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Golf
PILLOLE DI GOLF/182: ANCORA DOMINIO USA ALLA SOLHEIM CUP 2017

In Iowa la più importante gara del tour femminile


TREVISO - Solheim Cup 2017: siamo al corrispondente femminile della Ryder Cup, la gara più importante per “l’altra metà del cielo”, che contrappone le più forti atlete europee a quelle americane. Si gioca ogni due anni, alternativamente in Europa e negli Stati...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/181: SUPER FRANCESCO MOLINARI, SECONDO AL PGA CHAMPIONSHIP

A Charlotte l'azzurro protagonista nel torneo dei pro Usa


TREVISO - Si è concluso il 13 agosto il 99° PGA Championship giocato al Quail Hollow Club di Charlotte, un lunghissimo Par 71 di 7.000 metri, nel North Carolina. Non potevamo trascurare questo evento, il quarto e ultimo major della stagione, con 156 giocatori, i più grandi del...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/180: MATSUYAMA "SGOMMA" CON UN TERZO GIRO RECORD

Il giapponese vince la sfida tra campioni al Wgc Bridgestone Championship


TREVISO - Si gioca al Campo Sud del Firestone CC, un Par 70 di Akron nell’Ohio, il Wgc Bridgestone Championship Invitational, terzo dei quattro tornei stagionali del World Golf Championship che anticipa di una settimana il PGA, il Campionato Professionisti Americano, che sarà...continua

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Il 25enne albanese era uno dei banditi che aveva rapnato il "re delle discoteche"

RAPINA VENERANDI: FEJZI KULLURI CONDANNATO A CINQUE ANNI

E' stato incastrato dal terriccio che aveva sotto le scarpe e sui vestiti


MONASTIER – (gp) Cinque anni di reclusione. Questa la pena inflitta a uno dei quattro componenti della banda che rapinò in casa Renzo Venerandi, il re delle discoteche della Marca, nella notte tra il 24 e il 25 novembre 2013.

Giudicato con rito abbreviato, il 25enne albanese Fejzi Kulluri, difeso in aula dagli avvocati Fabio Crea e Guido Galletti, rischiava una pena ben più pesante visti i capi d'imputazione e le richieste del pm Barbara Sabattini, che ipotizzava una condanna a otto anni di carcere. L'uomo, arrestato subito dopo il colpo, doveva infatti rispondere di una lunga sfilza di reati: oltre alla rapina gli venivano contestati quelli di evasione, porto abusivo di armi, ricettazione e lesioni personali.

Nonostante fosse stato identificato a distanza di poche ore dal fatto, a incastrare Kulluri alle proprie responsabilità era stato il terriccio che aveva sotto le scarpe e sui vestiti. In pieno stile CSI infatti la Procura di Treviso aveva scovato questo elemento chiave per provare che l'albanese quella notte si trovava nella casa di via Pisani a Monastier. Gli inquirenti, al momento dell'arresto, avevano sequestrato le scarpe e gli indumenti dell'imputato che risultavano sporchi di fango ed erba. Proprio quel fango era stato prelevato e fatto analizzare dagli uomini del Ris di Parma. Ottenuti gli esiti era stato comparato col terriccio presente nel giardino di Venerandi e con quello dell'abitazione di San Donà di Piave dove viveva Kulluri.

Un'intuizione che aveva portato i suoi frutti: i risultati degli esami effettuati infatti avevano stabilito con certezza che la terra presente nei vestiti e nelle scarpe del 25enne era la stessa, o meglio era compatibile, con quella del giardino di Venerandi ma sicuramente non con quella della casa di Kulluri. Elemento che dunque affermava, secondo la Procura, che il 25enne faceva parte della banda che aveva aggredito il “re delle discoteche” della Marca. La difesa si è detta soddisfatta del risultato processuale e valuterà se presentare ricorso in appello quando il gup Silvio Maras depositerà le motivazioni della sentenza.