Questo sito usa i cookies per offrirti una migliore esperienza di navigazione.  Conferma Privacy Policy
Golf
PILLOLE DI GOLF/181: SUPER FRANCESCO MOLINARI, SECONDO AL PGA CHAMPIONSHIP

A Charlotte l'azzurro protagonista nel torneo dei pro Usa


TREVISO - Si è concluso il 13 agosto il 99° PGA Championship giocato al Quail Hollow Club di Charlotte, un lunghissimo Par 71 di 7.000 metri, nel North Carolina. Non potevamo trascurare questo evento, il quarto e ultimo major della stagione, con 156 giocatori, i più grandi del...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/180: MATSUYAMA "SGOMMA" CON UN TERZO GIRO RECORD

Il giapponese vince la sfida tra campioni al Wgc Bridgestone Championship


TREVISO - Si gioca al Campo Sud del Firestone CC, un Par 70 di Akron nell’Ohio, il Wgc Bridgestone Championship Invitational, terzo dei quattro tornei stagionali del World Golf Championship che anticipa di una settimana il PGA, il Campionato Professionisti Americano, che sarà...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/179: THE OPEN

Il trionfo di Jordan Spieth che vice il terzo major stagionale


GRAN BRETAGNA - The Open Championship o semplicemente The Open, è il British Open, che così vien chiamato solo fuori del Regno Unito. È la competizione golfistica tra le più importanti, la più longeva, ha storia di tre secoli. È l’unico dei quattro...continua

Invia Invia a un amico | Stampa Stampa notizia |  


 

La risposta alla proposta del sindaco Marco Della Pietra

CASE CHIUSE A SPRESIANO, LA CIVICA MISSIATO DICE NO

"Combattere la prostituzione non significa aprire bordelli"


In merito alle affermazioni del Sindaco di Spresiano Marco Della Pietra sulla proposta di mettere a disposizione alcuni locali di proprietà pubblica per togliere la prostituzione dalla statale Pontebbana, questa la posizione della Lista “Civica Missiato” espressa in una nota arrivata alla nostra redazione:

“Le generazioni nate dal 1960 al 1990 hanno ben presente la polemica che periodicamente si riaccende attorno alla legge proposta dalla senatrice socialista Lina Merlin, che venne approvata il 20 febbraio 1958. Tale legge abolì la regolamentazione statale della prostituzione e dispose sanzioni nei confronti del suo sfruttamento. Essa riprende alcuni principi della “Convenzione per la repressione della tratta degli esseri umani e dello sfruttamento della prostituzione”, adottata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite con una risoluzione del 1949, resa esecutiva in Italia con la legge n. 1173 del 23 settembre 1966. Pensavamo non avremmo mai più sentito parlare di tratta di esseri umani e schiavitù, ma abbiamo dovuto ricrederci e prendere atto che le problematiche ritornano, perché l’evoluzione del genere umano è fatta di corsi e ricorsi e in questa fase della nostra storia ritorna con prepotenza il tema della dignità. Dignità intesa come rispetto, decoro e onore di una persona, delle sue virtù a cui attribuiamo un significato culturale, spirituale, sociale. Un valore che, se condiviso, non permette di mercificare il corpo di un’altra persona, perché riconosce ad esso e alla sua espressione sessuale un valore che non è quantificabile. Uno Stato laico, ma moderno, secondo noi, non può ritenere "lecita" un’attività che ha per scopo la vendita di un atto sessuale, perché lede la dignità umana. Di diverso parere è stata la Corte di Cassazione, che con la sentenza n. 20528 del 1º ottobre 2010, ha stabilito che la prostituzione tra adulti deve essere soggetta a tassazione, poiché è un’attività "lecita". Di conseguenza, a partire dalla suddetta data in Italia, il meretricio avrebbe dovuto essere un’attività tassabile a tutti gli effetti. La sentenza rende legale la tassazione delle prostitute "libere professioniste" e l'affitto di appartamenti ad uso di prostituzione, se non c'è sfruttamento. A questo punto potremmo chiederci come si fa a determinare se c’è o meno, sfruttamento.

Ma il problema, secondo noi, è a monte. Riguarda la povertà di certi Paesi da cui sono fuggite le prostitute che ritroviamo ai bordi delle nostre strade, l’emarginazione cui sono costrette persone che non conoscono la lingua, non hanno la padronanza di un mestiere, non capiscono le regole della nostra società, lo sfruttamento e la violenza cui sono sottoposte nel momento in cui “accettano la protezione” dei loro aguzzini. La prostituzione spesso è l’unica strada percorribile da alcune donne che sono presenti nel nostro Paese clandestinamente. Che alternative abbiamo per le donne e le loro famiglie, che sono arrivate in Italia per scampare alla miseria e talvolta anche alla guerra?

Noi vorremmo spostare l’attenzione sul disagio che vive una società, la nostra, che non da’ giusto valore alla dignità umana, che perpetua una cultura che giustifica l’ego di sé stessi e dei propri bisogni. Perché secondo noi la prostituzione, ed ogni contrattazione che riguarda il sesso e il suo sfruttamento, è un problema complesso, che ha bisogno sì di risposte a breve termine, ma anche di progetti che guardino al futuro culturale di un popolo. Se vogliamo insegnare ai nostri figli il valore della dignità umana, esso non può valere solo per pochi, per chi sta dalla nostra parte, e mancare per coloro che si trovano in una posizione diversa dalla nostra. Non possiamo spiegare ai nostri figli che prostituirsi è sbagliato se permettiamo che tale impresa venga esercitata con il beneplacito delle autorità, che ricavano dalle tasse una somma che andrà a beneficio della collettività. Oppure dobbiamo pensare che tutti coloro che sono favorevoli all’apertura di appartamenti dedicati a tale attività, considerino questo lavoro alla stregua di qualsiasi altro e quindi tra le opzioni desiderabili anche per i propri figli?


Crediamo sia giunto il momento di avviare una discussione seria, più approfondita di qualche proclamo che appare sui giornali e tenta di mettere una pezza ad un problema di ben più grande portata. L’Amministrazione Della Pietra durante la campagna elettorale ha “promesso” di combattere la prostituzione. Non avevamo inteso che “combattere la prostituzione” significasse aprire bordelli.”