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Golf
PILLOLE DI GOLF/351: DOPPIO EAGLE ALL'ULTIMO GIRO, BERGER VINCE L'AT&T PEBBLE BEACH

Il 28enne sorpassa in volata NcNealy, crolla invece Molinari


STATI UNITI - Siamo in California, a Pebble Beach, nella Contea di Monterey, piccola comunità sulla costa del pacifico. Si gioca una Pro-Am atipica, che a causa dell’emergenza sanitaria non viene giocata in compagnia delle celebrità come d’uso, è quindi una normale...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/350: DUSTIN JOHNSON CONFERMA LA SUA LEADERSHIP MONDIALE AL SAUDI INTERNATIONAL

Azzurri nelle retrovie, 33esimo il vicentino Migliozzi


ARABIA SAUDITA - Questa settimana l’Eurotour ha messo in scena il Saudi International, al Royal Greens Golf and Country Club, a King Abdullah Economic City, in Arabia Saudita; ai tee di partenza, ci sono ben sette azzurri, che hanno l’opportunità di giocare con veri big: il...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/349: IL TEXANO PATRICK REED FESTEGGIA ALL'INSURANCE FARMERS OPEN

Gran rimonta di un ritrovato Molinari: da 39° a decimo


LA JOLLA (USA) - Concluso l’American Express con l’ottavo posto in classifica, Francesco Molinari si trova ora impegnato nel Farmers Insurance Open, ancora in California, non più a La Quinta ma a La Jolla - San Diego, al Torrey Pines Golf Course che sorge sul posto dove...continua

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La rubrica sul mondo del golf curata da Paolo Pilla

PILLOLE DI GOLF/104: I MIGLIORI 10 IN ITALIA

La top ten dei campi da golf nazionali, Olgiata al primo posto



TREVISO
- Nelle pillole di golf, assieme a Paolo Pilla, andiamo a scoprire i dieci campi da golf italiani, votati da una nota rivista nazionale.
Ben sappiamo che sono ancora pochi i giocatori di golf in Italia rispetto agli altri Paesi (circa centomila), e però sono almeno 300 i campi che dalla Valle d'Aosta alla Sicilia offrono la possibilità di praticarlo il gioco. Molti di questi hanno qualità estetiche e tecniche di spessore, e sempre più vedono l’interesse dei giocatori stranieri, che sono invece tanti (70 milioni). Tutti i golfisti amano esprimere il parere su quale sia il migliore, almeno di quelli che hanno conosciuto. Noi semplici utilizzatori possiamo semplicemente dar valore alla storia, al nome del progettista, alla bellezza della club house, ma soprattutto dall’aver trovato un ambiente confortevole e divertente fin dal momento che ne abbiamo varcati i cancelli. Anche le maggiori riviste esprimono annualmente il loro giudizio, ben sapendo che il loro parere è molto atteso da chi ha impiegato capitali per realizzare questi bei luoghi. Per far ciò, “Il Mondo del Golf” si avvale di una corretta giuria, che ogni anno stila una classifica sui migliori dieci. Quest’anno, il comitato di esperti aveva individuato trentadue Campi cui rivolgere la propria attenzione, tutti di prestigio, tanto da rendere difficile la scelta.

I membri della giuria, presieduta da Alberto Croze, si sono espressi con un voto da uno a dieci per ciascuno dei criteri di valutazione, pervenendo alla conclusione: In testa l’Olgiata, e a seguire Biella, Torino, Villa d’Este, Acquasanta, Nazionale, Bergamo, Milano, riservando al Verdura la definizione di più moderno, al Venezia di più bel Campo di mare, e all’Asiago il migliore di montagna.
Una curiosità: Non era mai successo che il giudizio di miglior Campo italiano fosse dato a un Campo non piemontese. Il successo è stato per l’Olgiata, pur sapendo che per qualche tempo non era neanche riuscito a rientrare nella rosa dei classificabili da questa rivista. E’ stata una sorpresa, dovuta agli importanti lavori di restyling.
La non buona situazione in cui versava l’Olgiata era determinata dalla carenza nella manutenzione, e dall’essere troppo vicino a qualche abitazione. Aveva avuto un passato importante, aveva ospitato il campionato del mondo dilettanti a squadre (Eisenhower Trophy) nel ‘64, e la coppa del mondo (World Cup) nel ’68, poi era sceso di lucentezza. Ci ha pensato l’architetto Jim Fazio a fargli ritrovare la sua importanza, rivisitandolo: una rivoluzione sulla sistemazione di tee, bunker, ostacoli d’acqua, alberature, e nella lunghezza del percorso. Potenza del buon gusto, adeguatamente finanziato.
Vien da pensare che il giudizio affidato a una giuria possa soffrire delle tendenze del singolo membro, è però interessante conoscere quali sono i criteri oggetto di selezione, che sono poi parametri mutuati da Golf Digest, per la classifica dei migliori campi d’America.

Ecco i criteri che la giuria era tenuta a considerare, e tra parentesi il Campo risultato migliore su ognuno di essi:
1. Valore dei colpi – Quanto, in buona sostanza, vengono premiate la potenza e la precisione; questo parametro valeva il doppio, e su questo, a essere il più qualificato è stato il “Nazionale”
2. Difficoltà – Il grado di difficoltà relazionato al giocatore scratch. (“Nazionale”)
3. Equilibrio nel disegno – La giusta distribuzione della lunghezza delle buche lungo il percorso, che lo rendono armonioso (Royal Park )
4. Impressione nella memoria – La facilità, per il giocatore, di ricordare la caratteristica delle buche (Roma)
5. Estetica – L’armonia del contesto in cui è ambientato (Castelconturbia)
6. Manutenzione – La perfezione nella cura del manto erboso di fairway, green, rough, sottobosco, e dei bunker (Torino)
7. Tradizione – L’incidenza sulla storia del gioco negli importanti tornei che ha ospitato.
Quest’ultimo parametro che ha premiato con dieci punti Olgiata, Torino, Royal Park, Villa D’este e Roma Acquasanta, ha condizionato non poco le scelte dei giudicanti, visto che nella lista non compare alcun Campo di recente costruzione. Il presidente della giuria ha dato molto valore a quest’aspetto, e su questo mi trova perfettamente d’accordo. Si può ben dire che il definire un Campo migliore di un altro non è cosa facile. Di questi che hanno ricevuto il riconoscimento, in tutti io ho giocato, e avremo il piacere di raccontarne qualcuno.
Paolo Pilla


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