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Golf
PILLOLE DI GOLF/223: I SOCI AIGG SI SFIDANO SULLE DOLOMITI

Tre giornate in quota tra Alto Adige e Trentino


BOLZANO - Un interessante momento nelle gare dell’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti: tre giornate di golf impegnativo, in aggiunta all’annuale challenge, per godere le Dolomiti. Nella giornata di apertura ci spalanca le porte il Golf Club Eppan (Appiano): un campo da golf a...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

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Alla sbarra accusati di estorsione Altin e Gentian Leba

CAPORALATO MODERNO: ASSOLTI DUE IMPRENDITORI

Il pm aveva chiesto una condanna a cinque anni ciascuno


PREGANZIOL - Era stato definito caporalato moderno, ma più semplicemente si sarebbe trattato di sfruttamento di manodopera. Fatto sta che due imprenditori di origini albanesi di 42 e 36 anni, Altin e Gentian Leba, erano finiti di fronte ai giudici del tribunale di Treviso per rispondere dell'accusa di concorso in estorsione. Il pm Mara Giovanna De Donà, titolare del fascicolo a loro carico, aveva ipotizzato una condanna complessiva a dieci anni di reclusione. I giudici però, con formula dubitativa, hanno assolto entrambi gli imputati perchè il fatto non sussiste, sposando in parte la tesi difensiva degli avvocati Andrea Guidi del foro di Rimini e Maria Serena Mazzullo del foro di Bologna, che avevano chiesto l'assoluzione piena per i loro assistiti. Stando a quanto sostenuto dalla Procura di Treviso, i due avrebbero assunto come loro dipendenti tre cittadini romeni e li avrebbero impiegati nei lavori di asfaltatura lungo il Passante di Mestre nel tratto tra Mogliano Veneto e Preganziol. Un regolare contratto di lavoro che prevedeva un salario mensile al netto delle spese di vitto che, come sottolineato nella busta paga, sarebbero dovute essere a carico dell'azienda appaltatrice dei lavori, che li aveva poi subappaltati alla ditta dei due imputati. Ma la voce “spese di vitto” in realtà sarebbe stata trattenuta dai datori di lavoro direttamente dai salari dei dipendenti: 500 euro al mese, a testa, da settembre 2007 a maggio 2008. Nove mesi per un totale di 13.500 euro che i due titolari si sarebbero intascati a scapito dei tre lavoratori. Circostanza che era stat confermata in aula da una delle presunte vittime, chiamata a testimoniare in qualità di denunciante nonché di parte offesa. Ma non basta: secondo l'accusa i due imputati sarebbero anche arrivati a minacciare di morte gli operai se solo avessero denunciato quella situazione di sfruttamento alle autorità. Per nove mesi i tre avrebbero tenuto la bocca chiusa per evitare di perdere il lavoro, poi era scattata la denuncia. Ma analizzati gli atti e le testimonianze dei denuncianti, il Tribunale di Treviso non ha rilevato prove sufficienti per decretare la colpevolezza degli imputati, pronunciando una sentenza di assoluzione.