Questo sito usa i cookies per offrirti una migliore esperienza di navigazione.  Conferma Privacy Policy
Golf
PILLOLE DI GOLF/200: DUSTIN JOHNSON CAMPIONISSIMO ALLE HAWAII

Il numero uno del ranking trionfa nel Sentry Toornament


TREVISO - Siamo ormai all’undicesimo torneo del PGA americano 2018, il Sentry Tournament of Champions, che si è giocato negli Stati Uniti al Plantation Course di Kapalua, da 4 al 7 gennaio. È l’undicesimo, giacché la prima gara della stagione, il Safeway Open,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/199: NEL 2018 L'OPEN D'ITALIA SUL LAGO DI GARDA

Novità di fine anno dal universo dei green italiani


TREVISO - Notizie che ci sono pervenute negli ultimi giorni e che val la pena di commentare. Cominciamo con l’Open d’Italia. Il 75° open d’Italia, la massima manifestazione nazionale di golf, non si giocherà nel 2018 al Golf Milano, bensì al Gardagolf country...continua

Golf
PILLOLE DI GOLFF/198: SI CONCLUDE IL CIRCUITO EUROPEO FEMMINILE

La protesta delle giocatrici: "Discriminate rispetto ai maschi"


Oggi parliamo di donne, di queste abili signore che si impegnano oltre misura alla ricerca del successo in Campo. A dire il vero, sono arrabbiate le golfiste europee, per la discriminazione che subiscono nel confronto con i maschi. Non conosco i motivi che generano questa scarsa considerazione, non...continua

Invia Invia a un amico | Stampa Stampa notizia |  


 
ASCOLTA IL SERVIZIO ON-LINEAscolta la notizia

AUDIO "Percorso lungo, ma con opportunità, anche per far risalire le azioni"

"FUSIONE PER MANTENERE UN GRANDE POLO BANCARIO VENETO"

Nicola Tognana interviene sulla aggregazione Bpvi-Veneto Banca


TREVISO - Nicola Tognana, trevigiano, imprenditore, presidente della Camera di commercio, è, nel contempo, anche consigliere di amministrazione di Banca Popolare di Vicenza. Sabato scorso, all'assemblea dell'istitituto vicentino, il presidente Gianni Zonin ha aperto ufficialmente ad una fusione con Veneto Banca. Ecco cosa pensa in merito Nicola Tognana: “L’auspicio espresso dal presidente Zonin è quello di cercare di dar vita ad un’azienda unificata in modo da mantenere un importante polo bancario per il Veneto e, in questa maniera, conservare la capacità di sostenere il sistema imprenditoriale locale. Perché se cominciamo a perdere pezzi anche in questo campo, la partita si fa davvero complicata. Poi, arrivare a realizzare in concreto questo auspicio, non è cosa di poco tempo. Ci sono molteplici problematiche. Anche perché, al di là di quello che pensa Zonin, bisogna capire cosa ne pensano in Veneto Banca e anche cosa ne pensa il regolatore, cioè la Bce. Insomma, è un’opportunità importante, ma il percorso non è un gioco da ragazzi”.
Tognana non ignora le difficoltà dell'aggregazione, a partire dal rischio di sovrapposizione di filiali e, quindi, della ncessità di intervenire sull'occupazione, ma è anche convinto che "si possono anche creare nuove filiali in territori dove le due banche non sono presenti o hanno una presenza limitata. Certamente ci sono degli ostacoli che dovranno essere valutati e, se possibile, risolti, ma, d’altra parte, ci sono anche opportunità”. Se i due istituti restassero soli e separati costituirebbero una
facile preda per soggetti esterni. "Sarebbero agevolmente scalabili. Questa è la logica delle spa: chi ha la maggioranza del capitale, governa. Ci sono tanti fondi in giro per il mondo che potrebbero aver interesse a comprare, a prezzi
relativamente bassi, strutture come queste due banche”. Con l'unione, poi, spiega, potrebbe inziare anche un percorso di recupero del valore delle azioni, dopo le recenti svalutazioni decise da Bpvi e da Veneto Banca: “Penso che proprio con la trasformazione in spa, mettendosi insieme e facendo un piano industriale interessante, si possano creare le condizioni perché le azioni possano iniziare a risalire”.

Anche l'invito di Tognana è rivolto ai vertici di Veneto Banca: "“Credo che il presidente Favotto e il cda abbiamo certamente le idee chiare sullo scenario che abbiamo di fronte da qui alla fine dell’anno. E dunque possiedano intelligenza e conoscenza per fare le scelte corrette. Per le due banche, ma io spero anche per il territorio che hanno sostenuto, ma che ha sua volta ha sostenuto i due istituti. Sia Popolare di Vicenza, sia Veneto Banca sono cresciute per le loro capacità, ma anche grazie alla moltitudine di imprese che hanno dato loro la possibilità di diventare quello che sono”. L'ex numero uno degli industriali di Marca, tuttavia, almeno per il momento esclude un suo ruolo diretto: "Se non c’è volontà di dialogo, neanche un pontefice, cioè colui che fa i ponti, potrebbe convincerli. Io ho già impegni a sufficienza. Entrambe le strutture, comunque, hanno più competenze di quelle che potrei mettere in pista io”.