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Golf
PILLOLE DI GOLF/182: ANCORA DOMINIO USA ALLA SOLHEIM CUP 2017

In Iowa la pi¨ importante gara del tour femminile


TREVISO - Solheim Cup 2017: siamo al corrispondente femminile della Ryder Cup, la gara più importante per “l’altra metà del cielo”, che contrappone le più forti atlete europee a quelle americane. Si gioca ogni due anni, alternativamente in Europa e negli Stati...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/181: SUPER FRANCESCO MOLINARI, SECONDO AL PGA CHAMPIONSHIP

A Charlotte l'azzurro protagonista nel torneo dei pro Usa


TREVISO - Si è concluso il 13 agosto il 99° PGA Championship giocato al Quail Hollow Club di Charlotte, un lunghissimo Par 71 di 7.000 metri, nel North Carolina. Non potevamo trascurare questo evento, il quarto e ultimo major della stagione, con 156 giocatori, i più grandi del...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/180: MATSUYAMA "SGOMMA" CON UN TERZO GIRO RECORD

Il giapponese vince la sfida tra campioni al Wgc Bridgestone Championship


TREVISO - Si gioca al Campo Sud del Firestone CC, un Par 70 di Akron nell’Ohio, il Wgc Bridgestone Championship Invitational, terzo dei quattro tornei stagionali del World Golf Championship che anticipa di una settimana il PGA, il Campionato Professionisti Americano, che sarà...continua

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Ricordi e curiositÓ raccontati dal campione del mondo di San DonÓ

MORENO ARGENTIN AL PANATHLON DI TREVISO: "IL MIO CICLISMO DI 30 ANNI FA"

"Il mio grande rimpianto Ŕ non aver mai vinto la Sanremo"


TREVISO - Moreno Argentin ospite della bella serata organizzata da Migò dal Panathlon trevigiano, presieduto da Andrea Vidotti. Tema: il confronto fra il ciclismo di 30 anni fa e quello di oggi. E' stata fra l'altro ufficializzata l’entrata nel Panathlon del nuovo socio Enrico De Wrachien. Argentin ha 55 anni, sandonatese, Moreno Argenti (a sinistra) ospite del Panathlon Trevisovincitore di un mondiale (1986, Colorado Springs), con un argento (Villach, 1987) ed un bronzo a Giavera nell’86. Nel palmares anche 13 tappe al Giro e 9 classiche, fra cui 4 Liegi-Bastogne-Liegi e 3 Freccia Vallone. Ricorda Argentin: "A Colorado andai in fuga presto, con Fignon, Mottet e Da Silva, poi vinsi allo sprint su Mottet. Passai professionista nell’80 ma non andai alle Olimpiadi di Mosca perché militare, causa boicottaggio. Vinsi tre gare ma soffrii tanto: c’erano Moser, Saronni, Baronchelli, Battaglin e io avevo il noviziato da pagare. Moser aveva 10 anni di più, non regalava mai niente ma c’era un rapporto molto schietto; Saronni invece diceva una cosa e ne faceva un’altra, non era proprio una persona esemplare. Io non avevo grande fisico, dovevo compensare con la furbizia: sfruttavo il lavoro altrui: niente di male, ognuno usa le armi che ha. Smisi a 33 anni, non volevo portare a spasso la bici. La delusione? Mai vinto una Sanremo."
Il ciclismo di 30 anni fa suscita nostalgia? "Oggi girano ingaggi di milioni, ma non li rimpiango: era un’epoca bellissima, ci si allenava per 2500 km, poi è seguita un’evoluzione, ora ne fanno 10 mila, hanno più preparatori. Oggi però il ciclismo è una macchina gestita dall’alto e controvento non si può andare. Adesso vedo bene Nibali e Aru." Il doping? "E’ sempre esistito. Lo sport è specchio della società: ci si vuole sempre migliorare, come nella vita. Ma se qualcuno sgarra va cacciato".

Il Panathlon Treviso cresce: il nuovo socio Enrico De Wrachien