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Golf
PILLOLE DI GOLF/223: I SOCI AIGG SI SFIDANO SULLE DOLOMITI

Tre giornate in quota tra Alto Adige e Trentino


BOLZANO - Un interessante momento nelle gare dell’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti: tre giornate di golf impegnativo, in aggiunta all’annuale challenge, per godere le Dolomiti. Nella giornata di apertura ci spalanca le porte il Golf Club Eppan (Appiano): un campo da golf a...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

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Daniel Mihali, 27enne di Fonte, rischia 12 anni di carcere

CORSA CLANDESTINA: IL PM HA CHIUSO LE INDAGINI

Nello schianto a Godego morì il 24enne di Loria Mircea Timis



CASTELLO DI GODEGO
- Terminate le perizie tecnico-dinamiche disposte in fase preliminare, la Procura ha chiuso le indagini in merito allo schianto di Castello di Godego costato la vita a Mircea Timis, 24enne romeno di Ramon di Loria, al termine di una folle gara di velocità. Sotto accusa c'è il 27enne di Fonte Daniel Mihali, ritenuto dal sostituto procuratore Laura Reale, titolare del fascicolo, direttamente coinvolto nel sinistro. Se dovesse essere riconosciuto colpevole di tutti i capi d'accusa, il giovane rischierebbe una condanna pesantissima: 12 anni di reclusione e una multa fino a 100 mila euro.

Almeno questo è il quadro finora ipotizzato dagli inquirenti, e respinto dal diretto interessato, sul quale si dovrà far luce a processo. La serie di accertamenti tecnici irripetibili per capire le cause, le modalità e la dinamica dell'incidente, effettuata dall'ingegner Pierluigi Zamuner, che è stato affiancato da due consulenti di parte, l'ingegner Tiziano Gomirato per gli eredi della vittima, rappresentati dall'avvocato Chiara Tartari, e l'ingegner Davide Pavon per l'indagato, difeso dall'avvocato Simone Guglielmin, sembrano confermare in gran parte le ipotesi accusatorie.

Oltre all'omissione di soccorso (art. 189 del codice della strada), di cui Mihali si è in parte assunto la responsabilità sostenendo di non essersi fermato ad aiutare la vittima perchè colto dal panico, al 27enne vengono contestati anche i reati di morte come conseguenza di altro delitto e soprattutto la violazione dell'art. 9-bis del codice della strada: organizzazione di competizioni non autorizzate di velocità, con l'aggravante della presenza di una persona deceduta. Reato per il quale è appunto prevista una pena massima di 12 anni di carcere e di 100 mila euro di multa.

L'omicidio colposo, inizialmente contestato, è stato assorbito proprio da questa ipotesi accusatoria. La difesa di Mihali però è pronta a dare battaglia respingendo l'ipotesi che si sia trattato di una gara di velocità: l'indagato ha sempre sostenuto che, mentre al volante della sua Bmw 530 stava viaggiando a 50 km/h, è stato sorpassato da Mircea Timis vedendolo sbandare e schiantarsi. Che la vittima stesse viaggiando a folle velocità lo testimoniano le lamiere accartocciate della sua vettura, anche questa una Bmw 530, e la vastità del raggio in cui sono stati ritrovati i resti dell'auto che per decine di metri hanno invaso via Caprera a Castello di Godego. Di certo c'è che Mihali non guidava sotto l'effetto di alcol o stupefacenti.