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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

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PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

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CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Il 25enne albanese era uno dei banditi che aveva rapnato il "re delle discoteche"

RAPINA VENERANDI: FEJZI KULLURI CONDANNATO A CINQUE ANNI

E' stato incastrato dal terriccio che aveva sotto le scarpe e sui vestiti


MONASTIER – (gp) Cinque anni di reclusione. Questa la pena inflitta a uno dei quattro componenti della banda che rapinò in casa Renzo Venerandi, il re delle discoteche della Marca, nella notte tra il 24 e il 25 novembre 2013.

Giudicato con rito abbreviato, il 25enne albanese Fejzi Kulluri, difeso in aula dagli avvocati Fabio Crea e Guido Galletti, rischiava una pena ben più pesante visti i capi d'imputazione e le richieste del pm Barbara Sabattini, che ipotizzava una condanna a otto anni di carcere. L'uomo, arrestato subito dopo il colpo, doveva infatti rispondere di una lunga sfilza di reati: oltre alla rapina gli venivano contestati quelli di evasione, porto abusivo di armi, ricettazione e lesioni personali.

Nonostante fosse stato identificato a distanza di poche ore dal fatto, a incastrare Kulluri alle proprie responsabilità era stato il terriccio che aveva sotto le scarpe e sui vestiti. In pieno stile CSI infatti la Procura di Treviso aveva scovato questo elemento chiave per provare che l'albanese quella notte si trovava nella casa di via Pisani a Monastier. Gli inquirenti, al momento dell'arresto, avevano sequestrato le scarpe e gli indumenti dell'imputato che risultavano sporchi di fango ed erba. Proprio quel fango era stato prelevato e fatto analizzare dagli uomini del Ris di Parma. Ottenuti gli esiti era stato comparato col terriccio presente nel giardino di Venerandi e con quello dell'abitazione di San Donà di Piave dove viveva Kulluri.

Un'intuizione che aveva portato i suoi frutti: i risultati degli esami effettuati infatti avevano stabilito con certezza che la terra presente nei vestiti e nelle scarpe del 25enne era la stessa, o meglio era compatibile, con quella del giardino di Venerandi ma sicuramente non con quella della casa di Kulluri. Elemento che dunque affermava, secondo la Procura, che il 25enne faceva parte della banda che aveva aggredito il “re delle discoteche” della Marca. La difesa si è detta soddisfatta del risultato processuale e valuterà se presentare ricorso in appello quando il gup Silvio Maras depositerà le motivazioni della sentenza.