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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Richiesta di rinvio a giudizio per il 65enne di Conegliano

SPONSORIZZAZIONI COL TRUCCO: GABRIELE FAVERO IN AULA

Per l'accusa avrebbe sottratto al fisco 27 milioni di euro



CONEGLIANO
– (gp) La Procura ha presentato il conto a Gabriele Favero, il 65enne coneglianese presidente del motoring club di Sernaglia della Battaglia accusato di aver sottratto al fisco ben 27 milioni di euro. Il pm Giovanni Valmassoi, titolare del fascicolo a carico dell'uomo, ha chiuso le indagini e formalizzato la richiesta di rinvio a giudizio. Favero, pur avendo ammesso tutte le proprie responsabilità e avendo sempre respinto le accuse dicendo di non essersi intascato nemmeno un euro, dovrà comparire di fronte al giudice il prossimo 22 dicembre. Secondo quanto sostenuto dalla Procura di Treviso, il 65enne avrebbe venduto spazi pubblicitari sulle auto che partecipavano a campionati nazionali e internazionali di rally, cartellonistica sui tracciati e inserzioni su riviste specializzate nel mondo dei motori emettendo, attraverso sei società tra cui una con sede in Austria e una società sportiva dilettantistica, fatture false da consegnare agli inserzionisti al fine di poter avere le relative detrazioni fiscali. Questi, oltre alle fatture fasulle, secondo gli inquirenti avrebbero ricevuto anche il 50% di quanto investivano in pubblicità. Il trucco, al termine dell'indagine della Guardia di Finanza di Treviso partita nell'agosto del 2013, aveva portato alla denuncia di Favero per le ipotesi di reato di dichiarazione infedele, distruzione di documenti contabili ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. Stando alle indagini, con il meccanismo contestato dagli inquirenti Favero sarebbe riuscito a sottrarre al Fisco circa 27 milioni di euro: 20 milioni non sarebbero mai stati dichiarati, 2,4 milioni riguarderebbero costi non documentati e 4,4 milioni di euro corrisponderebbero all'Iva evasa.