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Golf
PILLOLE DI GOLF/223: I SOCI AIGG SI SFIDANO SULLE DOLOMITI

Tre giornate in quota tra Alto Adige e Trentino


BOLZANO - Un interessante momento nelle gare dell’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti: tre giornate di golf impegnativo, in aggiunta all’annuale challenge, per godere le Dolomiti. Nella giornata di apertura ci spalanca le porte il Golf Club Eppan (Appiano): un campo da golf a...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

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Accusato di concorso in incendio doloso, Leopoldo Vanzetto respinge le accuse

INCENDIO AL VECCHIO MULINO, LO CHEF: "NON SONO IL MANDANTE"

L'avvocato Renato Alberini: "Il mio assistito è soltanto una vittima"


FONTE – (gp) Leopoldo Vanzetto, lo chef del ristorante “Vecchio Mulino” di Onè di Fonte (nonchè marito della titolare) distrutto da un rogo il 3 ottobre 2011, non sarebbe il mandante ma soltanto la vittima di quanto commesso da due piromani i quali, per l'ipotesi di reato di incendio doloso, erano stati condannati a due anni e otto mesi ciascuno con rito abbreviato. In altre parole sarebbero loro gli unici responsabili dell'incendio.

Ma a processo è finito anche Vanzetto, difeso dall'avvocato Renato Alberini, imputato per la stessa ipotesi di reato in concorso. E' stato lui, di fronte al giudice Marco Biagetti, a ribadire la propria estraneità ai fatti. “Mi si accusa di essere il mandante ma non c'entro nulla con quello che è successo. Anzi, quando ho scoperto chi era stato ad appiccare le fiamme sono rimasto stupito e amareggiato”.

E' stato anche uno dei piromani a scagionare Vanzetto nel corso del procedimento penale, che arriverà a sentenza a metà giugno. L'uomo ha infatti affermato che sarebbe stato il complice a coinvolgerlo in quanto Vanzetto avrebbe rifiutato di elargirgli un prestito di 20 mila euro per aprire un'attività. A quel punto avrebbe deciso di vendicarsi. Il secondo piromane ha parlato di un progetto estemporaneo nato in una notte e male organizzato, tanto che entrambi sono rimasti feriti. Le intenzioni sarebbero state quelle di procurare qualche danno al locale per punire lo chef ma sicuramente non di distruggerlo, tant'è che è stata scritta anche una lettera a Vanzetto e alla moglie per scusarsi di quanto accaduto.