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Golf
PILLOLE DI GOLF/181: SUPER FRANCESCO MOLINARI, SECONDO AL PGA CHAMPIONSHIP

A Charlotte l'azzurro protagonista nel torneo dei pro Usa


TREVISO - Si è concluso il 13 agosto il 99° PGA Championship giocato al Quail Hollow Club di Charlotte, un lunghissimo Par 71 di 7.000 metri, nel North Carolina. Non potevamo trascurare questo evento, il quarto e ultimo major della stagione, con 156 giocatori, i più grandi del...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/180: MATSUYAMA "SGOMMA" CON UN TERZO GIRO RECORD

Il giapponese vince la sfida tra campioni al Wgc Bridgestone Championship


TREVISO - Si gioca al Campo Sud del Firestone CC, un Par 70 di Akron nell’Ohio, il Wgc Bridgestone Championship Invitational, terzo dei quattro tornei stagionali del World Golf Championship che anticipa di una settimana il PGA, il Campionato Professionisti Americano, che sarà...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/179: THE OPEN

Il trionfo di Jordan Spieth che vice il terzo major stagionale


GRAN BRETAGNA - The Open Championship o semplicemente The Open, è il British Open, che così vien chiamato solo fuori del Regno Unito. È la competizione golfistica tra le più importanti, la più longeva, ha storia di tre secoli. È l’unico dei quattro...continua

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Nel mondo questa settimana si raggiungeranno i 25 milioni di donatori

ADMOR-ADOCES: DONAZIONE DI MIDOLLO, SERVE PIÙ INFORMAZIONE

A Treviso 109 trapianti in pazienti con leucemie o malattie del sangue


TREVISO - In tutto il mondo questa settimana (19 – 26 settembre 2015) si celebra il raggiungimento del 25milionesimo donatore: più piccolo ma non meno importante è il record che ci si accinge a raggiungere a Treviso, dove si è vicini ai 10 mila donatori (provenienti dai Poli di reclutamento dei Centri Trasfusionali degli Ospedali di Castelfranco Veneto, Conegliano e Vittorio Veneto, Treviso), un “esercito” silenzioso cresciuto grazie anche all’opera ventennale dell’associazione Admor-Adoces, impegnata nella promozione della donazione sia di midollo sia di sangue cordonale a favore di tutti i malati in attesa di trapianto.

Da sempre attenta alle dinamiche sociali che si sviluppano attorno alla donazione, per Admor-Adoces ogni traguardo è un nuovo punto di partenza. Così, negli appelli dei familiari di pazienti in attesa di trapianto che negli ultimi tempi si sono susseguiti con sempre maggior frequenza, catalizzando l’attenzione dei media e dei social network, ha intravisto la necessità di erogare un’informazione più puntuale e approfondita: negli ultimi mesi l’associazione ha dunque messo a punto una campagna informativa rivolta sia a familiari e pazienti sia a donatori e potenziali donatori, patrocinata dalla Regione del Veneto, dall'Azienda Ulss 9, dal Comune di Treviso, dall’Avis provinciale, con il sostegno del Centro Servizi per il Volontariato e la preziosa collaborazione della Direzione Artistica di Fiaticorti - Festival Internazionale di Cortometraggio.

La campagna si sostanzia nella realizzazione di due guide diversificate (“Essere donatori e donatrici” per i donatori, e “Noi donatori e donatrici al vostro fianco” per i familiari e i pazienti: quest’ultima contiene tutte le informazioni sulle diverse tipologie di trapianti e riporta le procedure che vengono prese per l'attivazione della ricerca di un donatore da Registro da parte del Centro Trapianti) e nella creazione del nuovo sito (www.donatori-admor-adoces.it, online da oggi), interamente dedicato alla tematica e suddiviso in tre macro aree: "Essere Donatori", "Essere pazienti", e un'area Didattica contenente informazioni sulle donazioni e sui trapianti, approfondimenti di biologia al fine di promuovere una cultura scientifica sulle cellule staminali emopoietiche superando le criticità riportate da un recente sondaggio nazionale, secondo il quale un italiano su due non conosce questa tematica (quest’ultima utilizzabile anche dagli insegnanti e frutto del lavoro di sensibilizzazione annuale che l’associazione svolge negli istituti superiori della provincia).

“Negli ultimi tempi – spiega Alice Vendramin Bandiera, presidente di Admor-Adoces - è esploso il fenomeno degli appelli alla donazione, promossi dai familiari dei pazienti in attesa di trapianto e rimbalzati poi, in maniera incontrollata, attraverso i media e i social network. Il fare appello alla generosità dei concittadini, nella speranza di trovare tra loro un donatore compatibile per il proprio parente malato, nasce spesso dalla disperazione e dal bisogno di fare qualcosa, al più presto, per chi può avere salva la vita solo grazie al trapianto. Ciò genera di solito una risposta forte e immediata: molte persone si mobilitano e chiedono di poter diventare donatrici di midollo. Ma questo non è il modo migliore per gestire la situazione, per numerosi motivi. Anzitutto perché esiste un iter ben preciso e, in base a questo, ci si deve quindi affidare con fiducia alla struttura che ha in cura il paziente ed eventualmente chiedere maggiori informazioni ai medici e ai volontari.
Secondariamente, l’appello crea, pur senza volerlo, una discriminazione tra i pazienti in attesa di trapianto, ai quali vanno invece garantiti gli stessi diritti e le stesse opportunità di cura. L’appello, che si traduce poi in articoli e servizi televisivi, mette in primo piano e crea clamore attorno al singolo caso, non aiutando invece a creare una corretta informazione a vantaggio di tutti i malati. Ogni paziente in attesa di trapianto ha gli stessi diritti e deve poter avere le stesse opportunità e gli stessi strumenti per giungere alla guarigione”.
Non ultimo, spesso gli appelli danno origine a idee e convinzioni errate nei potenziali donatori. Accade ad esempio che diverse persone, raggiunte dalla richiesta di aiuto, si presentino al Centro Trasfusionale della propria città chiedendo di poter donare “per quello specifico paziente”: questo, però, va contro l’etica della donazione, che deve essere anonima, volontaria e gratuita. Il donatore deve sapere che non è possibile né accettabile donare per il singolo malato, sia per ragioni etiche sia perché non è detto che vi sia la compatibilità necessaria.

