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Golf
PILLOLE DI GOLF/223: I SOCI AIGG SI SFIDANO SULLE DOLOMITI

Tre giornate in quota tra Alto Adige e Trentino


BOLZANO - Un interessante momento nelle gare dell’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti: tre giornate di golf impegnativo, in aggiunta all’annuale challenge, per godere le Dolomiti. Nella giornata di apertura ci spalanca le porte il Golf Club Eppan (Appiano): un campo da golf a...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

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Il parrocco, la famiglia patriarcale, i "cei": le figure di una societą scomparsa

LA MARCA PIŁ POVERA E PIŁ UMANA DEGLI ANNI '50

"Quaranta racconti trevisani", il nuovo libro di Sante Rossetto


TREVISO - Quaranta racconti (anzi, per la precisione, quarantadue) per ricostruire il mosaico della società trevisana e veneta alla metà del Novecento. Ci immerge in un mondo alla soglia del passaggio tra la millenaria civiltà contadina e il boom economico, il nuovo lavoro letterario di Sante Rossetto, "Quaranta racconti trevisani", edito per i tipi di Edizioni Canova. L’autore ripercorre momenti vissuti negli anni cinquanta del secolo scorso: i personaggi ricchi di umanità, le fatiche dei campi, le grandi gioie dei bambini abituati al dovere e alla povera economia casalinga. Spiccano la figura paterna del parroco, quella commovente della nonna e dei genitori, il mondo allegro dei cèi e dei sgheri impegnati tra i lavori nei campi, la scuola e giochi ormai dimenticati. E gli eventi che segnavano la vita della comunità parrocchiale: il battesimo, la prima comunione, la cresima, il matrimonio, l’ultimo saluto. Era una società compenetrata di religiosità ove la presenza della Chiesa era costante, autorevole e ineludibile.
Rossetto ci propone, anche attraverso l’ampio impiego del dialetto e una lettura priva di inutili rimpianti, una rappresentazione storica che sarà familiare a coloro che in questo contesto hanno trascorso l’infanzia e la giovinezza. Ma coloro che non hanno conosciuto quegli anni avranno qualcosa da imparare in un momento come quello odierno in cui occorre prepararsi a scenari imprevedibili. Un mondo forse perduto, ma non per questo meno attuale

AUDIO L'intervista a Sante Rossetto intervenuto a Buongiorno Veneto Uno.


L’AUTORE
Sante Rossetto, giornalista, è stato caporedattore del Gazzettino in alcune città del Veneto. Accanto all’attività professionale ha coltivato gli studi storici con particolare attenzione alla storia della stampa e del giornalismo trevigiano e veneto. Il suo libro più recente, Vivere nelSeicento (Betelgeuse, 2014) dedicato alla vita quotidiana nella Marca nel XVII secolo, è giunto in pochi mesi alla seconda ristampa. In campo narrativo il suo lavoro più noto, edito da Canova, è Totila l’Immortale, finalista al premio Hemingway 2000, seguito, in collaborazione con Pierluigi Tamborini e sempre per i tipi di Canova e Cierre, da Il barbiere di Treviso.