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Golf
PILLOLE DI GOLF/181: SUPER FRANCESCO MOLINARI, SECONDO AL PGA CHAMPIONSHIP

A Charlotte l'azzurro protagonista nel torneo dei pro Usa


TREVISO - Si è concluso il 13 agosto il 99° PGA Championship giocato al Quail Hollow Club di Charlotte, un lunghissimo Par 71 di 7.000 metri, nel North Carolina. Non potevamo trascurare questo evento, il quarto e ultimo major della stagione, con 156 giocatori, i più grandi del...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/180: MATSUYAMA "SGOMMA" CON UN TERZO GIRO RECORD

Il giapponese vince la sfida tra campioni al Wgc Bridgestone Championship


TREVISO - Si gioca al Campo Sud del Firestone CC, un Par 70 di Akron nell’Ohio, il Wgc Bridgestone Championship Invitational, terzo dei quattro tornei stagionali del World Golf Championship che anticipa di una settimana il PGA, il Campionato Professionisti Americano, che sarà...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/179: THE OPEN

Il trionfo di Jordan Spieth che vice il terzo major stagionale


GRAN BRETAGNA - The Open Championship o semplicemente The Open, è il British Open, che così vien chiamato solo fuori del Regno Unito. È la competizione golfistica tra le più importanti, la più longeva, ha storia di tre secoli. È l’unico dei quattro...continua

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"Per il momento in Italia i donatori provengono da Danimarca e Spagna"

TREVISO, I DUBBI SULL'ETEROLOGA SENZA TRACCIABILITÀ DEI GAMETI

Convegno stamani dell'associazione Avvocati diritto famiglia


TREVISO - "Stabilire protocolli di sicurezza sulle analisi dei gameti prima del loro congelamento, per garantire la tracciabilità e tutelare la salute dei figli che nasceranno". E' questa una delle priorità emerse dal convegno AIAF (Associazione Avvocati diritto famiglia) tenutosi oggi a Treviso, al quale sono intervenute l’avvocato Luisella Fanni, già presidente nazionale dell’Aiaf, e la docente avvocato Stefania Stefanelli di Perugia, una delle massime esperte in Italia sull'eterologa. "Il figlio che non conosce le sue origini non può sapere se i donatori dei gameti erano affetti da particolari patologie e quindi non può avere accesso alla medicina personalizzata - ha spiegato - e questo è fondamentale soprattutto nel caso delle malattie genetiche. In altri paesi d'Europa, come la Germania ad esempio, invece si può risalire all'identità del donatore, con il quale non c'è in ogni caso nessun legame parentale". Il convegno, che conclude il ciclo formativo annuale dell'AIAF Treviso (che negli ultimi sei mesi ha coinvolto oltre 150 avvocati) coordinato dalle avv. Gaudenzia Brunello, Vice presidente AIAF Veneto, e dall' avv. Francesca Collet, responsabile AIAF Sezione di Treviso, è stato seguito oggi da oltre cento partecipanti. "Al momento ci sono anche problematiche legate alla disciplina del codice civile, che stabilisce che chi partorisce è di fatto il genitore - ha aggiunto la dottoressa Stefanelli - tuttavia se questo tutela il minore non tutela invece il genitore stesso, che potrebbe essere disconosciuto dal figlio in quanto non genitore biologico. E sulla ricerca dei genitori biologici si sta verificando di tutto, dai siti internet ai reality in televisione". Sull'eterologa allo stato attuale pendono anche altre problematiche, legate ad esempio alla provenienza dei gameti, ancora per la gran parte tutti di origine straniera.
"Per il momento in Italia i donatori provengono soprattutto da Danimarca e Spagna. Seppure i gameti vengono registrati in un registro nazionale, tra l'altro di recentissima istituzione, permangono problemi di sicurezza legati a donazioni plurime, soprattutto se il donatore è affetto da malattie rare. E' accaduto con un donatore danese, che ha trasmesso al sua malattia ad oltre cento figli nel mondo. - ha aggiunto la prof. avv. Stefania Stefanelli - Dall'altro lato, tuttavia, permane la carenza di gameti di italiani. Va considerato infatti che la carenza maggiore riguarda gli ovuli femminili e poche donne italiane sono disponibili a sottoporsi alla stimolazione ormonale per poi donare ad altre donne. pensiamo inoltre che la donazione va fatta a titolo gratuito".
Nel Veneto sono ben 36 i centri medici pubblici e privati autorizzati ad erogare il nuovo trattamento. Sono gli stessi che la Regione ha già accreditato alla pratica di procreazione medicale assistita e la loro rete copre l’intero mappa delle province. In testa Venezia, Padova e Treviso con 7 poli ciascuno, seguiti da Verona (6), Vicenza (5), Belluno e Rovigo (2).  "Il quadro sia della omologa sia della eterologa è in costante aggiornamento. Per questo abbiamo ritenuto importante fare un incontro su questo argomento e continueremo anche in futuro ad aggiornare i colleghi della Marca sul tema. - conclude l'avv. Francesca Collet, responsabile AIAF Sezione di Treviso - Basti pensare che il TAR del Veneto nelle scorse settimane aveva annullato la delibera regionale veneta sul limite di età a 43 anni per le donne per poter utilizzare la fecondazione assistita eterologa nelle strutture pubbliche, a differenza dell'omologa a cui si può accedere con una età superiore e potenzialmente fertile. A questa se ne è aggiunta una l'altro ieri della Corte costituzionale che dichiara incostituzionale la legge nella parte in cui non consentono il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita alle coppie fertili portatrici di malattie genetiche trasmissibili, rispondenti ai criteri di gravità che legittimano l’interruzione volontaria di gravidanza".