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Golf
PILLOLE DI GOLF/223: I SOCI AIGG SI SFIDANO SULLE DOLOMITI

Tre giornate in quota tra Alto Adige e Trentino


BOLZANO - Un interessante momento nelle gare dell’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti: tre giornate di golf impegnativo, in aggiunta all’annuale challenge, per godere le Dolomiti. Nella giornata di apertura ci spalanca le porte il Golf Club Eppan (Appiano): un campo da golf a...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

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Alla sbarra un 45enne di Paese, tabaccaio in centro a Treviso

VERSA IN RITARDO I BOLLI AUTO: PATTEGGIA UN ANNO E DIECI MESI

Anche il ritardo del pagamento prevede la colpevolezza


TREVISO - In provincia di Treviso non è il primo caso, ma sarebbe utile fosse l'ultimo considerate le pene a cui vanno incontro i diretti interessati. La vicenda riguarda un 45enne residente a Paese, tabaccaio in un negozio del centro di Treviso. Alla fine del 2013 ha ritardato il pagamento dei bolli auto e delle tasse automobilistiche che nei precedenti 30 giorni aveva incassato. In totale, secondo quanto ricostruito dalla Procura di Treviso, l'uomo avrebbe incassato circa 800 euro di bolli e circa 5 mila di tasse. Il suo errore è stato versare quel denaro allo Stato e alla Regione Veneto con un ritardo di 43 giorni. Denaro che dunque è stato effettivamente versato e che non è stato né speso per fini personali o intascato senza che ce ne fosse più traccia. Ma la legge sul punto è ferrea, con tanto di sentenze della Cassazione che, nel merito, risultano addirittura granitiche. Il tabaccaio è infatti finito sotto indagine prima, e di fronte al giudice poi, per rispondere del reato di peculato che prevede come pena minima quattro anni di reclusione. Difeso dall'avvocato Fabrizio Santoro, l'uomo ha scelto la via del patteggiamento raggiungendo un accordo con il pm titolare delle indagini. Nonostante il minimo della pena, e il riconoscimento delle attenuanti generiche e dei doppi benefici di legge, ha rimediato un anno e dieci mesi di reclusione. Il tabaccaio non andrà di certo in galera, ma quel semplice ritardo nel versamento delle imposte macchierà la sua fedina penale per un reato che, così come concepito, se dovesse essere ricommesso potrebbe addirittura costargli l'attività. E il tutto nonostante una polizza fidejussoria che, in pratica, permette a Stato e Regione (i destinatari delle tasse automobilistiche e dei bolli auto) di non rimetterci un euro anche nel caso di mancato pagamento. Per i tabaccai infatti, alla scadenza del mese, viene inviata una diffida per il versamento delle cifre incassate. Se entro dieci giorni non viene saldato il “debito”, l'inchiesta scatta d'ufficio, e rimane in piedi fino a sentenza definitiva anche nel caso le somme vengano versate nei giorni successivi alla scadenza.