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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

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PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

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CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Innovativo intervento chirurgico all'ospedale Ca' Foncello

RICOSTRUITO IL CRANIO A UN BAMBINO DI UN ANNO

Operato per cinque ore, dopo sei giorni è tornato a casa



TREVISO
- Innovativo intervento chirurgico ricostruttivo portato a termine a Treviso nelle scorse settimane. Presso la Neurochirurgia dell’Ospedale Ca’ Foncello diretta dal prof. Pierluigi Longatti, in team con la Chirurgia Maxillo Facciale diretta dal dottor Luca Guarda Nardini, è stato corretto il cranio di un bambino di quasi un anno affetto da una importante malformazione congenita. L’intervento di correzione e ricostruzione è avvenuto utilizzando la metodica del mirroring – fino ad oggi utilizzata per la rimodellazione di piccole parti mancanti degli zigomi o delle mascelle – che permette una ricostruzione virtuale della porzione patologica, basandosi sul rilievo tramite Tac della parte sana controlaterale. L’intervento eseguito in sala operatoria dalla dr.ssa Marina Mazzucco, direttore dell’Unità di Neurochirurgia Pediatrica, dal dr. Guarda Nardini e dall’anestesista dr. Enrico Bosco è durato circa 5 ore. Il decorso post operatorio del piccolo paziente è avvenuto senza complicazioni e, dopo sei giorni dall’intervento, è stato dimesso.
 
Il bambino operato è affetto da plagiocefalia, una malformazione cranica congenita che colpisce 1 persona su 10.000, dovuta a una prematura fusione della sutura coronale del cranio che comporta un accrescimento asimmetrico del cranio stesso. Effetti estetici a parte, la terapia chirurgica deve essere condotta a pochi mesi dalla nascita affinché lo sviluppo cranico e cerebrale possa avvenire il più fisiologicamente possibile. L’asimmetria causata dalla deformità cranica, infatti, può incidere sullo sviluppo di parti del cervello che, nei primi due anni di vita, raddoppia il volume. Ma la correzione della malformazione al piccolo paziente assicura anche un notevole contributo al superamento di problematiche psicologiche e relazionali, conseguenti all’aspetto che il volto avrebbe potuto assumere.
 
“Al fine di un risultato ottimale questo, è uno dei rari eventi in cui, estetica e sviluppo neuropsicologico vanno di pari passo e, preservando l’uno, sicuramente l’altro è garantito – sottolinea il dr. Guarda Nardini, primario di Chirurgia Maxillo Facciale -. Per la buona riuscita dell’intervento, infatti, risulta di fondamentale importanza la corretta simmetrizzazione della scatola cranica. Fino ad ora, un’armonica proporzione era legata all’ esperienza e all’occhio del chirurgo ma non su valori volumetrici o numerici; i frammenti cranici ed orbitari una volta sezionati venivano riposizionati e stabilizzati basandosi sul “senso estetico“ dell’operatore. Ora viene in soccorso l’intelligenza artificiale, le tecniche radiografiche, le metodiche CAD/CAM, la tecnologia additiva, la stampa 3D e tutte le conoscenze più recenti legate Computer-assisted surgery (CAS). La tecnica del Mirroring o dello Specchio, nello specifico, partendo dai dati del cranio del paziente, ottenuti per mezzo di una TAC, ha reso possibile eseguire una ricostruzione tridimensionale dalla quale si è potuto riprodurre, grazie alla tecnologia CAD/CAM, la replica fedele del cranio del paziente consentendo di valutare le esatte alterazioni ossee e valutare l’esito previsto e, soprattutto, voluto dall’equipe medica”.
 
“Identificate le zone soggette a rimodellazione, le osteotomie, ovvero i tagli delle pareti superiori delle orbite, della regione temporale e di quella frontale, che, nella pratica corrente i chirurghi effettuano direttamente in sala operatoria – prosegue il dr. Guarda Nardini - in questo specifico caso, sono state tracciate e disegnate direttamente sulla replica della parte interessata. Successivamente acquisite, con una scansione ottica per poterle digitalizzare e utilizzare come linee guida, sempre al computer, sono stati riposizionati i singoli frammenti ossei ottenuti con una chirurgia virtuale che tiene conto delle conformazioni ideali per ottenere una valida simmetria del cranio. In sala operatoria, infine, è stata ripercorsa chirurgicamente tutta l’operazione pianificata in precedenza, supportata da dime di taglio e di fissaggio prodotte espressamente per questo caso oltre che dalle due riproduzioni in scala 1:1 del paziente. La posizione ideale dei segmenti ossei così ottenuta è poi stata stabilizzata mediante l’utilizzo di particolari placche e viti di acido polilattico che hanno la caratteristica di andare incontro a lento riassorbimento e quindi di permettere al cranio uno sviluppo non vincolato da interferenze di tipo meccanico”.
 
“Il trattamento di questo piccolo paziente è qualcosa di assolutamente innovativo – annuncia il dr. Giorgio Roberti, Direttore generale dell’Azienda Ulss 9 di Treviso -. Se al Ca’ Foncello il trattamento delle deformità craniche congenite, vanta una lunga storia ed esperienza, iniziata fin dal 1984,  questo è finalizzato all’ ottenimento di una correzione il più reale possibile grazie alle più recenti conoscenze ottenute con la Chirurgia assistita dal computer. Queste consentono di pianificare e realizzare in modo totalmente virtuale quello che viene poi riprodotto in sala operatoria. Mi congratulo con dr. Guarda Nardini e la dr.ssa Mazzucco e tutto il team che ha partecipato alla programmazione ed esecuzione dell’intervento per essere stati protagonisti di questo nuovo e importante traguardo nella storia della nostra sanità”.