Questo sito usa i cookies per offrirti una migliore esperienza di navigazione.  Conferma Privacy Policy
Golf
PILLOLE DI GOLF/181: SUPER FRANCESCO MOLINARI, SECONDO AL PGA CHAMPIONSHIP

A Charlotte l'azzurro protagonista nel torneo dei pro Usa


TREVISO - Si è concluso il 13 agosto il 99° PGA Championship giocato al Quail Hollow Club di Charlotte, un lunghissimo Par 71 di 7.000 metri, nel North Carolina. Non potevamo trascurare questo evento, il quarto e ultimo major della stagione, con 156 giocatori, i più grandi del...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/180: MATSUYAMA "SGOMMA" CON UN TERZO GIRO RECORD

Il giapponese vince la sfida tra campioni al Wgc Bridgestone Championship


TREVISO - Si gioca al Campo Sud del Firestone CC, un Par 70 di Akron nell’Ohio, il Wgc Bridgestone Championship Invitational, terzo dei quattro tornei stagionali del World Golf Championship che anticipa di una settimana il PGA, il Campionato Professionisti Americano, che sarà...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/179: THE OPEN

Il trionfo di Jordan Spieth che vice il terzo major stagionale


GRAN BRETAGNA - The Open Championship o semplicemente The Open, è il British Open, che così vien chiamato solo fuori del Regno Unito. È la competizione golfistica tra le più importanti, la più longeva, ha storia di tre secoli. È l’unico dei quattro...continua

Invia Invia a un amico | Stampa Stampa notizia |  


 

"Confermate le perplessità sulla fusione con Popolare di Vicenza"

"AGGREGARE AZIONISTI DEL TERRITORIO PER GARANTIRE L'AUTONOMIA"

Veneto Banca, Giovanni Schiavon rilancia il ruolo dell'associazione


TREVISO - L’assemblea del 18 aprile scorso ha chiarito che, nell’attuale situazione della banca, sono aperti quattro possibili scenari: stand-alone, con un nucleo di azionisti forti e fondi nazionali e internazionali; fusione con una Banca quotata; fusione con una Banca non quotata (id est Vicenza); altre soluzioni eventualmente proposte advisor.
Oggi come oggi, l’Advisor non si è ancora espresso e non ha ancora individuato una soluzione preferenziale. Siamo, quindi, noi stessi in attesa delle sue indicazioni. Ciononostante possiamo confermare che le tante perplessità, emerse anche in assemblea, circa la ventilata fusione con Popolare di Vicenza non erano proprio errate, come sembrano confermare anche i recentissimi eventi riguardanti le tensioni al vertice della Governance di quell’Istituto e la persistente contemporanea ispezione di Consob e Bce.
Da un anno noi stessi, ben prima della costituzione dell’Associazione, avevamo segnalato le anomalie comunicative del presidente Zonin quando, pretendendo di far svolgere alla Popolare di Vicenza un ruolo aggregante, aveva finito per "disorientare" Veneto Banca ed i suoi azionisti. Ora, ancor più, la praticabilità della strada della fusione dovrà eventualmente essere attentamente vagliata non solo nell’ottica dell’efficienza commerciale e della redditività di Veneto Banca, ma anche del calcolo dei costi sociali e dell’esigenza di tutelare gli azionisti dei due istituti.
La diversa ipotesi che la banca trovi "investitori istituzionali sul territorio" che possano entrare nel capitale andrebbe, invece, nella direzione "dell’autonomia" della banca, che varrebbe altresì a proteggerla da eventuali scalate esterne.  E’ soprattutto proprio in questa prospettiva che la nostra associazione potrebbe avere un ruolo importante nella misura in cui sarà capace di aggregare una consistente area di azionisti medio-piccoli, portatori di interessi omogenei e diffusi. Ma questa pare essere la soluzione meno gradita a Bce ed a Bankitalia, le cui indicazioni - come noto – vengono solitamente percepite non come tali, bensì come veri diktat.
La scelta del percorso da seguire dipende da una serie di fattori ancora tutti non decifrati: anzitutto, le indicazioni dell’advisor, che ancora non si è pronunciato; e, poi, quelle della Bce, che sembra voler spingere per una aggregazione con una banca quotata. La nostra associazione intende anche “dialogare” con i dipendenti – soci-, attraverso le loro organizzazioni sindacali, per fare “massa critica” e per operare nella stessa direzione.
Ma – si ripete- lo scenario futuro è ancora incerto. La stessa trasformazione in S.p.A. potrebbe essere in forse, dato che una banca della Lombardia ha impugnato innanzi alla Corte Costituzionale la Legge sulla Riforma delle Banche Popolare (impugnazione ai sensi dell’art.117 Cost.). L’accoglimento del ricorso creerebbe un vero e proprio sconquasso del sistema, con conseguenze imprevedibili. In ogni caso vogliamo ricordare che, in questi giorni, la Veneto Banca ha recapitato ai Soci una circolare in cui chiede l’eventuale conferma della volontà, da parte degli interessati richiedenti, di vendere le Azioni al nuovo prezzo di euro 30,50, stabilito in assemblea.
Ma con questa iniziativa la banca ha inteso solo registrare l’attuale e conservata intenzione di quei soci che, prima dell’assemblea, avevano chiesto la liquidazione, al fine di capire se il nuovo prezzo dell’azione abbia eventualmente indotto i richiedenti a cambiare idea. Essa, dunque, vuole significare che una accettazione della riduzione non farebbe perdere agli interessati la priorità nella successiva (e non ancora attuale) fase di acquisto.