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Golf
PILLOLE DI GOLF/223: I SOCI AIGG SI SFIDANO SULLE DOLOMITI

Tre giornate in quota tra Alto Adige e Trentino


BOLZANO - Un interessante momento nelle gare dell’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti: tre giornate di golf impegnativo, in aggiunta all’annuale challenge, per godere le Dolomiti. Nella giornata di apertura ci spalanca le porte il Golf Club Eppan (Appiano): un campo da golf a...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

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Cadute le accuse di maltrattamenti aggravati nei confronti di tre bambini

NESSUNA VIOLENZA ALLA "NOSTRA FAMIGLIA": EDUCATRICE ASSOLTA

L'avv. De Girolami: "Questo processo non si doveva nemmeno celebrare"


TREVISO – (gp) I video delle presunte condotte illecite, proiettati in aula, secondo l'accusa dovevano inchiodare alle proprie responsabilità Daniela Parravicini, l'educatrice 37enne di Oderzo accusata di maltrattamenti aggravati ai danni di tre bambini portatori di handicap all'interno della “Nostra Famiglia” di via Ellero. Ma quei frame hanno stabilito l'esatto contrario. La donna, difesa dall'avvocato Paolo De Girolami, è stata infatti assolta con formula piena perché il fatto non sussiste. Anche il pm, al termine della requisitoria, aveva chiesto l'assoluzione, anche se con formula dubitativa (la vecchia insufficienza di prove). Dopo cinque anni dunque l'inchiesta si è rivelata fondata su presupposti sbagliati, per non dire sul nulla. “La sentenza è arrivata tardi, ma finalmente è arrivata – ha affermato l'avvocato De Girolami – Sono stati anni difficili per la mia assistita, che è stata anche sospesa dal lavoro. L'istruttoria dibattimentale ci ha restituito una professionista attenta, capace e precisa, tutto il contrario di com'è stata descritta nel capo d'imputazione. Questo processo – conclude il legale – non andava nemmeno celebrato e doveva chiudersi al termine delle indagini con una richiesta di archiviazione”. Nel corso del procedimento penale a far cadere le accuse c'hanno pensato gli ospiti della struttura, i colleghi dell'imputata e nell'ultima udienza anche una psicologa e psicoterapeuta che, sotto giuramento, aveva dichiarato che “quello che si vede nei video era quello che andava fatto”. Il contatto fisico (l'accusa parla di scappellotti mentre la difesa di buffetti), secondo la professionista è fondamentale per educare i piccoli, così come quello oculare per contenerne le azioni visto che, affetti da gravi deficit di attenzione e da iperattività, rischiano di essere pericolosi non solo per sé stessi ma anche per gli altri. In sintesi, l'operato di Daniela Parravicini è stato esemplare. L'accusa era rimasta però ferma sulle proprie posizioni: i filmati registrati dalla telecamera nascosta nel refettorio della struttura non avrebbero immortalato un metodo educativo, ma dei presunti abusi. Quindici in tutto gli episodi incriminati, che a conti fatti rientravano in un quadro puramente educativo e non violento, come dimostra il fatto che nessun bimbo ha mai riportato lesioni e nessuno dei genitori ha mai sporto denuncia.