Gran Canaria;
Fabrizio Tagliavia, liquidatore SAT spa, Palermo;
José Tito Rojo, Università di Granada;
Francesco Vallerani, Università Ca’ Foscari, Venezia.

Apertura, coordinamento delle sessioni, conclusioni
Giuseppe Barbera, Università di Palermo;
Hervé Brunon, Centro André Chastel, Parigi, CNRS;
Luigi Latini, Università Iuav di Venezia;
Massimo Venturi Ferriolo, Politecnico di Milano;
Simonetta Zanon, Fondazione Benetton Studi Ricerche.