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Golf
PILLOLE DI GOLF/231: A BIELLA IL CAMPIONATO DEI GIOVANI TALENTI DEDICATO A TEODORO SOLDATI

Lucas Fallotico vince il 12° Reply International under 16


BIELLA - A ospitare la gara è il Golf Club “Le Betulle”, campo realizzato alla fine degli anni 50 sulla collina morenica della Serra, la più lunga d’Europa, un ambiente ideale per il golf. Situato a un’altitudine di 590 metri slm, Il Campo, è un...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/230: ANDREA PAVAN VINCE IL REAL CZECH MASTERS

Primo successo sull'European Tour del romano


PRAGA - È il primo successo sull’European Tour di Andrea Pavan, che già si era imposto in quattro occasioni sul Challenge Tour. Il 29enne romano ha vinto, 22 colpi sotto il par del campo, il Real Czech Masters sul percorso Albatross Golf Resort (par 72), di Praga, montepremi un...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/229: ANCHE IL GOLF A SQUADRE AGLI EUROPEI IN SCOZIA

Il team italiano medaglia di bronzo nella foursome


AUTCHTERARDER (SCOZIA) – L’innovativa competizione ha visto gareggiare insieme uomini e donne, sul percorso del Gleneagles PGA Centenary, Il torneo si è giocato nell’ambito dell’European Championship 2018, la grande novità in ambito sportivo, che dopo gli...continua

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Un 56enne trevigiano era sotto accusa per esercizio arbitrario della professione

PSICOTERAPEUTA SENZA AVERNE I TITOLI: 15 MILA EURO DI MULTA

Due mesi convertiti in pecuniaria, con sospensione condizionale


TREVISO – (gp) Anni di attività con decine di pazienti che grazie alle sue cure sarebbero usciti dalle fastidiose dipendenze di alcol e droga. Ma quello psicoterapeuta con studio in Borgo Cavour però non solo non avrebbe avuto i titoli per farlo, ma non sarebbe nemmeno iscritto né all'albo dei Medici né a quello degli Psicologi. Motivo per cui un 56enne trevigiano difeso dall'avvocato Roberto Riscica, ha patteggiato due mesi di reclusione convertiti in 15 mila euro di pena pecuniaria, ottenendone la sospensione condizionale, per esercizio arbitrario della professione medica. A far scattare gli accertamenti era stata una querela presentata da un medico in servizio all'Ulss 9 di Treviso, l'azienda sanitaria nella quale nel 1998 lo stesso “finto” medico aveva prestato servizio come operatore tecnico nell'unità operativa di alcologia prima di avviare un'attività in proprio, dopo aver rassegnato le proprie dimissioni. Almeno questa sarebbe stata la versione raccontata ai suoi molti pazienti i quali, affetti da dipendenze di alcol o droga, o anche di forme depressive, si sarebbero affidate nel corso degli anni alle sue cure. Tra l'altro trovando risposte concrete ai loro problemi. Stando alle indagini sarebbe stato il medico dell'Ulss 9 che, venuto a conoscenza dell'attività privata dell'uomo, avrebbe deciso di effettuare dei controlli e, scoprendo che non era scritto a nessun albo, di denunciare in seguito il fatto alle autorità competenti.