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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

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PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

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CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Intervista a Mario Guderzo, curatore e direttore del museo

QUANDO I SOLDATI FRANCESI GIOCAVANO A CALCIO CON LA TESTA DI PAOLINA

A Possagno, "Antonio Canova. L'arte mutilata nella Grande Guerra"


POSSAGNO - Soldati francesi che giocano a calcio, usando come improvvisato pallone la testa della statua di Paolina Bonaparte scolpita da Antonio Canova, nel giardino della casa-museo del grande scultore. Non ci sono riscontri certi di questa singolarissima ed inquitante partita, solo i racconti dei testimoni dell'epoca. Verità o leggenda, l'immagine rende con immediatezza lo sfregio e i danni subiti dalle opere d'arte durante la Grande Guerra. Anche da quelle di Canova: nel 1917 la casa natale del sommo scultore neoclassico, trasformata in gipsoteca, venne cannoneggiata. Secondo alcuni dagli austroungarici, ma, più probabilmente, dal fuoco amico delle artiglierie italiane. Diversi gessi vennero danneggiati. Di queste distruzioni rimane una chiara documentazione nelle fotografie scattate da Stefano Serafin, all'epoca conservatore e custode del museo. Nel centenario della Prima guerra mondiale, quelle lastre, tramandate in famiglia, insieme ad altre foto realizzate dal fratello Siro, sono oggi per la prima volta esposte, proprio nel luogo dove furono prese, il Museo Canova, per la mostra “Antonio Canova. L’arte mutilata nella grande guerra”. L'esposizione promossa da Provincia di Treviso e Fondazione Canova, con il contribuito della Regione, è curata dal direttore del museo stesso Mario Guderzo, e da Alberto Prandi, storico della fotografia e docente all'univeristà Ca' Foscari.
Dei gessi del Canova "martirizzati" dalle bombe, alcuni sono stati restaurati nei decenni successivi, altri, troppo dilaniati per tentare un recupero, sono rimasti protetti nei depositi. Ne usciranno ora per la prima volta, in occasione di questa esposizione, reliquie di sfregiata bellezza. In un ideale, impressionante confronto con le immagini delle opere d'arte distrutte dai fanatici integralisti islamici in Medio Oriente o in Afganistan.


Per una di queste opere violate, la magnifica Ebe è prevista anche un innovativo progetto di restiturzione: a Possagno sono conservati sia il modello originale dell'effigie della coppiera degli dei, una delle opere più celebri e ammirate del Canova, sia quanto rimane della replica in gesso voluta dall’artista della prima versione della scultura. Entrambi furono pesantemente danneggiati dal bombardamento del ’17. I resti del gesso verranno accostati ad una ricostruzione creata grazie alla stampa 3D. Canova realizzò due sculture di Ebe, una è alla Nationalgalerie di Berlino, l’altra al Museo di San Domenico di Forlì (dove tra l'altro si concluderà il tour della mostra trevigiana).
Diversi i progetti collaterali all'esposizione. A cent'anni dal rilevamento fotografico dei Serafin, due fotografi, Guido Guidi e Gian Luca Eulisse, rileggono i gessi canoviani mutilati e frammentati dalle granate, proponendo una serie di immagini che tornano a far parlare i corpi, così offesi e menomati, ancora oggi non sanno tacere, testimoni senza tempo della più tragica e ingiustificabile delle esperienze umane, la guerra.
Grazie alla collaborazione della Fondazione Stepan Zavrel (promotrice della celebre rassegna sull'illustrazione per l'infanzia di Sarmede), nascerà poi un nuovo libro dedicato ad Antonio Canova, alle opere della Gipsoteca e dei Musei Civici di Bassano, disegnato dal messicano Gabriel Pacheco, uno dei più celebri illustratore. L'obiettivo è che, attraverso il gioco, anche i più piccoli possano comprendere il valore universale dell'arte e della sua tutela. Infine nei cinque mesi di apertura della mostra, Cinzia Zanardo terrà cinque letture tratte dal diario che sua nonna, Elisa Fagnolo Zanardo, all’epoca quattordicenne nella Sinistra Piave, scrisse durante i disperati anni della guerra.
"Un evento importante per il nostro territorio e di valore internazionale – ha sottolineato l’assessore provinciale alla Cultura, Silvia Moro – gli scatti d’epoca fanno parte del prezioso archivio del Fast Foto Archivio Storico Trevigiano, istituito nel 1989 per salvaguardare il patrimonio fotografico, storico relativo al territorio trevigiano. Qui la fotografia viene tutelata in quanto bene culturale, forma di espressione artistica, fonte per la ricerca storica, strumento di informazione e documentazione dei cambiamenti sociali, economici e culturali".
Il curatore della mostra e direttore scientifico del Museo e Gipsoteca Canova, Mario Guderzo ha ribadito che "la Gipsoteca canoviana è la più grande del mondo e per questo deve essere adeguatamente valorizzata. L’evento metterà in mostra per la prima volta i gessi del Canova andati distrutti nella Grande guerra. Negli anni si è tanto discusso se ricostruire le parti mancanti e integrarle nelle opere o lasciare le opere così. L’evento grazie anche all’apporto documentale della fotografia d’epoca e delle nuove tecnologie offrirà al pubblica di vedere anche le parti mancanti, come nel caso di Ebe, messe a fianco dell’opera in gesso".
"La fotografia è un bene culturale che offre sempre una storia da raccontare e grandi suggestioni. In questo evento il Fast riporta alla luce gli scatti dei fratelli Serafin che hanno documentato la distruzione dei gessi durante la guerra. Quindi, la mostra racconta in realtà due storie: quella artistica dei gessi e quella artistica e storica degli oggetti fotografici", ha aggiunto il curatore della mostra fotografica e docente dell’Università Ca' Foscari, Alberto Prandi.


"Antonio Canova. L'arte violata nella Grande Guerra"
Dal 25 luglio 2015 al 28 febbraio 2016
Orari 9:30-18:00, da martedì a domenica, chiuso lunedì, 25 dicembre, 1 gennaio
Biglietto di ingresso: 10,00 € (intero); 6,00 € (ridotto).
Info: 0423/544323, 0422/656139, posta@museocanova.it, fast@provincia.treviso.it