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Golf
PILLOLE DI GOLF/181: SUPER FRANCESCO MOLINARI, SECONDO AL PGA CHAMPIONSHIP

A Charlotte l'azzurro protagonista nel torneo dei pro Usa


TREVISO - Si è concluso il 13 agosto il 99° PGA Championship giocato al Quail Hollow Club di Charlotte, un lunghissimo Par 71 di 7.000 metri, nel North Carolina. Non potevamo trascurare questo evento, il quarto e ultimo major della stagione, con 156 giocatori, i più grandi del...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/180: MATSUYAMA "SGOMMA" CON UN TERZO GIRO RECORD

Il giapponese vince la sfida tra campioni al Wgc Bridgestone Championship


TREVISO - Si gioca al Campo Sud del Firestone CC, un Par 70 di Akron nell’Ohio, il Wgc Bridgestone Championship Invitational, terzo dei quattro tornei stagionali del World Golf Championship che anticipa di una settimana il PGA, il Campionato Professionisti Americano, che sarà...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/179: THE OPEN

Il trionfo di Jordan Spieth che vice il terzo major stagionale


GRAN BRETAGNA - The Open Championship o semplicemente The Open, è il British Open, che così vien chiamato solo fuori del Regno Unito. È la competizione golfistica tra le più importanti, la più longeva, ha storia di tre secoli. È l’unico dei quattro...continua

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Gabriele Gava, vice designatore di B, è stato ospite del Panathlon di Treviso

"DIVENTARE ARBITRI DI CALCIO È UNA MAGNIFICA SCUOLA DI VITA"

Carriera, episodi, aneddoti e storie nella piacevole serata da Migò


TREVISO - L'appuntamento con le serate organizzate dal Panathlon di Treviso stavolta ha riguardato il mondo arbitrale: ospite da Migò è stato l'ex arbitro di serie A Gabriele Gava, 41 anni, vice designatore della B, coneglianese di San Vendemiano, figlio d'arte. Gava, assieme a Giacomo De Marchi, presidente dell'Aia di Treviso, ha raccontato esperienze ed aneddoti ma anche illustrato con dei filmati vari casi controversi che si possono verificare in una partita. "Mio padre Franco era arbitro, io pensavo solo a giocare, quando poi ero sugli spalti insultavo gli arbitri per emulare gli adulti, i quali magari non pensano che quello potrebbe essere loro figlio. Poi improvvisamente ho cambiato idea. E subito decisi che volevo arrivare in serie A perché nello sport, come nella vita, serve un po‘ di ambizione: ogni arbitro ha un traguardo da raggiungere, in ogni caso deve dare tutto se stesso. La prima direzione fu Sanfiorese-Santa Giustina, 1991, l’ultima Juventus-Atalanta, 2012, l’addio di Del Piero."
Come sono gli inizi di un arbitro? "E’ una scuola di vita, un percorso formativo. A 15-16 anni ci si confronta con gente più anziana ed in pochi istanti bisogna prendere una decisione, per cui si deve avere una maturità che i pari età spesso non hanno. Si impara ad assumersi responsabilità: a volte i più giovani subiscono anche delle violenze ed il Veneto non ne è immune: a 18 anni presi un pugno. A quel punto smetti o diventi più forte. Comunque il presidente dell’AIA Nicchi contro la violenza sta facendo una grande battaglia."
Debutto in A: 4 dicembre 2005, Sampdoria-Empoli 2-0, nel 2006 il premio Giorgio Bernardi per il miglior debuttante. "Occorre una grossa preparazione mentale per isolarsi da tutto il resto e pensare solo a fare bene il proprio lavoro. In campo ero un duro, mi facevo rispettare e tuttora ho la stima di tanti giocatori, ma non tutte le partite vanno arbitrate allo stesso modo, bisogna capire il clima tecnico-agonistico."