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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Venerdì e sabato si potranno ammirare gratis 340 opere

FRANCESCHINI TAGLIA IL NASTRO: IL BAILO RINASCE

Riaperto dopo 12 anni: migliaia di persone all'inaugurazione


TREVISO - E' stato il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, a tagliare il nastro del nuovo museo Bailo. Davanti a lui e alle altre autorità, migliaia di trevigiani in attesa di poter rientrare, dopo dodici anni di chiusura, nei rinnovati spazi espositivi. Il Bailo ha riaperto al pubblico le sue porte, dopo un profondo lavoro di restauro e riallestimento. I lavori, durati quasi cinque anni, per un importo complessivo di 4,6 milioni di euro, sono il frutto di un progetto messo a punto dall'architetto viennese Heinz Tesar e dal team padovano Studiomas, hanno restituito a nuovo splendore l'edificio che fino al 1866 ospitò il convento dei Gesuati (la struttura, peraltro, aveva già subito vari modificazioni). Colpisce la facciata (anche in questo caso, la precedente era un rifacimento degli anni '50 del secolo scorso) dal gusto conteporaneo e minimale, in pietra bianca. E i progettisti hanno voluto creare un collegamento visivo, anche dall'esterno, con l'Adamo ed Eva, grande scultura in pietra di Finale di Arturo Martini, posta nel chiostro. Forse l'opera simbolo del museo, anche perchè acquistata dall'amministrazione civica, nel 1993, grazie ai fondi raccolti con una sottoscrizione popolare.
"Chi ricorda il vecchio Bailo, faticherà a riconoscerlo", ha commentato il direttore di musei civici Emilio Lippi. Nei suoi circa 1.600 metri quadri il museo ospita 340 opere delle collezioni dell'Ottocento e del Novecento. Posto privilegiato, naturalmente, per Arturo Martini, con alcuni esempi prestigiosi ed innovativi della sua scultura, come la "Venere dei porti", la "Pisana", la "Fanciulla piena d'amore", oltre che con dipinti e opere grafiche. In totale, sono esposti 134 pezzi di questo artista, sempre più considerato uno dei maestri del primo Novencento italiano. E accanto a lui, ecco, per il periodo precedente, i pittori Serena e Apollonio, o tra i suoi contemporanei il folle genio di Gino Rossi. Ed ancora Giovanni Barbisan, Carlo Conte, Lino Bianchi Bariviera.
Tra i tanti che non hanno voluto mancare all'anteprima anche Luciano Benetton: l'imprenditore si era trattenuto poco prima con il ministro Franceschini, che ha presenziato alla consegna delle borse di studio Gaetano Cozzi, a palazzo Bomben sede della Fondazione Benetton.
Dopo il Bailo il rappresentante del governo Renzi, accompagnato dal sindaco, dall'assessore alla Cultura, Luciano Franchin, e dal prefetto Laura Lega
, ha voluto visitare anche Santa Caterina, l'altro grande complesso museale appena risistemato.
Dopo l'inaugurazione, venerdì e sabato, il museo sarà visitabile gratuitamente dalle 10 alle 19.