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Golf
PILLOLE DI GOLF/223: I SOCI AIGG SI SFIDANO SULLE DOLOMITI

Tre giornate in quota tra Alto Adige e Trentino


BOLZANO - Un interessante momento nelle gare dell’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti: tre giornate di golf impegnativo, in aggiunta all’annuale challenge, per godere le Dolomiti. Nella giornata di apertura ci spalanca le porte il Golf Club Eppan (Appiano): un campo da golf a...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

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Interrogato l'assistente capo della Questura di Treviso finito in carcere

PERMESSI DI SOGGIORNO FACILI, TORRESAN: "DIRÒ TUTTO AL PM"

Difeso dall'avv. Murgia, non ha risposto al gip ma respinge le accuse



TREVISO
– (gp) “Non mi ritengo responsabile delle condotte che mi vengono contestate. Spiegherò tutto al pm titolare delle indagini per respingere ogni accusa mossa contro di me”. Sono le uniche parole pronunciate da Ivano Torresan, il poliziotto dell'ufficio immigrazione della Questura di Treviso finito in carcere per l'ipotesi di reato di associazione per delinquere finalizzata all'immigrazione clandestina, corruzione e falso.

Il 52enne, difeso dall'avvocato Francesco Murgia, è comparso di fronte al gip di Verona Guido Taramelli per l'interrogatorio di garanzia avvalendosi della facoltà di non rispondere. Il suo legale non ha presentato richiesta di modifica della misura cautelare, riservandosi di presentare ricorso al tribunale del Riesame una volta studiate meglio le 190 pagine di ordinanza firmate dal gip di Venezia Alberto Scaramuzza.

Torresan è accusato di aver rilasciato permessi di soggiorno a tempo indeterminato a decine di cittadini cinesi: bastava che questi pagassero una somma di circa 3mila euro e l'organizzazione sbrigava e agevolava le pratiche. Questa almeno la ricostruzione della Procura distrettuale Antimafia di Venezia che ha fatto arrestare anche due cinesi residenti ad Altivole, di 38 e 39 anni (Rongqing Chen e Lunbo Deng) che avrebbero procuravato i "clienti", e un finto commercialista di Reggio Emilia, Camillo Aceto, 40enne titolare della "Data Cont", che avrebbe creato la documentazione falsa per istruite le pratiche (utile a creare posizioni lavorative e contributive fittizie).

L'inchiesta però pare solo all'inizio. Nel mirino degli inquirenti ci sono infatti altre posizioni, ancora da valutare, tra cui quella di un funzionario della Prefettura di Treviso in servizio allo Sportello Unico per l'Immigrazione. Nell'ordinanza di custodia cautelare a carico dei quattro arrestati, il gip Alberto Scaramuzza evidenzia infatti come le indagini abbiano portato a ipotizzare che il dipendente prefettizio sia “coinvolto in attività criminose connesse” a quelle del sodalizio anche se “non collegato organicamente allo stesso”. Profilo su cui sta indagando per competenza la Procura di Treviso.

Ma il dipendente della Prefettura non è l'unico ad aver avuto contatto nel corso delle indagini con gli arrestati. Nelle 190 pagine di ordinanza emergono informazioni legate a personale della Polizia Locale di Altivole e di Spresiano, ma anche contatti “sospetti” con funzionari dell'Inps. Elementi che verranno passati al setaccio dagli investigatori.