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Golf
PILLOLE DI GOLF/189: CAMPI PRATICA, COLONNA PORTANTE DELLO SPORT

A Ca' della Nave il torneo dell'associazione dei club


MARTELLAGO - È con simpatia, che sabato 30 settembre il Golf Club Cà della Nave ha accolto l’Associazione Campi Pratica per una gara stableford a tre categorie, settima degli otto incontri della serie TROFEO, che a turno ogni Circolo appartenente all’associazione,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/188: TUTTO PRONTO PER L'OPEN D'ITALIA 2017

Al Parco di Monza il torneo del massimo circuito europeo


TREVISO - Il 74° Open d’Italia sta per andare in scena; è il principale evento sportivo nazionale legato alla Ryder Cup 2022, la sfida fra Europa e Stati Uniti, in programma fra cinque anni al Marco Simone Golf & Country Club. È il primo Open d’Italia con un...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/187: IN FRIULI IL CAMPIONATO ITALIANO AIGG

Assegnati i tricolori 2017 dei giornalisti


TREVISO - Chiuso con l’ultima gara di Villa d’Este il Challenge Aigg Diavolina 2017 che mi aveva visto con un bel piatto d’argento, è ora la volta del Campionato individuale, che si gioca a Fagagna, al Circolo Golf Udine. Nelle giornate precedenti il Club aveva ospitato il...continua

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Un 56enne trevigiano era sotto accusa per esercizio arbitrario della professione

PSICOTERAPEUTA SENZA AVERNE I TITOLI: 15 MILA EURO DI MULTA

Due mesi convertiti in pecuniaria, con sospensione condizionale


TREVISO – (gp) Anni di attività con decine di pazienti che grazie alle sue cure sarebbero usciti dalle fastidiose dipendenze di alcol e droga. Ma quello psicoterapeuta con studio in Borgo Cavour però non solo non avrebbe avuto i titoli per farlo, ma non sarebbe nemmeno iscritto né all'albo dei Medici né a quello degli Psicologi. Motivo per cui un 56enne trevigiano difeso dall'avvocato Roberto Riscica, ha patteggiato due mesi di reclusione convertiti in 15 mila euro di pena pecuniaria, ottenendone la sospensione condizionale, per esercizio arbitrario della professione medica. A far scattare gli accertamenti era stata una querela presentata da un medico in servizio all'Ulss 9 di Treviso, l'azienda sanitaria nella quale nel 1998 lo stesso “finto” medico aveva prestato servizio come operatore tecnico nell'unità operativa di alcologia prima di avviare un'attività in proprio, dopo aver rassegnato le proprie dimissioni. Almeno questa sarebbe stata la versione raccontata ai suoi molti pazienti i quali, affetti da dipendenze di alcol o droga, o anche di forme depressive, si sarebbero affidate nel corso degli anni alle sue cure. Tra l'altro trovando risposte concrete ai loro problemi. Stando alle indagini sarebbe stato il medico dell'Ulss 9 che, venuto a conoscenza dell'attività privata dell'uomo, avrebbe deciso di effettuare dei controlli e, scoprendo che non era scritto a nessun albo, di denunciare in seguito il fatto alle autorità competenti.