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Golf
PILLOLE DI GOLF/227: JUSTIN THOMAS SENZA RIVALI AL BRIDGESTONE INVITATIONAL

Il terzo evento del circuito World Golf Championship


AKRON (USA) - È Francesco Molinari a godere il favore degli spettatori. Lo divide con il leader mondiale Dustin Johnson, che di WGC ne ha già conquistati cinque. Anche Tiger Woods, riemerso grazie alla bella prestazione nell’Open Championship, è atteso con...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/226: UN BEL COMPLEANNO FESTEGGIATO SUL FAIRWAY

Torneo e party in onore di Luigino Conti, patron di Ca' della Nave


MARTELLAGO - Una Louisiana a due, per festeggiare il genetliaco di Luigino Conti, direttore del Club Cà della Nave, persona che sa farsi benvolere.Luigino, che ormai da tre anni ha assunto la dirigenza del Circolo trovando nel suo cammino un mare di difficoltà, è riuscito a...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/225: CON L'ACI SI GIOCA NEL BOSCO DELLA SERENISSIMA

Al Golf Cansiglio il torneo promosso dall'Automobile Club


TAMBRE D'ALPAGO - L’Automobile Club d’Italia ha cura dei propri soci: al di là del suo compito d’istituto su tutto quanto è attinente all’automobile, mette a loro disposizione un Campionato italiano di Golf, che gira da aprile ad agosto, su 28 tra i...continua

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Valdobbiadene, metà dei mille ettari di prati arati dagli animali selvatici

ALLARME CINGHIALI SUL MONTE CESEN, PASCOLI DEVASTATI

Confagricoltura: "Alpeggio e turismo a rischio, danni ingentissimi"


VALDOBBIADENE - E' allarme cinghiali sul massiccio del Monte Cesen e nell'intera Pedemontana trevigiana. La popolazione di questi mammiferi è proliferata in modo esponenziale negli ultimi anni e sta creando danni notevoli all'ambiente e alle attività agricole dell'area. A  denunciare il fenomeno è Confagricoltura Treviso: "Siamo ormai ad un punto di non ritorno  - conferma il vicepresidente Fabio Curto, imprenditore che da alcuni anni con la famiglia ha acquisito e rilanciato Malga Mariech, sulle pendici del massiccio -. La stagione dell'alpeggio è a rischio. Almeno metà dei circa mille ettari di pascoli sul Cesen sono stati devastati: l'effetto del passaggio dei cinghiali è simile, per intendersi, a quello dell'aratura. Il cotico erboso viene completamente rimosso e, specialmente in montagna, perchè ricresca occorre molto tempo, anche 5 o 6 anni". Gli animali infatti scavano con il grugno fino a diversi centimetri di profondità alla ricerca di bulbi, radici e tuberi e, così facendo, sollevano e ribaltano intere zolle di terreno. Il rischio è che le mucche, quando la prossima estate saliranno in quota, non trovino erba a sufficienza. I danni stimati, ancora da quantificare con precisione, si aggirano nell'ordine di centinaia di migliaia di euro. Ma oltre ai problemi prettamente legati all'allevamento, viene sconvolto anche il paesaggio bucolico che, ogni weekend estivo attira in media, nell'area del massiccio 2.500 appassionati della natura e della montagna: facilmente immaginabili le conseguenze sull'indotto di agriturismi, bar ed attività ricettive.
"I cinghiali non sono l'unico problema, vi sono caprioli che nei vigneti si nutrono dei germogli - conferma il presidente provinciale di Confagricoltura, Lodovico Giustiniani -. Vi sono anche lepri e nutrie che creano gravi danni agli argini dei fiumi Le soluzioni per contenere la crescita a dismisura della fauna selvatica ci sono, bisogna applicarle".
Il cinghiale non è autoctono del Veneto, anche se quest’animale ha trovato nelle colline e montagne venete un habitat ideale: non avendo predatori naturali, sta proliferando in tutte le Preali, dove trova vaste aree ricche di cibo e adatte alla rapida riproduzione. "Le soluzioni per limitare la presenza del cinghiale esistono, ad esempio in altre zone, come il Cansiglio, vengono usate luci e rumori per allontanare e spostare i cervi - sottolinea Stefano Ticini, comandante della stazione del Corpo Forestale dello Stato di Valdobbiadene -. Bisogna portar via il cinghiale da un territorio dove non deve stare. Sono anni che l'ex Istituto Fauna Selvatica ha dato disposizioni per allontanare i cinghiali. Se non si vuole eradicarlo, bisogna spostarlo definitivamente"."Va subito individuata una strategia di contenimento, se non di eradicazione, del cinghiale", ribadisce il presidente di Confagricoltura Veneto, Lorenzo Nicoli.