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Golf
PILLOLE DI GOLF/223: I SOCI AIGG SI SFIDANO SULLE DOLOMITI

Tre giornate in quota tra Alto Adige e Trentino


BOLZANO - Un interessante momento nelle gare dell’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti: tre giornate di golf impegnativo, in aggiunta all’annuale challenge, per godere le Dolomiti. Nella giornata di apertura ci spalanca le porte il Golf Club Eppan (Appiano): un campo da golf a...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

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Secondo rapporto sul settore promosso dalla categoria di Unindustria

TECNOLOGIE E RICERCHE, LA CHIMICA TREVIGIANA SFIDA LA CRISI

Una novantina di imprese con meno di 20 addetti.


TREVISO - La chimica a Treviso è un piccolo comparto che rappresenta meno dell’1% delle aziende manifatturiere attive in provincia. Sono 85 le imprese chimiche e 5 quelle degli abrasivi per 1.285 dipendenti diretti complessivi. Quasi metà sono localizzate nell’area di Treviso. Era e rimane un’industria chimica principalmente di trasformazione, con un piccola presenza in percentuale dell’industria chimica di base.
Il numero di aziende si è mantenuto sostanzialmente stabile con aziende soprattutto di piccola dimensione (il 75% ha meno di dieci addetti, che diventa addirittura il 90 % sotto il 20 dipendenti). In crescita le imprese guidate da giovani. Rispetto alla precedente indagine sono lievemente diminuite le micro aziende a favore di aziende con un numero maggiore di addetti.
La forma giuridica prevalente è la società di capitali, con la tendenza in aumento rispetto alle società di persone.
Si registra un aumento dei beni esportati di circa il 24% rispetto all’indagine del 2010 (nel 2014 l’export è stato superiore a 185 milioni di euro). Nel periodo non ci sono state evidenti evoluzioni nella proposta al mercato di prodotti chimici.  Le aziende in questi anni hanno investito in ICT , automazione linee produttive e in ricerca e sviluppo; poco frequenti invece gli investimenti in tecnologie per energie alternative e per l’efficienza energetica; il consumo di energia del settore rimane significativo e lontano dalle prestazioni medie di altri settori del manifatturiero.
In calo il ricorso alla cassa integrazione e il numero di infortuni sul lavoro (meno 50% negli ultimi cinque anni) con indice di gravità tra i più bassi a livello nazionale e provinciale nel confronto con gli altri settori manifatturieri. "E un’industria che si sforza – nota il presidente del gruppo, Alberto Arnavas - , pur tra molte difficoltà, di mantenere progettualità ed investimenti in innovazione e in tutela dell’ambiente e nella sicurezza dei lavoratori, spesso senza ricorrere al sostegno e alle agevolazioni pubbliche ma attingendo alle proprie risorse interne. Con questa ulteriore indagine tutti gli stakeholder potranno meglio comprendere le difficoltà che l’industria chimica trevigiana ha dovuto attraversare in questo ultimo quinquennio, ma anche il suo contributo al territorio in termini di mantenimento dell’occupazione, delle competenze e dell’innovazione. Emergono anche le aree di miglioramento e questo ci è di stimolo per impegnarci a superarle e a guadagnare nuovi margini di sviluppo e sostenibilità”.