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Golf
PILLOLE DI GOLF/231: A BIELLA IL CAMPIONATO DEI GIOVANI TALENTI DEDICATO A TEODORO SOLDATI

Lucas Fallotico vince il 12° Reply International under 16


BIELLA - A ospitare la gara è il Golf Club “Le Betulle”, campo realizzato alla fine degli anni 50 sulla collina morenica della Serra, la più lunga d’Europa, un ambiente ideale per il golf. Situato a un’altitudine di 590 metri slm, Il Campo, è un...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/230: ANDREA PAVAN VINCE IL REAL CZECH MASTERS

Primo successo sull'European Tour del romano


PRAGA - È il primo successo sull’European Tour di Andrea Pavan, che già si era imposto in quattro occasioni sul Challenge Tour. Il 29enne romano ha vinto, 22 colpi sotto il par del campo, il Real Czech Masters sul percorso Albatross Golf Resort (par 72), di Praga, montepremi un...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/229: ANCHE IL GOLF A SQUADRE AGLI EUROPEI IN SCOZIA

Il team italiano medaglia di bronzo nella foursome


AUTCHTERARDER (SCOZIA) – L’innovativa competizione ha visto gareggiare insieme uomini e donne, sul percorso del Gleneagles PGA Centenary, Il torneo si è giocato nell’ambito dell’European Championship 2018, la grande novità in ambito sportivo, che dopo gli...continua

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Quinto, sequestrati strumenti per interruzioni di gravidanza

ABORTI CLANDESTINI IN CASA DEL "DOTTOR PRINCE"

Denunciato nigeriano 39enne, blitz nella squadra mobile


QUINTO - Un lettino in soggiorno e in un secchio varie siringhe, tenaglie, pinze a altra attrezzatura, non sterilizzata, per praticare aborti clandestini. Questo quanto hanno trovato gli agenti della squadra mobile di Treviso all'interno di un appartamento di Quinto. E' qui che il proprietario, un nigeriano di 39 anni, di professione magazziniere e conosciuto tra i suoi connazionali con lo psudonimo di "dottor Prince", avrebbe operato numerosi aborti “fai da te” a giovani connazionali desiderose di interrompere la gravidanza. L'uomo è stato denunciato per abuso della professione medica e violazione dell'articolo 19 della legge 194 che regola appunto la pratica dell'aborto. Il blitz della polizia nell'appartamento degli orrori risale a sabato scorso: presente in casa, oltre al sedicente medico, anche una ragazza nigeriana di 20 anni, residente in Emilia Romagna e giunta a Treviso appositamente per abortire. A testimoniarlo un biglietto del treno andata e ritorno. Gli agenti sono fortunatamente intervenuti prima che cominciasse l'operazione. La giovane, accompagnata nel viaggio da una connazionale di 29 anni, è stata sottoposta ad una visita ginecologica presso il Ca' Foncello ed i medici hanno cerificato che la 20enne era in dolce attesa da circa tre mesi. Dottor Prince e la paziente si sono chiusi nel silenzio più totale e non hanno offerto nessuna collaborazione agli investigatori che hanno posto sotto sequestro tutta l'attrezzatura dell'ambulatorio casalingo. La squadra mobile di Treviso avrà ora il difficile compito di accertare quante pazienti si siano rivolte all'africano, residente a Quinto da circa 10 anni e magazziniere presso un'azienda di Mestre. Alle spalle, per lui, nessun problema con la giustizia. L'indagine della polizia era stata avviata alcune settimane fa dopo alcune segnalazioni provenienti dai residenti della zona che avevano notato uno strano e continuo viavai dall'abitazione del 39enne. Gli investigatori ipotizzavano che quello strano andirivieni di stranieri potesse essere legato allo spaccio o al traffico di sostanze stupefacenti ma la realtà che si sono trovati di fronte è stata senza dubbio ben più inquietante.

“Complimenti alla squadra Mobile di Treviso: è stata scoperta una vera e propria clinica degli orrori, con annessi e connessi, compresa l’aggravante che il ‘giro’ delle sventurate ‘pazienti’ appare essere troppo ampio per poterlo considerare un fatto locale”. Con queste parole il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia commenta l’operazione della Questura di Treviso che ha portato a scoprire un appartamento alle porte della città dove sono stati sequestrati numerosi strumenti chirurgici e dove si trovavano un “falso medico” nigeriano, denunciato, e altri tre suoi connazionali, tra i quali una donna seminuda che con ogni probabilità stava per essere sottoposta ad aborto. “Non si può e non si deve tollerare – aggiunge Zaia – che la clandestinità, già grave di per sé, possa estendersi anche a pratiche sanitarie tanto delicate sia dal punto di vista medico che da quello umano e psicologico. Mi auguro che le indagini dei nostri poliziotti possano fare piena luce su una realtà che già in questi termini appare allucinante”. “Se le nostre Forze dell’Ordine – conclude Zaia – avessero a disposizione più uomini e più mezzi, cosa che chiedo pressochè quotidianamente, chissà quante altre situazioni come queste potrebbero essere scoperte e debellate”.