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Golf
PILLOLE DI GOLF/223: I SOCI AIGG SI SFIDANO SULLE DOLOMITI

Tre giornate in quota tra Alto Adige e Trentino


BOLZANO - Un interessante momento nelle gare dell’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti: tre giornate di golf impegnativo, in aggiunta all’annuale challenge, per godere le Dolomiti. Nella giornata di apertura ci spalanca le porte il Golf Club Eppan (Appiano): un campo da golf a...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

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La donna è chiamata a rispondere di circonvenzione d'incapace

ANZIANA RAGGIRATA: OPERATRICE SOCIOSANITARIA A PROCESSO

Sotto accusa una 53enne di Quarto d'Altino in servizio al Ca' Foncello



CASALE SUL SILE
- (gp) Incaricata dell'assistenza notturna di un anziano di Casale sul Sile, si sarebbe fatta consegnare dalla moglie dell'assistito più di 54 mila euro, di fatto raggirandola. Almeno questa è la ricostruzione dei fatti a cui è giunta la Procura di Treviso che, al termine delle indagini, ha spedito a processo un'operatrice sociosanitaria 53enne di Quarto d'Altino, in servizio presso l'ospedale Ca' Foncello di Treviso. La donna è chiamata a rispondere dell'accusa di circonvenzione d'incapace. A denunciare il presunto raggiro è stata proprio la moglie del pensionato, resasi conto di aver speso una fortuna.

I fatti contestati risalgono al periodo tra il 10 maggio e il 24 agosto 2013. L'operatrice sociosanitaria aveva il compito di assistere l'anziano tutti i giorni nel corso delle ore notturne. Un compito che ha sempre svolto con la massimo professionalità. Entrata in confidenza con la famiglia, ha proposto alla moglie del pensionato una sorta di investimento: versando in più tranche delle somme di denaro in favore dell'associazione “Il Faro”, sarebbe divenuta socia benemerita dell'associazione e avrebbe acquisito il diritto, sia per sé che per il marito malato, all'assistenza gratuita a vita sia in casa che presso un centro di accoglienza in fase di ultimazione, gestito dalla stessa associazione.

Centro che è stato inaugurato ma che, dopo la denuncia della donna, è stato anche chiuso. In tutto la moglie dell'anziano malato avrebbe versato all'operatrice sociosanitaria 54.060 euro (oltre a somme in contanti non determinate) a fronte di un dovuto per l'assistenza notturna, peraltro da corrispondere all'associazione, di 70 euro a notte per complessivi 7.700 euro. Scattate le indagini, la Procura di Treviso sostiene che l'imputata avrebbe approfittato delle condizioni personali di minorata difesa della donna e le avrebbe cagionato un danno patrimoniale di rilevante entità.

La difesa dell'operatrice sociosanitaria, rappresentata dall'avvocato Luigi Fadalti, respinge però le accuse mosse dagli inquirenti. Oltre al fatto che il centro è stato effettivamente aperto, il legale sostiene che allo stato degli atti non esiste una perizia che attesti l'incapacità della vittima di intendere, e quindi non ci sarebbero i presupposti per configurare il reato di circonvenzione d'incapace.