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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Sono accusati di costituzione di associazione paramilitare

POLISIA VENETA: AL VIA IL MAXI PROCESSO PER 12 IMPUTATI

Se giudicati colpevoli, richiano una condanna a cinque anni



TREVISO
– (gp) “Dobbiamo fare la rivoluzione. Siamo in guerra. Dobbiamo andare a sparare in Pedemontana per esercitarci. In fondo anche una multa o un verbale di sanzione amministrativa può essere considerato un atto di guerra contro il popolo veneto”. Sono alcune delle frasi intercettate dalla Procura di Treviso nell'ambito dell'inchiesta sulla Polisia Veneta. Parole messe nero su bianco dagli inquirenti e riportate in aula da Niccolò D'Amico, l'ex capo della Digos di Treviso che ha condotto le indagini su disposizione dell'allora capo della Procura Antonio Fojadelli. Il fascicolo riguardo ai dodici imputati di costituzione di associazione paramilitare è passato nelle mani del pm Giovanni Valmassoi, che di fronte ai giudici del tribunale di Treviso ha sentito gli agenti impegnati nel portare alla luce il presunto sodalizio indipendentista. Dopo la riunificazione delle due inchieste, e della costituzione di parte civile dell'avvocatura dello Stato in rappresentanza del Ministero dell'Interno, il processo è entrato nel vivo. L'ex dirigente della Digos ha ricostruito entrambe le vicende, sottolineando come le preoccupazioni degli inquirenti siano nate soprattutto dopo le perquisizioni effettuate nel 2009, che avevano portato al rinvenimento di diverse armi, tutte detenute regolarmente dagli imputati, ma anche di 442 proiettili illegali non compatibili per la maggior parte con le armi detenute. Segno, per gli inquirenti, che il gruppo potesse essere pericoloso. Alla sbarra ci sono Daniele Quaglia, colui che nell’organizzazione avrebbe ricoperto l’incarico di governatore del popolo veneto, Sergio Bortotto, con l'incarico di ministro degli Interni e di capo della polizia, Paolo Gallina, comandante dei vigili urbani di Cornuda nella vita reale e generale della polizia veneta in quella dell’Autogoverno, la madre Giuliana Merotto, Danilo Zambon, 65 anni di San Fior, savio dell’Alta Corte di Giustizia e Dino Zorzi, 45 anni di Trevignano, colonnello della Polisia. Nel maxi processo risultano imputati di concorso in costituzione di associazione paramilitare anche Loris Zanatta, il titolare del pub “Vivavoce” di Maserada nel quale, secondo gli investigatori, sarebbe avvenuto il reclutamento alla "polisia", Giuliano Spigariol, Paolo Tagliabue, Sandro Meneghin, Enrico Pillon e Fabio Piccoli.