Questo sito usa i cookies per offrirti una migliore esperienza di navigazione.  Conferma Privacy Policy
Golf
PILLOLE DI GOLF/223: I SOCI AIGG SI SFIDANO SULLE DOLOMITI

Tre giornate in quota tra Alto Adige e Trentino


BOLZANO - Un interessante momento nelle gare dell’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti: tre giornate di golf impegnativo, in aggiunta all’annuale challenge, per godere le Dolomiti. Nella giornata di apertura ci spalanca le porte il Golf Club Eppan (Appiano): un campo da golf a...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Invia Invia a un amico | Stampa Stampa notizia |  


 
ASCOLTA IL SERVIZIO ON-LINEAscolta la notizia

Il progetto parte dalle testimonianze del sociologo Sabino Acquaviva

PADOVA NEGLI ANNI DI PIOMBO, L'ANALISI IN UNA DOCU-FICTION

"Sinfonia in rosso", l'intervista al regista Toni Andreetta


PADOVA - Il movimento studentesco padovano durante gli anni di Piombo. Un progetto di docu-fiction intende di portare alla luce un'epoca e i suoi protagonisti, in un contrappunto tra grandi ideali politici e i vissuti sociali e familiari dei giovani attivisti degli anni '70.

A Buongiorno Veneto Uno il regista Toni Andreetta, professore al DAMS di Padova in Teoria e Pratica del documentario, presenta “Sinfonia in Rosso”, documentario il cui titolo è tratto da un lavoro del sociologo Sabino Acquaviva.

Per analizzare quegli anni, Andreetta parte proprio da una lunga intervista raccolta dall'allora professore e poi preside dell'università di Padova, uno dei testimoni più influenti di quel periodo: “Sabino Acquaviva ebbe modo di osservare quella rivolta allo stato nascente, indagando le motivazioni profonde dei ragazzi rivoltosi e scoprendo che spesso la legittima opposizione alle ingiustizie e ai privilegi, in una società in forte trasformazione, - spiega il regista - nascondeva i semi del rancore irrazionale e dell’odio, derivanti da vicende dolorose e frustranti vissute prima, in famiglia o a scuola, condizioni che spesso spingono l’animo umano a farsi ribelle ancor prima di vestire un’ideologia.”


Non si tratta di un documentario sugli anni di piombo della Padova degli anni ’70 ma più precisamente di un docu-dramma. “Un’opera che mette insieme - precisa il regista e sceneggiatore – i diversi linguaggi del reportage e della finzione. Era da tempo che avvertivo la spinta a documentare, attraverso i racconti e le immagini della Padova di allora, quanto di quella temperie, oggi quasi del tutto rimossa, rimane nella memoria della gente, ma, ripeto, non si tratta di una ricostruzione storica documentaria di quegli anni ma emozionale.”

Nella fase di ricerca e di ideazione, più che puntare sulla ricostruzione dei fatti che hanno caratterizzato quello scorcio degli anni ’70, il regista ha preferito indagare le emozioni e le sensazioni oggi sedimentate nella memoria della gente e soprattutto di chi ha vissuto da vicino quelle fasi di lotta armata contro lo Stato, quando Padova, punto focale delle inquietudini giovanili, era divenuta città “laboratorio” di gruppi sovversivi ed eversivi e uno dei centri propulsori degli “opposti estremismi”.

"Perturbazioni che - come dice Sabino Acquaviva - annunciavano le future grandi trasformazioni del mondo sul piano tecnico-scientifico che vediamo oggi. Gli strumenti ideologici di sovversione e rivoluzione utilizzati dai ribelli di allora appartenevano al passato, quindi destinati al fallimento. Mentre forse il futuro del mondo si stava preparando nei laboratori, nei centri di ricerca scientifica tra coloro che lavoravano senza avere coscienza del significato politico di quanto andavano facendo".

Il progetto è avviato dal Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università di Padova con il sostegno della Regione del Veneto, la consulenza scientifica di Carlo Alberto Zotti Minici, la produzione di Videolab di Michele Parisi e la regia di Toni Andreetta.


Biografia di Toni Andreetta
Laureato alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Bologna in Discipline dell'Arte, Musica e Spettacolo col massimo dei voti, frequenta la Scuola del Teatro dell'Università di Padova e partecipa a seminari e laboratori condotti da J. Lecoq, Julian Beck, Giovanni Poli. Attore fin da giovanissimo debutta in campo nazionale nella compagnia di Elsa Merlini e poi lavora con Aroldo Tieri, Giuliana Lojodice, Lauretta Masiero. Ha realizzato oltre 40 documentari incentrati principalmente su storia, arte, cultura medievale e rinascimentale molti dei quali messi in onda sulle reti nazionali Rai anche nell’ambito di rai Educational, Rai DSE e del programma Ulisse diretto da Alberto Angela.
Ottiene quattro riconoscimenti internazionali tra cui “Premio Airone” al festival Internazionale di Montecatini con Ebrei a Venezia come miglior film sulle risorse culturali e ambientali. Il “Premio migliore opera” con La Fenice, la Rinascita al festival internazionale di Pieve di Cadore programmato alla Triennale di Milano.
Docente di "Teoria e pratica del documentario" presso l'Università di Padova. Attualmente è direttore artistico del progetto multimediale Unesco promosso dal Ministero dei Beni Culturali per la valorizzazione dei siti culturali Unesco del Veneto.
Regista, produttore e attore teatrale ha messo in scena una ventina di lavori di Pirandello, E. Albee, Ruzante, Goldoni, E. Ionesco, H. Pinter, R. Mazzucco, R. Veller, Tolstoj, anonimi del '500.