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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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L'assessore provinciale sotto accusa per averle autenticate

FIRME FALSE PRO GENTILINI: LORENZON A PROCESSO

"Quelle firme non sono mie": disposta perizia calligrafica



TREVISO
- Mirco Lorenzon a processo per il caso delle firme false a sostengo di Giancarlo Gentilini. Il pm Giovanni Valmassoi, dopo aver chiuso le indagini, ha infatti chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio dell'assessore provinciale alla Protezione Civile, accusato di aver autenticato sottoscrizioni fasulle della lista “Treviso ci piace”, in occasione delle elezioni amministrative 2013 che vedevano lo sceriffo correre per la poltrona di sindaco contro Giovanni Manildo.

Lorenzon dovrà comparire in udienza preliminare il 14 aprile prossimo, dopo essere già stato di fronte al giudice nel corso della prima udienza rinviata per effettuare una perizia calligrafica. La difesa di Lorenzon, rappresentata dall'avvocato Sebastiano Tonon, ha infatti chiesto e ottenuto che una professionista, la grafologa Patrizia Pavan, stabilisca se quell'attestazione sulle liste corrisponda effettivamente alla firma dell'assessore provinciale. Circostanza che il diretto interessato ha sempre respinto con forza.

“Io ho autenticato soltanto le firme prese davanti ai miei occhi – ha sostenuto fin dall'inizio Mirco Lorenzon - In quei moduli compare invece una serie di firme di persone che personalmente non ho mai visto. E anche la firma attribuita a me per l'autenticazione non è mia. Qualcuno alla segreteria della Lega ha lavorato con incompetenza. Io in realtà in questa vicenda sono la parte lesa e, una volta chiarita la mia posizione, sono pronto a chiedere i danni”.

L'inchiesta, scaturita da una segnalazione della Prefettura, parla infatti di moduli riempiti con firme ricopiate e validate da un timbro e una sigla apparentemente vergata da Lorenzon, ma che lui stesso disconosce. A quanto pare le firme a sostegno della lista dei giovani sono state raccolte in più moduli: due in un foglio, tre in un altro, cinque in un altro ancora. Però, allegate alla lista poi depositate in tribunale, comparirebbero tutte in un unico modulo. La difesa sostiene che quelle firme, magari per comodità, siano state ricopiate in un unico modulo e poi presentate.

Il fatto è che alcuni sostenitori si sono visti ricopiare il proprio nome e cognome più di una volta (e qui nasce il presunto illecito), e in alcuni casi hanno pure detto che quella sottoscrizione non era stata firmata da loro. Cosa che sostiene anche Lorenzon, il quale nei moduli incriminati non riconosce la propria firma.