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Golf
PILLOLE DI GOLF/181: SUPER FRANCESCO MOLINARI, SECONDO AL PGA CHAMPIONSHIP

A Charlotte l'azzurro protagonista nel torneo dei pro Usa


TREVISO - Si è concluso il 13 agosto il 99° PGA Championship giocato al Quail Hollow Club di Charlotte, un lunghissimo Par 71 di 7.000 metri, nel North Carolina. Non potevamo trascurare questo evento, il quarto e ultimo major della stagione, con 156 giocatori, i più grandi del...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/180: MATSUYAMA "SGOMMA" CON UN TERZO GIRO RECORD

Il giapponese vince la sfida tra campioni al Wgc Bridgestone Championship


TREVISO - Si gioca al Campo Sud del Firestone CC, un Par 70 di Akron nell’Ohio, il Wgc Bridgestone Championship Invitational, terzo dei quattro tornei stagionali del World Golf Championship che anticipa di una settimana il PGA, il Campionato Professionisti Americano, che sarà...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/179: THE OPEN

Il trionfo di Jordan Spieth che vice il terzo major stagionale


GRAN BRETAGNA - The Open Championship o semplicemente The Open, è il British Open, che così vien chiamato solo fuori del Regno Unito. È la competizione golfistica tra le più importanti, la più longeva, ha storia di tre secoli. È l’unico dei quattro...continua

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L'intervento del presidente A.Pro.La.V. Terenzio Borga

ADDIO QUOTE, RISCHIO CROLLO PREZZO DEL LATTE VENETO

Dall'1 aprile la rivoluzione per il mercato europeo regolamentato dall'84


TREVISO - Per la prima volta dal 1984, l'1 aprile 2015 gli allevatori non avranno alcuna restrizione sulla quantità di latte prodotto. L’addio alle quote latte è una rivoluzione che si annuncia già dolorosa per le 3.662 aziende venete ed è stata inevitabilmente il tema dominante della 29^ Assemblea generale dei delegati A.Pro.La.V., Associazione Produttori Latte del Veneto, svoltasi nei giorni scorsi nella sede di Villorba. Una preoccupazione di cui si è fatto interprete Terenzio Borga, presidente A.Pro.La.V.: “La liberalizzazione del settore, dopo 30 anni di quote di produzione, sarà destinata ad esporci a una nuova realtà concorrenziale e ad aumentare la volatilità dei prezzi. A livello europeo si è registrato un significativo aumento della produzione già nell’ultima campagna 2014, con immediata conseguenza la riduzione del prezzo alla stalla. Una corsa produttiva (+3% a livello italiano nel 2014 e +4,5% a livello europeo), che, ha portato nell’ultimo anno le nostre aziende ad una disperata ricerca di quote latte in affitto, con quotazioni oltre ogni logica. Ma che potrebbe avere esiti incontrollabili a partire dal prossimo mese”.
 
Dopo un 2014 iniziato bene nel primo semestre, siamo ora di fronte ad un nuovo forte abbassamento del prezzo del latte: “Come allevatori – prosegue il presidente Borga - abbiamo visto scendere del 14% il prezzo percepito per il nostro latte e quasi dobbiamo ritenerci fortunati se pensiamo che sul mercato europeo il crollo è stato del 23%. La quotazione è spinta al ribasso dal consistente aumento della produzione, da un minor accantonamento di latte in polvere in Cina (principale acquirente mondiale) e dall’embargo russo. Ma se i colleghi europei riescono a reggere la situazione, noi, se continua così saremo costretti a chiudere: nel 2014 siamo appena riuscita a pagare i costi di produzione, non riusciremo a sostenere un ulteriore abbassamento del prezzo del latte”.
 
