Questo sito usa i cookies per offrirti una migliore esperienza di navigazione.  Conferma Privacy Policy
Golf
PILLOLE DI GOLF/200: DUSTIN JOHNSON CAMPIONISSIMO ALLE HAWAII

Il numero uno del ranking trionfa nel Sentry Toornament


TREVISO - Siamo ormai all’undicesimo torneo del PGA americano 2018, il Sentry Tournament of Champions, che si è giocato negli Stati Uniti al Plantation Course di Kapalua, da 4 al 7 gennaio. È l’undicesimo, giacché la prima gara della stagione, il Safeway Open,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/199: NEL 2018 L'OPEN D'ITALIA SUL LAGO DI GARDA

NovitÓ di fine anno dal universo dei green italiani


TREVISO - Notizie che ci sono pervenute negli ultimi giorni e che val la pena di commentare. Cominciamo con l’Open d’Italia. Il 75° open d’Italia, la massima manifestazione nazionale di golf, non si giocherà nel 2018 al Golf Milano, bensì al Gardagolf country...continua

Golf
PILLOLE DI GOLFF/198: SI CONCLUDE IL CIRCUITO EUROPEO FEMMINILE

La protesta delle giocatrici: "Discriminate rispetto ai maschi"


Oggi parliamo di donne, di queste abili signore che si impegnano oltre misura alla ricerca del successo in Campo. A dire il vero, sono arrabbiate le golfiste europee, per la discriminazione che subiscono nel confronto con i maschi. Non conosco i motivi che generano questa scarsa considerazione, non...continua

Invia Invia a un amico | Stampa Stampa notizia |  


 

Condannato per bancarotta fraudolenta Francesco Ferrazzano

DITTE SVUOTATE PER FARLE FALLIRE: CINQUE ANNI

I tre coimputati avevano patteggiato la pena nel febbraio 2013


CAERANO SAN MARCO - A distanza di oltre un anno e dieci mesi dal patteggiamento dei suoi tre presunti “sodali”, è stata pronunciata ieri mattina la sentenza del processo a carico di Francesco Ferrazzano, il 65enne di Foggia che era chiamato a rispondere dei reati di bancarotta fraudolenta e truffa. L'uomo, per cui il pm Iuri De Biasi aveva ipotizzato una pena finale di sette anni di reclusione, è stato condannato dal Tribunale di Treviso a cinque anni. Ferrazzano era considerato dagli inquirenti il boss della banda che, attraverso un prestanome, avrebbero controllato sette aziende tra la Marca e la provincia di Foggia avendo come unico scopo quello di fare acquisti di beni (elettrodomestici, auto ma anche legname) senza poi pagarli o versando assegni scoperti. Nel febbraio dello scorso anno, di fronte al gup Silvio Maras, erano invece comparsi Giuseppe Nunzio Santoro, anche lui foggiano di 55 anni e considerato il prestanome, che aveva rimediato una pena di un anno, quattro mesi e venti giorni di reclusione, Potito Giannuario, 65enne di Foggia che aveva invece patteggiato tre anni, e Claudio Dametto, 55enne di Caerano San Marco che aveva raggiunto un accordo con il pubblico ministero per una pena finale di due anni e quattro mesi. Secondo la Procura di Treviso i quattro, in concorso tra loro e con diversi ruoli nella vicenda incriminata, avrebbero beffato circa una settantina di fornitori sparsi in tutto il nord Italia. Gli uomini della Guardia di Finanza, che ha condotto le indagini, il 23 febbraio del 2013 avevano stretto le manette ai polsi del prestanome a cui risultavano intestati tutti gli atti riguardanti le sette ditte utilizzate dalla banda, fatte nascere nel 2007 e poi fallite tutte nel corso del 2010. Le indagini successive delle Fiamme Gialle avevano dimostrato che Santoro, in realtà, sarebbe stato soltanto una pedina mossa da altre persone. Tre mesi più tardi, il 23 maggio 2013, i finanzieri erano riusciti a risalire all'identità di queste persone e, dopo aver ottenuto il via libera del gip, avevano eseguito le ordinanze di custodia cautelare a carico di Ferrazzano, Dametto e Giannuario.