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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Gabriele Gava, vice designatore di B, Ŕ stato ospite del Panathlon di Treviso

"DIVENTARE ARBITRI DI CALCIO ╚ UNA MAGNIFICA SCUOLA DI VITA"

Carriera, episodi, aneddoti e storie nella piacevole serata da Mig˛


TREVISO - L'appuntamento con le serate organizzate dal Panathlon di Treviso stavolta ha riguardato il mondo arbitrale: ospite da Migò è stato l'ex arbitro di serie A Gabriele Gava, 41 anni, vice designatore della B, coneglianese di San Vendemiano, figlio d'arte. Gava, assieme a Giacomo De Marchi, presidente dell'Aia di Treviso, ha raccontato esperienze ed aneddoti ma anche illustrato con dei filmati vari casi controversi che si possono verificare in una partita. "Mio padre Franco era arbitro, io pensavo solo a giocare, quando poi ero sugli spalti insultavo gli arbitri per emulare gli adulti, i quali magari non pensano che quello potrebbe essere loro figlio. Poi improvvisamente ho cambiato idea. E subito decisi che volevo arrivare in serie A perché nello sport, come nella vita, serve un po‘ di ambizione: ogni arbitro ha un traguardo da raggiungere, in ogni caso deve dare tutto se stesso. La prima direzione fu Sanfiorese-Santa Giustina, 1991, l’ultima Juventus-Atalanta, 2012, l’addio di Del Piero."
Come sono gli inizi di un arbitro? "E’ una scuola di vita, un percorso formativo. A 15-16 anni ci si confronta con gente più anziana ed in pochi istanti bisogna prendere una decisione, per cui si deve avere una maturità che i pari età spesso non hanno. Si impara ad assumersi responsabilità: a volte i più giovani subiscono anche delle violenze ed il Veneto non ne è immune: a 18 anni presi un pugno. A quel punto smetti o diventi più forte. Comunque il presidente dell’AIA Nicchi contro la violenza sta facendo una grande battaglia."
Debutto in A: 4 dicembre 2005, Sampdoria-Empoli 2-0, nel 2006 il premio Giorgio Bernardi per il miglior debuttante. "Occorre una grossa preparazione mentale per isolarsi da tutto il resto e pensare solo a fare bene il proprio lavoro. In campo ero un duro, mi facevo rispettare e tuttora ho la stima di tanti giocatori, ma non tutte le partite vanno arbitrate allo stesso modo, bisogna capire il clima tecnico-agonistico."