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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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I commissari prevedono perdite per 140 milioni di euro

CREDITO TREVIGIANO: PIERO PIGNATA NUOVO PRESIDENTE

Renato Mason ritira la sua candidatura per prostesta



VEDELAGO
– Il Credito Trevigiano ha un nuovo presidente. Con 540 voti è stato eletto, al termine dell'assemblea dei soci al Palamazzalovo di Montebelluna, l'avvocato 73enne Piero Pignata, già sindaco Dc di Vedelago e ultimo numero uno di Cassamarca prima della fusione in Unicredit. Il suo principale avversario, dopo il ritiro di Renato Mason (64 anni a novembre, già segretario della Confartigianato regionale e direttore generale dell'Ulss 8, da qualche mese segretario della Cgia di Mestre), era Agostino Zanella, 66enne ora in pensione dopo una carriera da immobiliarista, che ha raccolto 206 voti. Mason ha ritirato la sua candidatura ad assemblea iniziata, per protestare - ha spiegato - contro il diverso trattamento riservato ai candidati singoli rispetto all'unica lista (quella appunto di Pignata). Al dirigente dell'associazioni artigiani di Mestre, comunque, sono andati 13 consensi. Faranno poi parte del nuovo Cda Giuseppe Romano, Ilario Novella, Franco Danieli, Fabio Panizzon, Italo Bosa e Annalisa Pellizzari. Con la ricostituzione degli organismi sociali, la bcc di Vedelago chiuderà oltre un anno di commissariamento: il passaggio ufficiale di consegne avverrà il 31 ottobre prossimo, per cosentire la chiusura del bilancio a fine mese. Come è stato spiegato dagli stessi commissari in assemblea, ora la banca ha i requisiti patrimoniali minimi per ritornare alla gestione ordianaria ma il risanamento dovrà continuare e il nuovo cda è atteso da "un compito particolarmente gravoso". La bcc, infatti, deve fare i conti con 200 milioni di partite deterirorate, circa il 20% del totale dei crediti, e peridte previste per 140 milioni, più del triplo rispeto agli oltre 42 milioni con cui si era chiuso il bilancio 2013, l'ultimo prima dell'amministrazione straordinaria. Di questo passivo, secondo i commissari e Banca d'Italia, 84 milioni sono addebitabili a mala gestione dei precedenti vertici della banca Non solo, sono state messe in luce una trentina di posizioni verso "fiduciarie opache", che sia aggiungono alle 50 già segnalate dagli ispettori di Bankitalia, oltre ad iregolarità sulle normative antiriciclaggio, a bonus non adeguati concessi ai direttori generali e a spese eccesive ed ingiustificate. Tant'è che la banca, dopo aver pagato oltre 500mila euro di sanzioni, è stata autorizzata da Bankitalia ad avviare un'azione di responsabilità verso 19 ex amministratori, oltre all'ex società di revisione. Non sarà semplice, dunque, lasciarsi alle spalle uno dei periodi più travagliati della sua ultracentenaria storia.
Più che dimezzato il monte compensi degli attuali amministratori: il presidente, ad esempio, riceverà 60mila euro annui, contro i 150mila percepiti in passato. E si cercherà di migliorare anche la gestione di Villa Emo, gioiello del patrimonio del Credito Trevigiana: a fronte di introiti di centomila euro all'anno (frutto soprattutto dell'affitto per feste e cerimonie), il mantenimento dello storico edificio costa in media 400mila euro all'anno.