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Golf
PILLOLE DI GOLF/267: OTTO AZZURRI AL BRITISH MASTERS

Il titolo, primo in carriera, va però allo svedese Kinhult


SOUTHPORT (GB) - È uno dei tornei di più lunga tradizione nel calendario, il Betfred British Masters, che si gioca sul percorso dell’Hillside Golf Club, a Southport, bella località sulla costa occidentale della Gran Bretagna. Sono ben otto i giocatori italiani in gara:...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/266: MANDARE IN BUCA GLI OSTACOLI DELLA VITA

A Sala Baganza, l'open internazionale per disabili


PARMA - Giunto ormai alla 19esima edizione, si è giocato a Parma, nel bel campo da golf del Ducato di Sala Baganza, il torneo internazionale per golfisti paralimpici. Il campo è un parkland, inserito nel Podere d’Ombriano, già antica residenza di caccia dei Duchi...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/265: KOEPKA FA SUO IL SECONDO MAJOR DI STAGIONE

Disputato per la prima volta a maggio, il Championship regala spettacolo


FARMINGDALE (USA) - Il secondo major, il Championship, giunto alla 101ª edizione, ha luogo per la prima volta a Farmingdale, nel Long Island, stato di New York, sul difficile percorso del Bethpage Black Course (par 70), che sarà sede della Ryder Cup 2024. È la prima volta che si...continua

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Tre cooperative sociali coinvolte: Campoverde di Castelfranco Veneto, Ca’ Corniani di Monfumo e il Cantiere della Provvidenza, di Belluno

RINASCE LA SETA MADE IN ITALY, 100% ETICA E A KM 0

L'idea di Giampietro Zonta , AD dell'azienda D'orica e della moglie Daniela Racanello


NOVE - Dopo oltre 50 anni rinasce in Veneto la seta etica 100% made in Italy. Gli ideatori di questo ambizioso progetto sono Giampietro Zonta, titolare della ditta D’orica di Nove e la moglie Daniela Raccanello, designer orafa. “La scorsa estate mia moglie Daniela Raccanello– racconta Giampietro Zonta – ricercava un filato che avesse la stessa preziosità ed eleganza dell’oro per la creazione di una nuova collezione. Abbiamo individuato nella seta il materiale ideale per la produzione dei nostri gioielli, ma per essere in linea con i nostri valori aziendali dovevamo utilizzare solo una seta made in Italy. Sono bastate poche ricerche per scoprire che la vera seta italiana non esisteva più. Non ci siamo arresi e abbiamo iniziato a contattare tecnici e studiosi della seta, perché convinti che fosse la strada giusta da percorre.“

L’ambizioso progetto di Giampietro Zonta e Daniela Raccanello si concretizza nel 2014: dopo più di 50 anni è stata riprodotta la vera seta 100% italiana con cui sono stati realizzati degli esclusivi gioielli in seta e oro, presentati in anteprima ai mercati internazionali a gennaio 2015, in occasione della Mostra Internazionale VicenzaOro. La filiera della seta riparte quindi grazie alla collaborazione tra un’azienda orafa che esporta il made in Italy nel mondo e alcune cooperative sociali venete, specializzate in gelsibachicoltura. Inoltre, sono stati coinvolti e messi in rete i massimi esperti di settore a livello europeo (centri di ricerca, tecnici e consulenti specializzati), stakeholder indispensabili per un progetto di ricerca ed innovazione che coinvolge trasversalmente più settori.

Dal sogno alla realtà grazie alla rete d’imprese costituita dall’azienda capofila D’orica srl di Nove, dalla Cooperativa sociale agricola Campoverde di Castelfranco Veneto (TV), Ca’ Corniani, società cooperativa agricola sociale di Monfumo (TV) e il Cantiere della Provvidenza, Società Persona Ambiente Soc. Coop. Sociale onlus di Belluno. La filiera non sarebbe ripartita senza il coinvolgimento anche di figure professionali quali Silvia Cappellozza del CRA-API di Padova - centro d’eccellenza unico in Europa occidentale a sostegno della bachicoltura - e i suoi collaboratori; l’Ing. Flavio Crippa, consulente tecnico-scientifico e responsabile del “Museo della Seta Abegg" di Garlate; l’agronomo Fernando Pellizzari. Hanno, inoltre, supportato l’iniziativa anche Silvio Faragó, direttore della Divisione Seta di Innovhub, Stazione sperimentale di Milano che opera come centro di ricerca scientifica industriale e sperimentale, che si occupa della certificazione della qualità dei tessuti e filati serici; Giustino Mezzalira e gli esperti di Veneto Agricoltura, Azienda Regionale per i settori Agricolo, Forestale e Agro-Alimentare.

Infine sono stati fondamentali i contributi del tecnico esperto Aldo Roncato e dell’ingegnere dell’automazione Salvatore Gullì: è stata infatti rimessa in funzione una filanda industriale del 1971 - una macchina per la “trattura”, ovvero per il processo che trasforma il bozzolo in seta grezza - unico esemplare conosciuto in Europa che permette di fare ricerca e sperimentazione sulla resa e sulle caratteristiche del filato. L’obiettivo comune di questa rete di imprese e di esperti è condividere un percorso di valorizzazione delle reciproche conoscenze ed esperienze, delle strategie innovative e dei cicli produttivi virtuosi e sostenibili. Eccezionali potenzialità si celano dietro a queste realtà partner, solo apparentemente lontane tra loro, che si possono esprimere come elementi indispensabili per l’avvio di nuovi business e nuove opportunità occupazionali a beneficio di tutta la rete d’imprese.

Oggi l'allevamento del baco, la filatura e la tessitura della seta possono essere riproposti sul mercato in risposta alla crescente domanda di prodotti realizzati con materie prime di alta qualità: grazie a filiere certificate si possono garantire autentici manufatti made in Italy.
Integrando ricerca industriale, sviluppo sperimentale ed innovazione di processo, si è ora in grado di produrre filati e sottoprodotti naturali a km zero con caratteristiche tecniche, tecnologiche e qualitative ai massimi livelli mondiali, che possono trovare applicazione nei settori orafo, lusso, moda (tessile, abbigliamento, accessori), cosmesi e benessere, farmaceutico e medicale, protesico, alimentare (integratori), elevando le caratteristiche e la competitività dei prodotti nel mercato internazionale di riferimento.