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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

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PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

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CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Dal Kenya "La sedia di cartone": un ausilio sanitario creato con materiali riciclati

LA SOLIDARIETĄ PER SUPERARE LE DISABILITĄ, NELLA STORIA DI MARCO ZUIN

Il documentario viene presentato oggi al Festival di Capodarco


Jeoffrey è un bambino africano di quasi tre anni, nato con spina bifida e idrocefalo. Non può muoversi da solo, e per migliorare le sue condizioni di vita ha bisogno di un'attrezzatura specialistica che purtroppo manca nei villaggi rurali del Kenya. Ma ciò che non manca è la solidarietà e l'ingegno - in questo caso da parte dei fisioterapisti del luogo -  nel creare ausili con materiali poveri riciclati. Questa è la storia che viene raccontata dal regista veneto Marco Zuin nel documentario "La sedia di cartone".

Girato tra gennaio e febbraio 2015, il documentario ha come protagonista il piccolo Jeoffrey, uno dei tanti bambini affetti da disabilità e seguiti dall’organizzazione religiosa Saint Martin CSA che opera in una zona rurale intorno a Nyahururu (200km a nord di Nairobi). Su questa comunità, che si fonda proprio sul sostegno degli oltre 1200 volontari del luogo, Marco aveva precedentemente realizzato il documentario "Me, We. Only through community".
Il regista è tornato in Africa assieme a Luca Ramigni di Fondazione Fontana e autore del soggetto, per raccontare una piccola grande esistenza che unisce con forza la condizione di disabilità alla vita della comunità: "Tutte queste storie parlano di come la comunità affronta anche i problemi più difficili cercando di superarli insieme. E' lo spirito che mi ha mosso a raccontare ancora queste storie, qualcosa che da noi un po' si è perso." racconta Marco ai nostri microfoni.
Il documentario è prodotto da Fondazione Fontana Onlus e dal St. Martin CSA, in collaborazione con Videozuma e con il sostegno di OPSA (Opera della Provvidenza San Antonio di Padova), e ha musiche della Piccola Bottega Baltazar.

"La Sedia di cartone" viene presentato venerdì 26 giugno al Festival di Capodarco dove è finalista del Premio L'Anello Debole nella sezione Video cortometraggi della realtà. Presieduta dal giornalista Giancarlo Santalmassi, ideatore del premio, la giuria coinvolge, tra gli altri, Vinicio Albanesi, presidente della Comunità di Capodarco, Giovanni Anversa, giornalista e dirigente di Rai 3, il conduttore di Caterpillar Massimo Cirri, i giornalisti Pino Corrias, Daniela De Robert, Gianluca Nicoletti, Daniela Persico, i registi Andrea Segre e Daniele Segre, il critico e sceneggiatore Dario Zonta, e il direttore artistico Andrea Pellizzari.