 Va detto che, nell’ultimo decennio il numero delle stalle in Veneto si è già dimezzato: dalla riforma del settore latte (con la legge 119/2003) ad oggi il numero delle aziende produttrici è passato da 7.209 a 3.662 (-49%). “A noi allevatori dal 1° Aprile, con l’azzeramento quote, rimarranno solo i debiti – osserva con amarezza Borga - i mutui che incidono pesantemente sui nostri bilanci per l’acquisto e l’affitto delle quote per aumentare la capacità produttiva e sopravvivere. Senza contare la partita della rateizzazione delle multe. La mia preoccupazione è in particolare per le stalle nelle zone di montagna che hanno dimensioni più piccole e rischiano di non sopravvivere, con conseguenze economiche ma anche di tutela del territorio”.
Gli allevatori veneti dovranno fronteggiare un aumento di produzione con percentuali che al momento di possono solo immaginare: in Germania, Francia, Olanda, Irlanda si sta investendo massicciamente nella realizzazione di impianti per la produzione di latte in polvere, mentre in Italia restano scarsi gli investimenti nel settore, di cui si sottovaluta la strategicità: “Anche se vediamo positivamente l’iniziativa del Ministro dell’Agricoltura Martina per la creazione del logo “Latte Fresco 100% Made in Italy” destinato ai punti vendita (bisognerà vedere se l’Unione Europea darà la sua approvazione), resta invece da compiere un passo ben più importante, rendere obbligatorio indicare in etichetta l’origine della materia prima con la quale viene prodotto il formaggio. Il latte “estero” anche se europeo, è differente dal nostro, per qualità, controlli e costi di produzione e il consumatore dovrebbe poter essere informato e scegliere consapevolmente. I nostri costi di produzione, infatti, sono i più alti d’Europa e a noi allevatori italiani si aggiunge anche l’aggravio di una pesante burocrazia.
 
Il presidente A.Pro.La.V., nel corso dell’assemblea, ha messo in luce come il Veneto abbia una chance in più rispetto ad altre regioni italiane, poiché il 70% del latte viene destinato alla produzione di formaggi DOP (contro il 50% del latte italiano e solo il 20% del latte francese): una via per la valorizzazione del nostro latte che però deve essere sostenuta da un adeguato sostegno alle nostre produzioni casearie tipiche, in particolare contro i falsi sui mercati internazionali. Ma fino a quando l’aumento sconsiderato dalla produzione potrà essere assorbito dalla trasformazione casearia? E riusciranno gli allevatori a ottenere un giusto prezzo per il proprio latte? “Purtroppo le nostre OP (Organizzazioni Produttori) sono ancora una controparte debole – osserva il presidente A.Pro.La.V. - nelle trattative con i trasformatori privati. Dobbiamo ringraziare la cooperazione, molto forte in Veneto (il 50% del latte viene assorbito da aziende cooperative di trasformazione) se siamo riusciti a mantenere cifre dignitose, rispetto ad esempio ai colleghi della Lombardia”.
 
Ma il futuro del comparto lattiero caseario veneto, uno dei più importanti dell’agricoltura veneta, affronta quindi un momento delicatissimo. Il Veneto è il terzo produttore di latte italiano (dopo Lombardia ed Emilia Romagna: quasi 12 milioni di quintali di latte l’anno per un valore della produzione di quasi mezzo miliardo di euro. “Cosa dobbiamo aspettarci dal futuro? In questi ultimi giorni i caseifici privati stanno inviando comunicazioni allarmanti che annunciano la riduzione del prezzo del latte consegnato da Aprile e mentre le aziende di trasformzione non intendono farsi carico di eventuali esuberi produttivi che dovesse determinarsi dall’incontrollato aumento delle produzioni. Se a questo uniamo i preoccupanti segnali internazionali, è chiaro che guardiamo con grande timore all’imminente futuro. L’appello ai nostri produttori è di resistere, è necessaria tutta l’unità possibile per vedere il giusto riconoscimento del prezzo per il nostro latte ora pagato35-36 centesimi al litro contro il latte estero che arriva ai caseifici a 31-32 centesimi. L’Associazione Produttori Latte del Veneto che rappresento, costituita 29 anni fa per la gestione della quote, mai come in questo periodo è stata presa d’assalto da richieste di chiarimento e informazioni sul prezzo del latte, richieste di aiuto per il latte lasciato a terra dai caseifici. Credo che noi produttori in questo momento dobbiamo tenerci stretti, uniti nella nostra Associazione che rappresenta l’unica ancora di salvezza in questo mare aperto e tempestoso”.