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Golf
PILLOLE DI GOLF/223: I SOCI AIGG SI SFIDANO SULLE DOLOMITI

Tre giornate in quota tra Alto Adige e Trentino


BOLZANO - Un interessante momento nelle gare dell’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti: tre giornate di golf impegnativo, in aggiunta all’annuale challenge, per godere le Dolomiti. Nella giornata di apertura ci spalanca le porte il Golf Club Eppan (Appiano): un campo da golf a...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

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Il macchinario sarà usato soprattutto per operare il tumore alla prostata

CHIRURGIA "MININVASIVA": AL CA' FONCELLO ARRIVA IL ROBOT DA VINCI

Investimento della Regione per 2 milioni e 200mila euro


TREVISO - Un nuovo robot chirurgico che segna un fondamentale passo avanti nella lotta al tumore, in particolare quello della prostata (3.700 nuovi casi l’anno in Veneto), è entrato oggi in funzione all’Ospedale Cà Foncello di Treviso.
A dare simbolicamente il “via” all’attività dei chirurghi è stato oggi il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia che, accompagnato dal Direttore Generale Giorgio Roberti, dal Primario di Urologia Luigino Maccatrozzo, e da numerosi sanitari, si è spinto sino all’interno della sala operatoria dove è stata realizzata una simulazione d’intervento.
Il “Da Vinci”, questo il nome del robot, costato 2 milioni e 200 mila euro, prezioso soprattutto per la chirurgia in urologia (67% del suo utilizzo), dove è sempre necessario operare in spazi molto ristretti ma con la massima precisione, ma anche per la chirurgia generale (nel 16% dei casi), per la Ginecologia (10% dei casi), per l’Otorinolaringoiatria (4%) e per la Chirurgia Toracica (3%).
Rispetto alle tecniche operatorie tradizionali, il “Da Vinci” potrà davvero salvare e cambiare la vita a molti pazienti (solo a Treviso si registrano circa 600 tumori alla prostata l’anno): il mantenimento della funzione urinaria raggiunge il 97% dei casi contro l’88 precedente; le funzioni sessuali rimangono inalterate nell’81% dei casi contro il 49% precedente; la perdita di sangue durante l’intervento scende a 200 ml contro gli 800 di prima; il ritorno alla normale attività fisica si ottiene dopo 11 giorni invece che nei 49 che servivano prima.
La Regione Veneto ha puntato forte su questo fronte, stanziando 70 milioni all’anno per l’acquisto di nuove tecnologie. – ha detto Zaia, che continua – La sanità del futuro deve essere fatta di meno letti, più tecnologie, competenze ai massimi livelli scientifici, meno sofferenza per il paziente, guarigione più rapida, ritorno a casa con un recupero totale laddove ciò sia umanamente possibile, e in questo cammino non temiamo rivali, oggi come domani”.