Il bacino di donatori di Treviso ad oggi ha reso possibili 109 trapianti in pazienti affetti da leucemie ed altre gravi malattie del sangue.

“Come rappresentante della comunità – ha esordito il sindaco di Treviso Giovanni Manildo alla conferenza organizzata oggi giovedì 24 settembre nella Sala convegni dell’Ospedale di Treviso – sono orgoglioso e felice del lavoro compiuto da Admor-Adoces a Treviso, e apprezzo in particolare l’attenzione verso le persone extracomunitarie, alle quali l’associazione dedica appositi percorsi di coinvolgimento nella donazione di midollo e sangue cordonale.”

“Della donazione di midollo e sangue cordonale – ha ricordato Patrizia Benini, direttore della Funzione Ospedaliera dell’Azienda Ulss 9 – si parla poco, non si sa abbastanza e talvolta si hanno informazioni distorte. La collaborazione tra associazioni e strutture sanitarie è fondamentale: le prime, grazie al rapporto costante con le persone, contribuiscono a rendere possibili grandi risultati per le seconde”.

Con i nuovi supporti, dunque, Admor-Adoces intende fornire gli strumenti necessari a chi vuole fare o ha la necessità di ricevere una donazione di cellule staminali emopoietiche per il trapianto di midollo.
E non dimentica nemmeno le future mamme, preziose donatrici di sangue cordonale, contenuto nel funicolo che mette in relazione madre e figlio durante la gravidanza: esso è ricchissimo di cellule staminali ematopoietiche ed è sempre più utilizzato nei trapianti. “Le cellule staminali del cordone – ha ricordato Enrico Busato, direttore Unità Operativa Complessa di Ginecologia e Ostetricia, dove la raccolta di sangue cordonale è iniziata nel 1989 – sono un tesoro da non buttare via. I nostri figli, per dirla riprendendo il titolo della campagna informativa di Admor-Adoces, possono davvero nascere per donare”.

Per erogare alle donne in attesa un’informazione puntuale sull’argomento nei momenti in cui esse si trovano nelle strutture ospedaliere per i rituali controlli, Admor-Adoces ha predisposto una serie di contenuti video, semplici e immediati, che sono stati caricati in 8 monitor acquistati grazie al fondamentale contributo di Unicredit e donati all’Azienda Ulss 9. I televisori saranno posizionati all’Ospedale Ca’ Foncello, dove le future mamme compiono l’anamnesi prima di intraprendere l’iter di donazione, e in Ostetricia, nei consultori territoriali in cui le ostetriche svolgono i corsi preparto (Treviso Città, Villorba, Preganziol, Mogliano) e nelle sale d’attesa degli Ospedali di Oderzo e Treviso.

Tra i video proposti ci sono anche dei contributi nelle lingue straniere più diffuse nella provincia (italiano, inglese, francese, arabo, spagnolo, romeno, cinese, e anche lingua dei segni), per raggiungere così anche le donne immigrate.
Oggi il coinvolgimento è determinante e il Gruppo di Lavoro di Treviso, (formato da ostetriche, volontari e medici) ha dedicato loro una specifica campagna informativa, “Anche noi… Nati per donare”, premiata dal concorso Progetti per le donne indetto da WE – Women for Expo ed Expo 2015. Esse infatti sono portatrici di genotipi differenti dalla popolazione italiana e possono quindi contribuire all’accrescimento delle risorse biologiche vitali per aiutare i loro connazionali candidati al trapianto di midollo osseo, che attualmente non trovano donazioni compatibili. “Un paziente di etnia caucasica – ha spiegato in occasione della presentazione dell’iniziativa ad Expo 2015 Francesca Bonifazi, ematologa e presidente del Gruppo Italiano Trapianti di Midollo Osseo (Gitmo) – ha il 70% di probabilità di trovare un donatore non familiare all’interno del registro internazionale, mentre per pazienti di altre etnie la possibilità si riduce al 10%. In Italia il 7-8% dei trapianti riguarda persone straniere (sia di etnia caucasica che non), ma le unità disponibili provenienti da donne della stessa etnia sono appena il 2-3%”.

“L’Ospedale di Treviso – ha ricordato Alessandro Frigato, dirigente responsabile U.O.S.D. Medicina Trasfusionale - ospita una delle 18 banche del sangue cordonale italiane (dove sono conservate 1014 unità e dalla quale sono provenute 16 unità servite per effettuare altrettanti trapianti), che rientra tra le quattro italiane accreditate dalla NetCord-FACT, certificazione che garantisce i più elevati standard di qualità sulla conservazione del sangue cordonale, fra le quali appunto quella di Treviso”.

Admor-Adoces a tutte le future madri donatrici del cordone e a tutti i donatori di midollo (e sangue periferico) da qualche mese dona una golosa confezione di biscotti, offerta dalla Crich, per ringraziarli del loro gesto “con dolcezza”.