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Golf
PILLOLE DI GOLF/223: I SOCI AIGG SI SFIDANO SULLE DOLOMITI

Tre giornate in quota tra Alto Adige e Trentino


BOLZANO - Un interessante momento nelle gare dell’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti: tre giornate di golf impegnativo, in aggiunta all’annuale challenge, per godere le Dolomiti. Nella giornata di apertura ci spalanca le porte il Golf Club Eppan (Appiano): un campo da golf a...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

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Ricordi e curiositā raccontati dal campione del mondo di San Donā

MORENO ARGENTIN AL PANATHLON DI TREVISO: "IL MIO CICLISMO DI 30 ANNI FA"

"Il mio grande rimpianto č non aver mai vinto la Sanremo"


TREVISO - Moreno Argentin ospite della bella serata organizzata da Migò dal Panathlon trevigiano, presieduto da Andrea Vidotti. Tema: il confronto fra il ciclismo di 30 anni fa e quello di oggi. E' stata fra l'altro ufficializzata l’entrata nel Panathlon del nuovo socio Enrico De Wrachien. Argentin ha 55 anni, sandonatese, Moreno Argenti (a sinistra) ospite del Panathlon Trevisovincitore di un mondiale (1986, Colorado Springs), con un argento (Villach, 1987) ed un bronzo a Giavera nell’86. Nel palmares anche 13 tappe al Giro e 9 classiche, fra cui 4 Liegi-Bastogne-Liegi e 3 Freccia Vallone. Ricorda Argentin: "A Colorado andai in fuga presto, con Fignon, Mottet e Da Silva, poi vinsi allo sprint su Mottet. Passai professionista nell’80 ma non andai alle Olimpiadi di Mosca perché militare, causa boicottaggio. Vinsi tre gare ma soffrii tanto: c’erano Moser, Saronni, Baronchelli, Battaglin e io avevo il noviziato da pagare. Moser aveva 10 anni di più, non regalava mai niente ma c’era un rapporto molto schietto; Saronni invece diceva una cosa e ne faceva un’altra, non era proprio una persona esemplare. Io non avevo grande fisico, dovevo compensare con la furbizia: sfruttavo il lavoro altrui: niente di male, ognuno usa le armi che ha. Smisi a 33 anni, non volevo portare a spasso la bici. La delusione? Mai vinto una Sanremo."
Il ciclismo di 30 anni fa suscita nostalgia? "Oggi girano ingaggi di milioni, ma non li rimpiango: era un’epoca bellissima, ci si allenava per 2500 km, poi è seguita un’evoluzione, ora ne fanno 10 mila, hanno più preparatori. Oggi però il ciclismo è una macchina gestita dall’alto e controvento non si può andare. Adesso vedo bene Nibali e Aru." Il doping? "E’ sempre esistito. Lo sport è specchio della società: ci si vuole sempre migliorare, come nella vita. Ma se qualcuno sgarra va cacciato".

Il Panathlon Treviso cresce: il nuovo socio Enrico De Wrachien