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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Professionista del mobile colpevole di danneggiamento

TRASCINA IN AULA L'EX SOCIA: CONDANNATA A 8 MESI

Assolta dall'accusa di rivelazione di segreto professionale


VITTORIO VENETO - (gp) Per anni erano andati d'amore e d'accordo mandando avanti la ditta di mobili che avevano in pratica fondato assieme. Gli affari però, complice la crisi, iniziarono a non essere più floridi come un tempo tanto che, sempre di comune accordo, avevano deciso di chiudere la società. Fu a quel punto, nel dicembre 2012, che sarebbe arrivato il colpo basso che ha fatto finire a processo l'ex socia in affari per rispondere dei reati di danneggiamento e di rivelazione di segreto professionale. Finita di fronte al giudice Leonardo Bianco, una 57enne di Vittorio Veneto è stata condannata a 8 mesi di reclusione, pena sospesa, per il primo reato e assolta con formula piena dal secondo. A trascinarla in aula era stato proprio colui che per anni le era stato affianco, portando avanti progetti e innovazioni nel campo del design. E che da un momento all'altro si sarebbe ritrovato incapace di poter accedere all'archivio dei modelli che fino a quel momento avevano realizzato assieme. Quando avevano deciso di chiudere la società, senza alcun problema si erano divisi tutto in parti uguali, dal capitale ai resti di magazzino e all'arredamento. Ma la parte più sostanziosa della trattativa riguardava i dati all'interno dei computer: dai modelli ai progetti, compresi i dati dei clienti. L'imputata, secondo l'accusa, avrebbe effettuato all'insaputa del socio, che si è costituito parte civile a processo, un backup sicuro degli hard disk dei computer della società. Un'operazione che di fatto impediva all'ex socio di avere accesso a tutti i dati, che sarebbero poi stati utilizzati dall'imputata per altri scopi, sempre a livello professionale. Condotte che assieme avrebbero configurato appunto i reati di danneggiamento (relativo al backup degli hard disk) e di rivelazione del segreto professionale (essendo un professionista, avrebbe divulgato e utilizzato informazioni per trarne profitto). Il giudice, respingendo la richiesta di provvisionale in caso di sentenza di condanna, ha rimandato al giudice civile la quantificazione del risarcimento danni richiesto dall'ex socio in affari della donna.