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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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VIDEO Denunciati quattro imprenditori: gli operai li pagava lo Stato

IMPRESA EDILE IN CRISI MA CON 100 LAVORATORI IN NERO

Le accuse: ricettazione, truffa, evasione fiscale e bancarotta


MONTEBELLUNA - Hanno approfittato dello stato di crisi del settore edile per ottenere la cassa integrazione per operai che in realtà continuavano regolarmente a lavorare: con i fondi ottenuti illecitamente dall'Inps pagavano altri lavoratori in nero. Questo quanto hanno scoperto gli investigatori della Guardia di Finanza di Treviso passando al setaccio la documentazione contabile e non solo di un'azienda con sede legale a Montebelluna ma che opera su tutto il territorio regionale. Denunciati alla Procura di Treviso, a vario titolo, quattro imprenditori, tutti di circa50 anni: un trevigiano, due lombardi ed un romano, già titolare di un'azienda fallita in passato. Devono rispondere di truffa, evasione fiscale attraverso l'emissione di fatture false, bancarotta fraudolenta e ricettazione. L'azienda avrebbe indebitamente percepito dall'Inps oltre 100mila euro dal 2010 fino alla fine dello scorso anno: dei 100 operai che hanno lavorato per la ditta erano 36 quelli in cassa integrazione, almeno sulla carta, mentre 15 erano totalmente in nero. Per ogni lavoratore 80 ore erano pagate dall'azienda, le restanti 100 a carico dello Stato. Le fiamme gialle hanno ricostruito la frode grazie ad alcune agende ritrovate durante le perquisizioni: in questi registri non ufficiali venivano segnate le ore effettivamente lavorate dagli operai. Sono stati sequestrati, nel corso dell'operazione, tre mezzi che risultavano essere provenienti dal patrimonio di una società fallita, in particolare quella dell'imprenditore romano finito nel mirino dei finanzieri.