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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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AUDIO In studio Michele Dimiddio (Agesc) e Nicola Pasqualato (Ala Onlus)

LA SCURE DELLA REGIONE SUL "BUONO SCUOLA" NELLE SCUOLE PARITARIE

La Legge di Stabilità del Governo ricade anche sul Veneto


TREVISO - Anche A.Ge.S.C. – Associazione Genitori delle Scuole Cattoliche – potrebbe aderire alle mobilitazioni di piazza organizzate per denunciare la gravità della situazione di inadempienza rispetto alla libertà di scelta educativa dei genitori. Michele Dimiddio, Presidente Agesc della Regione Veneto, è intervenuto in diretta alla trasmissione Buongiorno Veneto Uno assieme al presidente di ALA Onlus Nicola Pasqualato per denunciare questo improvviso taglio di risorse.
“Il ‘buono scuola’ - spiega Dimiddio - offre risorse finanziarie importanti a chi sceglie la scuola paritaria per l’istruzione dei propri figli, risorse che non vengono tolte ai poveri per essere date ai ricchi, ma che vengono corrisposte solo a famiglie con reddito ISEE inferiore a € 30.000 o, con un’enorme valenza sociale, alle famiglie di studenti portatori di handicap che necessitano di personale di sostegno per rendere adeguato il loro percorso d’istruzione. E anche in questo caso, i benefici sono assegnati in modo discutibile in base ad un valore ISEE inferiore a € 40.000. L’eliminazione del ‘buono scuola’ penalizzerà le famiglie venete più svantaggiate - continua Dimiddio - che dovranno necessariamente pensare di abbandonare il percorso scolastico dei propri figli nel mondo della scuola pubblica paritaria e di quella cattolica in particolare, dedicata all’educazione integrale della persona. L’Agesc veneta spera che il governo regionale, che per anni ha avuto come fiore all’occhiello un sistema scolastico paritario pubblico diffuso, pure condividendo la difficoltà nel gestire la cosa pubblica con mezzi finanziari notevolmente ridotti, possa continuare a mantenere questo sistema con una corretta ridistribuzione delle proprie risorse, così come hanno fatto le regioni limitrofe, dove, in alcuni casi, le risorse delle scuole materne sono state aumentate.” Dimiddio dichiara infine che: “la presenza della scuola paritaria in Veneto, dalle materne alla formazione professionale, non può essere messa in discussione, proprio per la qualità del progetto educativo offerto e tradizionalmente radicato nel territorio del Veneto”. Da non sottovalutare che la libertà di scelta educativa dei genitori attraverso il sistema paritario pubblico fa risparmiare allo Stato qualcosa come 1 miliardo di euro l’anno e che uno studente di scuola secondaria superiore costa allo Stato 6.888 euro, mentre lo stesso allievo nella scuola paritaria costa solo 44 euro. “Infine – si chiede il presidente regionale dell’A.Ge.S.C. – perché non vengono mantenute le promesse fatte in campagna elettorale? Se chiudono, come stanno chiudendo, scuole materne, primarie e secondarie di primo e secondo livello, i nostri decisori si sono posti il problema di quanto costerà sostituirle con altrettante scuole statali? E’ grave che in questo Paese la nostra classe politica non abbia ancora capito quanto vale il sistema paritario, sia quantitativamente che qualitativamente. Non per niente è stato garantito dalla Costituzione prima e da numerose leggi poi, non da ultima la L. 62/2000, che ratifica proprio lo status di ”pubblico” al sistema paritario.