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Golf
PILLOLE DI GOLF/200: DUSTIN JOHNSON CAMPIONISSIMO ALLE HAWAII

Il numero uno del ranking trionfa nel Sentry Toornament


TREVISO - Siamo ormai all’undicesimo torneo del PGA americano 2018, il Sentry Tournament of Champions, che si è giocato negli Stati Uniti al Plantation Course di Kapalua, da 4 al 7 gennaio. È l’undicesimo, giacché la prima gara della stagione, il Safeway Open,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/199: NEL 2018 L'OPEN D'ITALIA SUL LAGO DI GARDA

Novità di fine anno dal universo dei green italiani


TREVISO - Notizie che ci sono pervenute negli ultimi giorni e che val la pena di commentare. Cominciamo con l’Open d’Italia. Il 75° open d’Italia, la massima manifestazione nazionale di golf, non si giocherà nel 2018 al Golf Milano, bensì al Gardagolf country...continua

Golf
PILLOLE DI GOLFF/198: SI CONCLUDE IL CIRCUITO EUROPEO FEMMINILE

La protesta delle giocatrici: "Discriminate rispetto ai maschi"


Oggi parliamo di donne, di queste abili signore che si impegnano oltre misura alla ricerca del successo in Campo. A dire il vero, sono arrabbiate le golfiste europee, per la discriminazione che subiscono nel confronto con i maschi. Non conosco i motivi che generano questa scarsa considerazione, non...continua

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Ricordi e curiosità raccontati dal campione del mondo di San Donà

MORENO ARGENTIN AL PANATHLON DI TREVISO: "IL MIO CICLISMO DI 30 ANNI FA"

"Il mio grande rimpianto è non aver mai vinto la Sanremo"


TREVISO - Moreno Argentin ospite della bella serata organizzata da Migò dal Panathlon trevigiano, presieduto da Andrea Vidotti. Tema: il confronto fra il ciclismo di 30 anni fa e quello di oggi. E' stata fra l'altro ufficializzata l’entrata nel Panathlon del nuovo socio Enrico De Wrachien. Argentin ha 55 anni, sandonatese, Moreno Argenti (a sinistra) ospite del Panathlon Trevisovincitore di un mondiale (1986, Colorado Springs), con un argento (Villach, 1987) ed un bronzo a Giavera nell’86. Nel palmares anche 13 tappe al Giro e 9 classiche, fra cui 4 Liegi-Bastogne-Liegi e 3 Freccia Vallone. Ricorda Argentin: "A Colorado andai in fuga presto, con Fignon, Mottet e Da Silva, poi vinsi allo sprint su Mottet. Passai professionista nell’80 ma non andai alle Olimpiadi di Mosca perché militare, causa boicottaggio. Vinsi tre gare ma soffrii tanto: c’erano Moser, Saronni, Baronchelli, Battaglin e io avevo il noviziato da pagare. Moser aveva 10 anni di più, non regalava mai niente ma c’era un rapporto molto schietto; Saronni invece diceva una cosa e ne faceva un’altra, non era proprio una persona esemplare. Io non avevo grande fisico, dovevo compensare con la furbizia: sfruttavo il lavoro altrui: niente di male, ognuno usa le armi che ha. Smisi a 33 anni, non volevo portare a spasso la bici. La delusione? Mai vinto una Sanremo."
Il ciclismo di 30 anni fa suscita nostalgia? "Oggi girano ingaggi di milioni, ma non li rimpiango: era un’epoca bellissima, ci si allenava per 2500 km, poi è seguita un’evoluzione, ora ne fanno 10 mila, hanno più preparatori. Oggi però il ciclismo è una macchina gestita dall’alto e controvento non si può andare. Adesso vedo bene Nibali e Aru." Il doping? "E’ sempre esistito. Lo sport è specchio della società: ci si vuole sempre migliorare, come nella vita. Ma se qualcuno sgarra va cacciato".

Il Panathlon Treviso cresce: il nuovo socio Enrico De Wrachien