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Golf
PILLOLE DI GOLF/190: L'OPEN D'ITALIA 2017 È DA RECORD

Davanti a 73mila spettatori, vince l'inglese Hatton


MONZA - Eccoci giunti all’attesissimo evento, la manifestazione golfistica cardine sul territorio italiano! Preceduto da festeggiamenti, si è celebrato, dal 12 al 15 ottobre il 74° Open d’Italia, al Golf Club Milano. I più forti professionisti mondiali di Golf si son...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/189: CAMPI PRATICA, COLONNA PORTANTE DELLO SPORT

A Ca' della Nave il torneo dell'associazione dei club


MARTELLAGO - È con simpatia, che sabato 30 settembre il Golf Club Cà della Nave ha accolto l’Associazione Campi Pratica per una gara stableford a tre categorie, settima degli otto incontri della serie TROFEO, che a turno ogni Circolo appartenente all’associazione,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/188: TUTTO PRONTO PER L'OPEN D'ITALIA 2017

Al Parco di Monza il torneo del massimo circuito europeo


TREVISO - Il 74° Open d’Italia sta per andare in scena; è il principale evento sportivo nazionale legato alla Ryder Cup 2022, la sfida fra Europa e Stati Uniti, in programma fra cinque anni al Marco Simone Golf & Country Club. È il primo Open d’Italia con un...continua

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La Corte d'Appello di Venezia riconosce il vizio parziale di mente e la provocazione

OMICIDIO DI VIA GHIRADA: BRUNO MAGRI CONDANNATO A OTTO ANNI

In primo grado lo studente era stato condannato a 12 anni di carcere


TREVISO – (gp) Bruno Magri era affetto da un vizio parziale di mente e ha agito in risposta a una provocazione. Sono i due cardini su cui si fonda la sentenza della Corte d'Appello di Venezia che ha sensibilmente ridotto la pena per l'omicidio di via Ghirada. Lo studente 23enne, che il 17 gennaio 2013 uccise a coltellate il padre Roberto nella loro abitazione, è infatti passato dai 12 anni inflitti in primo grado (il pm ne aveva chiesti 16) agli 8 stabiliti dai giudici veneziani.

Nel maggio scorso il gup Angelo Mascolo non aveva riconosciuto la seminfermità mentale al giovane, come aveva invece accertato la perizia psichiatrica effettuata dal professor Marco Stefanutti dell'Università di Udine secondo cui il 21enne al momento del fatto era affetto da un vizio parziale di mente, ma aveva considerato prevalenti le attenuanti generiche sulle aggravanti della crudeltà e del vincolo di parentela che gli venivano contestate. Il procuratore generale ha chiesto la conferma di quella condanna, paventando però una riformulazione della pena al ribasso.

Diversa invece la tesi difensiva degli avvocati Alessandro Compagno e Umberto Pauro, che alla fine è stata accolta in pieno: pur sottolineando la tragicità dell'evento, i legali avevano sostenuto che Bruno Magri avesse agito in reazione a una provocazione da parte del padre e senza lucidità, ovvero non avendo la capacità di intendere e di volere al momento dei fatti. Di certo c'è che Bruno Magri ha infierito sul padre, circostanza che poteva giocare sia a favore dell'accusa (per l'aggravante della crudeltà e delle sevizie) che della difesa (confermando cioè il vizio parziale di mente).

Lo studente aveva infatti usato due coltelli diversi per uccidere il padre, colpendolo anche quand'era a terra in fin di vita. Circostanza evidenziata dagli esiti dell'autopsia secondo cui la vittima venne colpita 26 volte con soluzione di continuità: non avrebbe infatti riportato solo ferite da taglio ed ecchimosi dovute alla colluttazione, ma anche una serie di fratture che potrebbero essere compatibili con una caduta dalle scale dell'appartamento provocata da una spinta del figlio, il quale avrebbe poi continuato a colpire il padre.