Questo sito usa i cookies per offrirti una migliore esperienza di navigazione.  Conferma Privacy Policy
Golf
PILLOLE DI GOLF/223: I SOCI AIGG SI SFIDANO SULLE DOLOMITI

Tre giornate in quota tra Alto Adige e Trentino


BOLZANO - Un interessante momento nelle gare dell’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti: tre giornate di golf impegnativo, in aggiunta all’annuale challenge, per godere le Dolomiti. Nella giornata di apertura ci spalanca le porte il Golf Club Eppan (Appiano): un campo da golf a...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Invia Invia a un amico | Stampa Stampa notizia |  


 

Il titolare, l'artigiano di Motta di Livenza Loris Scudeler, giudicato estraneo ai fatti

INCENDIO NEL CAPANNONE DELLE "MASCHERE DI LORIS": ASSOLTO

Per la Procura sarebbe stato il 45enne il responsabile del rogo


MOTTA DI LIVENZA – (gp) Assolto per il rogo che ha distrutto i suoi trent'anni di lavoro. Oltre al danno insomma rischiava anche la beffa Loris Scudeler, artigiano 45enne di Motta di Livenza, spedito a processo per rispondere dell'incendio e dei danni conseguenti.

I fatti contestati dalla Procura di Treviso risalivano al 9 agosto 2012 e secondo l'accusa il titolare delle ditte “Loris il falegname” e “Maschere di Loris”, che condividevano il piccolo capannone di circa 600 metri quadrati in via Piemonte in piena zona industriale sud di Motta di Livenza, non avrebbe “predisposto le protezioni idonee a evitare che il materiale infiammabile depositato all'interno del capannone venisse a contatto con le fonti di calore” che l'uomo avrebbe utilizzato lavorando, ovvero “utilizzando un disco flessibile avrebbe prodotto scintille e scorie incandescenti”.

In altre parole l'incendio lo avrebbe, anche se accidentalmente, provocato lui. La difesa, rappresentata dall'avvocato Giuseppe Muzzupappa, ha sempre contestato quelle accuse tanto che, in udienza preliminare, non aveva optato per riti alternativi al fine di dimostrare l'innocenza del 45enne a processo. Il rogo si sarebbe sviluppato in tutt'altra zona del capannone sotto una finestra e, per la difesa, sarebbe stato causato da altre persone che quella notte avrebbero voluto vendicarsi dando fuoco all'attività dell'imputato.

Versione a cui la Procura non aveva creduto. Ma al termine del dibattimento anche il pm, non avendo raggiunto la prova per stabilire se Scudeler fosse colpevole, ha chiesto l'assoluzione dell'imputato.