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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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A processo una 40enne opitergina per appropriazione indebita

LA DIPENDENTE NON ERA "INFEDELE": ASSOLTA DAL GIUDICE

Accusata di un buco da 35 mila euro a Villa Giustinian di Portobuffolè



PORTOBUFFOLE'
- (gp) Era stata dipinta come una dipendente infedele che negli anni avrebbe alleggerito le casse dell'azienda per cui lavorava di quasi 35 mila euro. Ma la verità giudiziaria ha decretato che quella dipendente di infedele non aveva nulla. Finita sotto processo per rispondere dell'accusa di appropriazione indebita aggravata dal rapporto di lavoro dipendente, una 40enne opitergina è stata infatti assolta con formula piena dal giudice Marco Biagetti per non aver commesso il fatto.

Stando a quanto sostenuto dalla Procura di Treviso, che aveva chiesto alla corte di condannare l'imputata a una pena di un anno e un mese di reclusione, la donna in un arco temporale di cinque anni, dal 2007 al 2011, avrebbe sfruttato la sua posizione di impiegata contabile per la Villa Giustinian di Portobuffolè per gonfiare il proprio stipendio mensile stornando nelle proprie tasche i proventi dell'attività della società.

Nello specifico, secondo l'accusa, si sarebbe garantita un salario extra di 34.552 euro, in pratica poco meno di 600 euro al mese. La direzione di Villa Giustinian, quando si era accorta che qualcosa non quadrava nei conti, aveva nutrito i primi sospetti ma aveva affidato alle autorità il compito di indagare. Il dito era stato puntato contro la donna (che nel frattempo ha cambiato lavoro) perchè soltanto lei, per gli inquirenti, avrebbe avuto la possibilità di causare quell'ammanco. Formalizzata l'accusa, la società ha deciso di costituirsi parte civile a processo con l'avvocato Carlo Broli chiedendo, oltre alla restituzione dei 35 mila spariti, anche 50 mila euro a titolo di danni morali.

Difesa dagli avvocati Roberta Spinacè e Pierantonio Menapace, l'imputata, che si è sempre dichiarata innocente, ha scelto di affrontare il processo per dimostrare di non aver preso un solo euro a Villa Giustinian. Una lunga serie di testimoni portati dalla difesa, tra cui rappresentanti del collegio sindacale e alcuni colleghi, hanno riferito alla corte che la 40enne è sempre stata corretta e puntuale sul posto di lavoro, allontanando l'ipotesi che potesse essere stata lei a prendere quei soldi. Versioni a cui il giudice ha dato credito, assolvendo con formula piena l'ormai ex dipendente.