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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

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CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Interrogati i cinque arrestati dalla Squadra Mobile di Treviso

"RACKET DELLE LUCCIOLE": GLI SFRUTTATORI SI DIFENDONO

Secondo le difese accuse infondate: non ci sarebbe alcuna prova


PREGANZIOL – (gp) Per l'accusa controllavano e sfruttavano almeno una ventina di lucciole che vendevano il proprio corpo lungo la Pontebbana e il Terraglio: ognuna di loro avrebbe pagato all'organizzazione italo-albanese una sorta di "affitto" della postazione di circa 250 euro alla settimana. In cambio le "belle di notte" avrebbero ottenuto protezione. Comparsi di fronte al gip di Treviso per l'interrogatorio di garanzia, i cinque arrestati dalla Squadra Mobile di Treviso hanno respinto tutti le accuse dicendosi del tutto estranei alla vicenda.

I due italiani finiti nella rete degli investigatori (Riccardo Ruggitello, 21 anni e Daniele Mastrella, 44 anni) hanno ottenuto entrambi gli arresti domiciliari mentre rimangono dietro le sbarre, almeno per il momento, il 27enne Petrit Gjini, il cugino 24enne Eduard e la 22enne romena Simona Mirabela Dragan, colei che secondo l'accusa si sarebbe occupata della riscossione del denaro assieme ai due italiani. Tutti sono accusati di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione.

Al vertice della banda, per gli investigatori, ci sarebbe Edmon Gjini, albanese di 38 anni: già arrestato su ordine di custodia cautelare del tribunale di Venezia il 31 gennaio 2013 con l'obbligo di non fare ritorno in Italia per dieci anni, avrebbe in realtà continuato a effettuare viaggi d'affari anche negli ultimi mesi e attualmente si troverebbe all'estero, e di fatto è latitante.

Un altro suo cugino, Gjovalin, 23 anni, anche lui raggiunto dall'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Treviso, si trova invece in carcere in Germania. Le indagini erano iniziate a febbraio quando un'ex fidanzata del presunto boss, Edmond, una donna di 43 anni, si era rivolta alla polizia per denunciare i metodi della banda: proprio Edmond, dopo averla lasciata, l'avrebbe minacciata perchè non riferisse alle forze dell'ordine dei suoi traffici. La donna, con coraggio, oltre a denunciare tutto sarebbe riuscita a convincere alcune lucciole a parlare.

Nell'ambito dell'indagine la squadra mobile ha perquisito anche l'hotel "Al Sole" di Preganziol: alcune stanze, hanno raccontato le prostitute, sarebbero state utilizzate dalla banda per garantire ai clienti incontri appartati e più comodi.
 

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