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Golf
PILLOLE DI GOLF/190: L'OPEN D'ITALIA 2017 È DA RECORD

Davanti a 73mila spettatori, vince l'inglese Hatton


MONZA - Eccoci giunti all’attesissimo evento, la manifestazione golfistica cardine sul territorio italiano! Preceduto da festeggiamenti, si è celebrato, dal 12 al 15 ottobre il 74° Open d’Italia, al Golf Club Milano. I più forti professionisti mondiali di Golf si son...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/189: CAMPI PRATICA, COLONNA PORTANTE DELLO SPORT

A Ca' della Nave il torneo dell'associazione dei club


MARTELLAGO - È con simpatia, che sabato 30 settembre il Golf Club Cà della Nave ha accolto l’Associazione Campi Pratica per una gara stableford a tre categorie, settima degli otto incontri della serie TROFEO, che a turno ogni Circolo appartenente all’associazione,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/188: TUTTO PRONTO PER L'OPEN D'ITALIA 2017

Al Parco di Monza il torneo del massimo circuito europeo


TREVISO - Il 74° Open d’Italia sta per andare in scena; è il principale evento sportivo nazionale legato alla Ryder Cup 2022, la sfida fra Europa e Stati Uniti, in programma fra cinque anni al Marco Simone Golf & Country Club. È il primo Open d’Italia con un...continua

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Sotto processo per furto aggravato una 58enne coneglianese

SVUOTA LA CASSAFORTE, BABY SITTER MESSA ALLA PROVA

Scoperta dai carabinieri con delle telecamere nascoste



CONEGLIANO
– (gp) Per un paio di mesi avrebbe ripulito la cassaforte della famiglia per la quale lavorava come baby sitter rivendendo poi i gioielli rubati a dei compro-oro per pagare i debiti che aveva contratto e che il marito defunto le aveva lasciato da saldare. Scoperta grazie a delle telecamere installate dai carabinieri nella stanza da letto dei suoi “datori di lavoro”, una 58enne coneglianese è finita a processo per furto aggravato. Difesa dall'avvocato Luisa Osellame, la donna ha ammesso le proprie colpe, ha in parte risarcito la famiglia che le aveva aperto le porte della propria casa e ora ha chiesto di essere “messa alla prova”.

Il giudice Cristian Vettoruzzo, rinviando l'udienza, dovrà decidere se ammettere o meno la donna ai lavori socialmente utili per poterle permettere di restituire il maltolto. La 58enne, incensurata, rischia comunque fino a tre anni di condanna che, se verrà accolta l'istanza della difesa, dovrà scontare lavorando per la comunità. Un epilogo che tutte le parti in causa auspicano, visto che i “derubati”, che comunque hanno licenziato la donna (che come risarcimento ha versato l'ultima busta paga e tutto il tfr), hanno scelto di non costituirsi parte civile proprio per il legame affettivo che hanno con l'imputata. Secondo il capo d'imputazione la 58enne, utilizzando la chiave della cassaforte che la famiglia teneva in camera, nel giro di un paio di mesi sarebbe riuscita a rubare oltre 26 mila euro di gioielli.