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Golf
PILLOLE DI GOLF/223: I SOCI AIGG SI SFIDANO SULLE DOLOMITI

Tre giornate in quota tra Alto Adige e Trentino


BOLZANO - Un interessante momento nelle gare dell’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti: tre giornate di golf impegnativo, in aggiunta all’annuale challenge, per godere le Dolomiti. Nella giornata di apertura ci spalanca le porte il Golf Club Eppan (Appiano): un campo da golf a...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

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"Hanno fatto bene, ora andiamo a Roma e ammazziamo il Papa"

IL FIGLIO INNEGGIÒ ALL'ISIS, ESPULSO OPERAIO MACEDONE

E' un jihadista 39enne che viveva a San Zenone degli Ezzelini


SAN ZENONE - Il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, ha firmato oggi il decreto di espulsione nei confronti di un cittadino macedone di 39 anni residente a San Zenone degli Ezzelini. L'operazione è stata condotta dai carabinieri del Ros. Si tratta, informa il Viminale, del padre del ragazzo che, nel novembre scorso, in classe, durante una lezione, aveva manifestato approvazione per gli attentati terroristici di Parigi con la frase: «Hanno fatto bene… adesso andiamo a Roma e ammazziamo il Papa … viva l'Isis».
«Ho deciso l'espulsione - ha spiegato Alfano - a seguito di alcuni elementi raccolti grazie all'importante lavoro dal Ros per il contrasto del terrorismo di matrice jihadista. Il macedone, in Italia dal 1998, impiegato regolarmente in una ditta, aveva contatti, sin dal 2014, con alcune persone, di origine balcanica, accomunate da un credo radicale islamista, con posizioni oltranziste ed ideologie di stampo wahabita, fortemente ostili rispetto agli usi e ai costumi occidentali». «Secondo quanto raccolto - ha proseguito il ministro - l'espulso era un profondo conoscitore del jihadismo e un rigoroso osservante dei rigidi dettami della dottrina salafita, con forti pulsioni di radicalizzazione che lo avevano spinto a un progressivo cambiamento in chiave antioccidentale delle abitudini, anche a livello estetico. Per noi, infatti, è stato molto indicativo il suo rifiuto, dopo gli attacchi terroristici del 13 novembre a Parigi, di aderire a un comunicato di solidarietà alla Francia e contro l'Islamic State, promosso da alcune associazioni islamiche».