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Golf
PILLOLE DI GOLF/223: I SOCI AIGG SI SFIDANO SULLE DOLOMITI

Tre giornate in quota tra Alto Adige e Trentino


BOLZANO - Un interessante momento nelle gare dell’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti: tre giornate di golf impegnativo, in aggiunta all’annuale challenge, per godere le Dolomiti. Nella giornata di apertura ci spalanca le porte il Golf Club Eppan (Appiano): un campo da golf a...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

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La Procura costretta a chiedere l'archiviazione del fascicolo

CASO PROFUGHI A QUINTO: LE VIOLENZE RESTANO IMPUNITE

L'unica ipotesi di reato era di manifestazione non autorizzata



QUINTO
- Gli atti di violenza avvenuti nella notte tra il 15 e il 16 luglio scorsi a Quinto di Treviso, dove circa un centinaio di profughi era stato sistemato in una palazzina di via Legnago, rimarranno impuniti e senza colpevoli. All'indomani degli scontri in cui era stata sfondata la porta di un appartamento ed erano stati dati alle fiamme mobili, reti, materassi e televisioni, e a seguito dei quali due operatori della cooperativa (che si occupa tuttora dell'accoglienza dei profughi alla caserma Serena) avevano deciso di rassegnare le dimissioni per evitare di essere aggrediti ancora dopo che era stato impedito loro di consegnare i pasti ai migranti, tutta Italia aveva parlato della situazione al limite che si era venuta a creare.

Sul tavolo della Procura di Treviso però non è arrivato nulla di tutto ciò. O meglio, l'unica ipotesi di reato per cui si è proceduto è stata quella di manifestazione non autorizzata, e in mancanza di elementi per identificare gli autori, il pm che aveva in carico il fascicolo ne ha chiesto l'archiviazione. A livello penale insomma quelle scene riprese dai telefonini dei presenti e postate su tutti i social network, oltre che essere state mandate in onda dalle televisioni e messe online dai quotidiani, non verranno perseguite.

Eppure sembrava che per i presunti responsabili si profilassero guai seri. “Capiamo le proteste dei residenti – avevano affermato i legali della cooperativa, della proprietà dello stabile e del vigilante aggredito – ma questi atti di violenza, soprattutto contro delle persone che si mettono a disposizione degli altri, sono inaccettabili”. Parole pronunciate annunciando l'imminente deposito della denuncia. Le tipologie di reato ipotizzate erano diverse, alcune chiare mentre altre in via di definizione: si andava dal danneggiamento aggravato alla violazione di domicilio, dall'occupazione abusiva all'incendio doloso, passando per le più gravi di devastazione e saccheggio oltre a quella di lesioni aggravate.

Per evitare di scaldare ulteriormente gli animi, le vittime di quelle scene di violenza avevano poi deciso di non sporgere denuncia, lasciando che gli inquirenti indagassero per i reati procedibili d'ufficio. Qualcosa però non è andato come si sperava, e le notizie di reato arrivate in Procura si sono limitate, appunto, alla sola manifestazione non autorizzata per la quale non ci sarebbero elementi di prova tali da poter sostenere un'accusa.