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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Il giovane aveva partecipato alle lezioni fino a poche ore prima della morte

ATENEO DI PADOVA IN LUTTO PER LA MORTE DI STEFANO D'AGOSTIN

Studente 20enne di Cison, combatteva dalla nascita con la distrofia


CISON DI VALMARINO - È andato a lezione fino poche ore prima della sua morte, seguendo gli insegnamenti del corso di Fisica all’Università di Padova, dove era uno studente modello dagli esami in regola e dalla media molto alta. L’Ateneo piange la scomparsa di Stefano D’Agostin, 20 anni di Cison di Valmarino, morto lunedì mattina per le complicazioni dovute al quadro di distrofia muscolare che lo affliggeva dalla nascita. Nonostante la malattia, Stefano (che lascia mamma, papà e un fratello) viveva nel collegio universitario di via Monte Cengio e seguiva le lezioni del corso di laurea in Fisica. Costretto a muoversi in carrozzina, spesso attaccato ad un ventilatore, Stefano non faceva a pesare a nessuno la sua condizione e si era conquistato negli anni autonomia e indipendenza, ed era seguito dall’Hospice Pediatrico dell’Azienda Ospedaliera. «In questi casi le parole non servono certo a consolare, ma voglio esprimere alla famiglia, parenti, amici, conoscenti la tristezza mia e dell’intera comunità dell’Università di Padova – afferma il Rettore Giuseppe Zaccaria – la vicenda di Stefano mi ha molto colpito: era un esempio per i suoi amici, conoscenti, e mi permetto di dire anche per tutti noi. Pur di fronte a gravi difficoltà fisiche, mi hanno raccontato come non avesse mai perso la fiducia nella vita, costruendosi con tenacia la sua indipendenza, proseguendo con grande brillantezza negli studi. Chiederò al Consiglio di Dipartimento competente di avviare l’iter per il rilascio di un attestato di studi che rimanga a testimonianza dell’eccezionale percorso di Stefano».